| Mangio come un avvoltoio. Purtroppo la somiglianza non si ferma qui. (Groucho Marx) |
Che cos'è intenet?
Mi hai chiesto, nonna, di spiegarti cos'è internet. Ti dico subito che a mio modo di vedere internet è “solo” un mezzo di comunicazione, forse un po' più evoluto degli altri ma sostanzialmente è tutto qui. Adesso però permettimi di dilungarmi per spiegarti perchè questo è così diverso dagli altri.Senza spacciarmi per antropologo mi chiedo: che differenza c'è tra gli uomini e le scimmie? Perchè l'uomo è diventato la specie dominante di questo pianeta?
Più che le caratteristiche fisiche direi che è il linguaggio quello che ci distingue, la possibilità di comunicare concetti complessi che agli altri uomini manca. La parola è un mezzo di comunicazione e quando i primi cavernicoli hanno imparato a parlare e a insegnare agli altri concetti non banali deve esserci stato il primo salto di qualità.
Cara nonna
Martedì 22 Dicembre 2009 14:00 -
Author: Pieru
mi chiedi spesso di parlarti di alcuni argomenti, in qualità di “presunto esperto”. Molte delle domande che mi fai non sono semplici, per rispondere adeguatamente devo studiare un po' e cercare, nel mio piccolo, di essere chiaro e semplice senza sottovalutare la tua intelligenza. Quando tu sei nata i fratelli Wright non avevano ancora fatto il loro primo volo a Kitty Hawk e la Prima Guerra Mondiale era di là da venire. Hai vissuto parecchie rivoluzioni tecnologiche/culturali (radio, televisione) e probabilmente è per questo che mi chiedi di parlarti di internet. Eccomi qua. Ho pensato di cominciare a Natale, visto che non riesco neanche quest'anno a venire a trovarti. Come sai in questo periodo mi stanno capitando un po' di guai per cui proprio non ce la faccio a venire a passare un giorno con te, considera queste letterine come un modo per fare due chiacchiere. La casetta e l'uccellino
Sabato 22 Agosto 2009 01:08 -
Author: Pieru
Tanto tempo fa una ditta venne incaricata di costruire una casetta, in campagna. La ditta non fece un buon lavoro: utilizzò materiali scadenti, un progetto approssimativo e una realizzazione non a regola d'arte al punto che dopo pochi mesi già si vedevano le prime crepe. Qualche anno dopo ci fu un violento terremoto che danneggiò gravemente la casetta. Già il suo aspetto non era bellissimo a causa della cattiva qualità della costruzione, dopo il terremoto peggiorò ulteriormente, gli ispettori comunali la dichiararono inagibile ma, siccome stava ancora in piedi, i suoi abitati non si decidevano ad abbandonarla. Anni dopo ci fu un in incendio, probabilmente appiccato da un malfattore che aveva dei vecchi screzi con uno degli occupanti della casetta. Le fiamme fecero danni gravissimi, distruggendo gran parte del tetto e molte delle travi eppure la casetta non si decideva a crollare. Gli occupanti della casetta a quel punto capirono che c'erano dei lavori urgenti da fare. La casetta non era più soltanto brutta e fatiscente ma era veramente inabitabile, pioggia e vento entravano da tutte le parti e quindi decisero di sistemarla. Non fecero un buon lavoro, invece di agire dalle fondamenta si limitarono a mettere delle toppe aggiungendo delle travi sopra quelle bruciate e una copertura in eternit sulla sommità della casa. Quella casa che non era mai stata bella adesso era diventata un esempio di bruttezza e di pericolosità: i muri erano pieni di crepe, tutti gli impianti erano fatti in modo amatoriale, la luce saltava continuamente e si sentiva sempre odore di gas ma, nonostante tutto, gli occupanti non si decidevano a lasciare la casetta e neppure a ripararla seriamente un po' per pigrizia, un po' per ignoranza e un po' per mancanza di mezzi economici. Un giorno di primavera un uccellino si posò su una grondaia della casa, col suo lievissimo peso fece staccare la grondaia da quel che restava del tetto scombussolando così un fragilissimo equilibrio che reggeva miracolosamente l'eternit e le vecchie travi. Il tetto crollò trascinandosi appresso le travi vecchie nuove e le mura sembrarono ripiegarsi su se stesse chiudendo all'interno tutti gli occupanti che morirono all'istante. A questo punto mi domando: chi è l'assassino in questa storia? Il povero uccellino, il piromane, il terremoto, la ditta costruttrice o quegli irresponsabili degli abitanti? Nuovo tutto!
Giovedì 09 Luglio 2009 13:28 -
Author: Pieru
Il sito di pieru ha da oggi una nuova veste grafica. In realtà non è cambiata solo grafica ma... tutto. Se state pensando SGC fate benissimo, solo che ci perso un giorno e mezzo e ve lo volevo dire. Approfitto per ringraziare l'amico Daniele che mi ha preparato un header semplicemente fantastico, molto migliore di come lo volevo! Ci sono tutti e 5 i concetti che volevo mettere, perfettamente fusi. Il ministero del turismo
Martedì 12 Maggio 2009 23:25 -
Author: Pieru
Premesso che io non ho niente contro la Brambilla e che credo che una persona capace e intelligente non debba essere necessariamente brutta non capisco bene una cosa. Leggo che è stata nominata Ministro del Turismo. Ottimo. Però mi pare che nel 1993 questo ministero era stato abolito, con un referendum popolare. Anzi, ne sono sicuro!
Dal 1993 in poi il turismo in Italia è stato promosso poco e male, su questo non ci sono dubbi. Le presenze di turisti stranieri sono continuamente calate e il bel paese è stato superato da altri, Francia, Stati Uniti e Hong Kong sono quelli che ricordo a memoria. Senza nulla toglere alle capacità della Brambilla sono pronto a scommettere che le cose non cambieranno. Sopravviveranno gli enti che avrebbero dovuto promuovere il turismo in questi anni, dal referendum ad oggi, e si andranno ad aggiungere altri posti di lavoro anzi, altri stipendi e altri conti da pagare per noi contribuenti, senza migliorare la situazione. Scommettiamo? Scommettiamo che una delle prime cose che verranno fatte sarà riprendere il maledetto progetto www.italia.it? Scommettiamo che verranno spesi altri fantastilioni di euri per ottenere un sito migliore ma comunque esageratamente costoso, inutile e macchinoso? E' una scommessa che, da cittadino, vorrei perdere ma le quotazioni sono tutte a mio favore. I guru del web
Martedì 31 Marzo 2009 00:40 -
Author: Pieru
Premessa importante: non ho niente contro i “guru”, neppure quelli che si autodefiniscono tali. Personalmente non ho nessuna pretesa o ambizione di esserlo e neppure di diventarlo. Frequento la rete da qualche anno e con questo articolo vorrei solo dare qualche spunto di riflessione a chi si sta avvicinando ora al mondo del web marketing e della promozione con la speranza di essere un pochino utile.
Dato che ho ancora tantissimo da imparare mi risulta particolarmente facile mettermi nei panni di chi comincia a sentire parlare di web marketing, di seo, per la prima volta, provo a immaginarne i processi mentali. Il neofita si ritrova a caccia di informazioni, ne ha una fame disperata, probabilmente ha completato uno o più siti di cui è soddisfatto per quanto riguarda le funzionalità e la veste grafica, vorrebbe però più visitatori e più soddisfazione dai motori di ricerca. Si mette a leggere guide, frequenta forum, è letteralmente bombardato di informazioni e deve riuscire a filtrarle a monte: sono talmente tante che non può riuscire a leggere tutto. Primo consiglio: controllate sempre la data di pubblicazione di un post o di una guida. Molti suggerimenti che potevano avere un senso anni o anche mesi fa potrebbero nel frattempo essere diventati obsoleti per la semplice ragione che l'evoluzione dei motori di ricerca è inarrestabile gli algoritmi cambiano piuttosto spesso. Secondo consiglio: attenzione alle scorciatoie. Se trovate un trucchetto facile da implementare probabilmente non funzionerà o addirittura produrrà danni, come in tutti i campi anche nel web per raggiungere risultati eccellenti ci vogliono tempo e fatica. Terzo consiglio: non prendete per oro colato le parole di nessuno. Mettetevi per un attimo nei panni di scrive e provate e chiedervi perchè lo fa. Sgombriamo subito il campo da un falso mito: se qualcuno mai troverà la ricetta magica per essere sempre primo su google molto difficilmente condividerà questo segreto, lo custodirà gelosamente e lo userà solo per i suoi siti o per i suoi clienti. Restano altre due possibilità. Posta per mostrare a tutti la sua competenza e la sua bravura e distribuire saggezza alle “nuove leve” oppure lo fa perchè è consapevole che anche da quella discussione può imparare e continuare a far crescere il proprio bagaglio culturale. In altre parole sa che in questo specifico campo c'è sempre da imparare, in tutti i casi prendete tutti i consigli con beneficio di inventario, sempre, ragionateci sopra non buttatevi a capofitto, fate delle prove, misurate i risultati e poi tirate le vostre conclusioni. Le bonazze italiane in Giappone
Giovedì 26 Febbraio 2009 23:17 -
Author: Pieru
Le bonazze italiane sbarcano in Giappone! Questo sito (interamente in lingua giapponese) parla di tutte le bellone della televisione italiana. Anzi, a ben guardare da una piccola indagine si capisce che si tratta di bellone, ex-bellone, prezzemoline, cantanti, veline, showgirl ... di tutto di più insomma!So per certo che in Giappone la televisione italiana viene vista come un po' troppo osè ... troppi culi e troppe tette mostrati anche all'ora di pranzo insomma. Non conoscendo il giapponese non so per certo se il blog affronta l'argomento in modo serio ma per quel poco che mi pare di capire tutti gli argomenti vengono affrontati in modo scherzoso. Si potrebbe provare ad esportarne qualcuna, magari si potrebbe provare a vendere qualcuno dei nostri programmi domenicali che a Tokyo potrebbero trasmettere a sera tarda. Quasi quasi mi vendo l'idea a rai e mediaset. Second second life
Martedì 30 Dicembre 2008 20:58 -
Author: Pieru
Passo la maggior parte del mio tempo collegato a internet per lavoro. Parte di questo tempo la dedico a provare cose nuove, informarmi sulle novità, tenermi aggiornato. Cazzeggiare in parole povere.
Tra le mille luccicanti esperienze che si possono fare sul web mi ha conquistato travian, un gioco in cui occorre combinare un minimo di strategia e di tattica con la socializzazione (bisogna necessariamente trovare tanti e ottimi alleati per riuscire a giocare decentemente) e nottate insonni. Travian è pericolosissimo, se ci si appassiona il tempo scorre come a rovesciarlo da una diga. Sono invece scettico, per non dire impermeabile ad altri "fenomeni" di cui si è tanto parlato in passato. Uno di questi è second life: scaricando un immenso software si ha la possibilità di creare un proprio avatar e "vivere" una seconda vita in un mondo virtuale. In parole povere si crea un omino e lo si fa muovere in un gigantesco mondo in cui ci sono negozi, case e tante altre persone; si può contribuire alla crescita del mondo costruendo un po' di tutto, si socializza e .... si fa persino business. Si perchè in passato si leggeva spesso di questa o quella azienda (reali) che avevano aperto una vetrina (virtuale) su second life, ovviamente pagamento dollaroni reali. La mia personale interpretazione è che i responsabili del marketing di alcune aziende cercavano una scusa per giocare in ufficio e i debolissimi risultati economici della maggior parte di queste strategie di promozione sembrano confermare la mia tesi. Ammetto che può anche essere divertente ma a me second life è sembrato noioso. Non ci siamo piaciuti fin dal nostro primo incontro. Adesso però ho trovato una versione un po' diversa, un clone di second life basato sugli stessi identici meccanismi ma in cui sostanzialmente ... si tromba. Probabilmente il sito esiste già da anni ma io lo scopro soltanto adesso: il suo scopo fondamentale è avere rapporti sessuali (ovviamente virtuali) con altri personaggi. Si possono fare incontri a due o più persone, ci sono le sale a tema, quelle per il sado maso ... non manca niente come, anzi meglio, che nel mondo reale. Se second life mi lasciava perplesso questo coso mi lascia basito. Perchè non aggiorno?
Venerdì 14 Novembre 2008 21:19 -
Author: Pieru
Ti prego, ti prego, non ci uccidere. Ti prego baby, lo sai che ti amo. Non avrei mai voluto lasciarti, non è stata colpa mia. Davvero, sono sincero. Quel giorno finì la benzina. Si bucò un pneumatico. Non avevo i soldi per il taxi! Il mio smoking non era arrivato in tempo dalla tintoria! Era venuto a trovarmi da lontano un amico che non vedevo da anni! Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un'invasione di cavallette!
Come non si realizza un sito
Venerdì 12 Settembre 2008 15:44 -
Author: Pieru
Raccolgo la sfida lanciata dall'amico Daniele e continuo il meme da lui proposto. Mi pare interessante infatti sentire il punto di vista di altri colleghi e approfitto per dare anche il mio; può essere un'informazione utile anche per potenziali clienti capire come lavora un webdesigner o un'agenzia al quale stanno pensando di rivolgersi.
Il tema proposto è come non si realizza un sito web, bene! Ci tengo a sottolineare che tutto quello che ho scritto sotto rappresenta il mio modo di lavorare, le mie idee e sono il primo ad ammettere che non sono “dogmi” indiscutibili. Prima che qualcuno me lo chieda anticipo la domanda: sì, mi è capitato, in passato, di allontanarmi da questo modus operandi e me sono quasi sempre amaramente pentito. Mi è anche capitato di perdere qualche potenziale cliente perchè non condivideva il mio approccio, il classico cliente “io pago e tu fai esattamente quello che dico io”; non me ne sono mai pentito. Un sito non deve essere fatto dal webmaster o dall'agenzia e nemmeno dal cliente, deve essere un lavoro congiunto: cliente,designer e programmatori devono collaborare nella scelta dei contenuti, della grafica. Un sito web non si realizza senza un accordo scritto Non mi riferisco necessariamente a un contratto formale con marche da bollo depositato dal notaio, può essere sufficiente un pezzo di carta informale in cui si stabiliscono quali saranno le mete e gli step principali e i compiti delle parti. Un sito non si fa senza avere obiettivi chiari Webmaster e cliente devono avere perfettamente in mente per quale scopo il sito viene realizzato: ritorno di immagine, fatturato ecommerce, visibilità, nuovi contatti. Chi partecipa alla realizzazione e alla promozione del sito deve averne bene in mente lo scopo. Un sito non deve necessariamente piacere al webmaster e nemmeno al cliente. Nel 90% dei casi il sito deve piacere ai clienti del cliente, non a lui direttamente. Un AD attempato può essere un ostacolo al successo se interviene con decisioni di merito basate sui suoi gusti personali per un sito che deve piacere a dei teenager. Un sito non si inizia nemmeno se non è stato definita una scaletta con tutti gli step necessari e le relative date previste. E' possibile che ce ne sia una sola: il webmaster ha già tutti gli elementi che gli servono e sono già stati definiti tutti i dettagli; in questo caso sarà necessario definire soltanto la data del rilascio ma possono esserci passaggi intermedi e interventi da parte del cliente. Un sito non si realizza risparmiando sul server. Il sito deve essere veloce e rapido da consultare. Il server oltre al sito ospiterà anche le preziosissime mail e queste sono un elemento importantissimo nella vita e nella gestione di un'azienda. L'assistenza deve essere all'altezza della situazione, in caso di guasto deve esserci qualcuno pronto a intervenire in tempi ragionevoli. Un sito non si realizza sulla base del budget del cliente ma sulle sue reali necessità. Il teorema fatturato -> budget -> sito non è necessariamente corretto. Può esserlo ma non necessariamente. Se il cliente aveva in mente di spendere 1000 ma per realizzare tutto quanto occorre bisogna spendere 100 ... buon per lui! Se viceversa pensava di spendere 100 euro all'anno è possibile che non si riesca neanche a cominciare. Un sito non deve essere “troppo grande” è controproducente creare un sito con mille sezioni se queste non verranno mai aggiornate o seguite. Ci sono poche cose tristi come un sito in cui è abbozzato semplicemente lo scheletro mentre i contenuti lasciano a desiderare Un sito non deve essere “troppo piccolo” a volte il sito web è tutto quello che potenziali clienti hanno a disposizione per valutare una certa azienda con cui stanno entrando in contatto. Giusto o sbagliato che sia tenderanno a giudicare l'azienda guardando le pagine del sito e in pochi secondi ne avranno ricavato la loro prima impressione. Il sito deve essere correttamente dimensionato e offrire al visitatore la corretta immagine dell'azienda mettendo a disposizione tutte le informazioni necessarie. Un sito non si realizza infarcendolo di gadget tecnologici, intro flash, contatori, fees rss, improbabili salvataggi nei social, gallerie immagini, filmati e tutte le altre diavolerie informatiche se queste non hanno uno scopo ben preciso e possono essere di reale utilità al potenziale visitatore. Il sito deve essere facilissimo da capire, è inutile tentare di inventare nuovi modi per costruire i menù: per dimostrare la sua bravura e la sua creatività il webmaster può realizzare siti di studio senza giocherellare con quelli dei suoi clienti Un sito non si pubblica con i testi lorem ipsum si mostra al cliente, se previsto, la bozza del sito la si pubblica in una zona chiusa e riservata del sito. La prima impressione è importante, non si può escludere che un navigatore o, peggio ancora, lo spider di un motore di ricerca trovi per caso il sito. Senza considerare il rischio che un pezzo di lorem ipsum finisca dimenticato per settimane o mesi in qualche pagina. Un sito non deve nascere da un rapporto occasionale tra cliente e webmaster si deve creare un legame il più possibile duraturo. Webmaster o agenzie devono considerare i clienti acquisiti e i relativi canoni di manutenzione come il loro bene più prezioso e dovranno evitare di lasciare il sito abbandonato per settimane o mesi senza mai proporre a cliente o visitatore qualche novità. Aggiornamenti di sostanza e non di facciata, tecnologie e mode producono una continua e costante evoluzione del web e le scelte corrette di oggi non saranno necessariamente giuste domani. Un sito non deve contenere testi con errori ortografici di grammatica o sintassi. Un refuso può sempre scappare ma un sito infarcito di errori crea un'immagine di superficialità e menefreghismo che non lasciano scampo, esattamente come entrare in un'azienda che produce cibo e trovare un ambiente sporco. Un sito non deve essere fatto da dilettanti attenzione ai non professionisti del web, quelli che di mestiere fanno una cosa e nei ritagli di tempo un'altra, gli studenti taaaaaanto bravi che per due lire dicono di saper fare tutto. Rivolgo un accorato appello alle aziende che stanno pensando di farsi (ri)fare un sito: attenzione alle offerte superfavolose e convenientissime. Se pagate 100 euro all'anno probabilmente avrete un servizio che vale 100 euro all'anno. La vostra azienda ha veramente bisogno di un sito che vale 100 euro all'anno? Forse in questo caso non ha realmente bisogno di un sito. Lascio la parola a King Hack e Wanilla, se vorranno continuare ... Born to be wild
Lunedì 21 Luglio 2008 22:51 -
Author: Pieru
Un uomo, la sua Guzzi e il suo viaggio. Partire per un viaggio in moto con la sola idea di attraversare le americhe, senza limiti di tempo, senza tappe o date precise. Sembra un sogno eppure c'è chi riesce a realizzare un viaggio di questo tipo senza incoscienza ma con la determinazione e la voglia di imparare e di confrontarsi con nuove culture. Internet permette di restare aggiornati, il nostro viaggiatore col suo fido Mac terrà aggiornati amici e parenti, ammiratori e rosiconi dal suo sito longwalk.it che promette di essere interessante. Già la preparazione e l'organizzazione di un viaggio del genere sono un'impresa non da poco, non mi resta che augurare un poderoso in bocca al lupo al nostro amico. Tienici aggiornati! |
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Cara nonna,
