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Ho visto i teorici della coppia aperta devastati dagli spifferi. (Paolo Rossi)
Borboni
La legge e la politica PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Domenica 20 Giugno 2010 00:00

La leggeLeggi i giornali, segui i telegiornali e senti spesso parlare di internet, sai che stanno facendo delle leggi per cercare di mettere internet sotto controllo e mi hai chiesto di spiegarti cosa sta succedendo, ci provo.

Cominciamo dalle cattive notizie: hai sentito che su internet ci sono i pedofili, che ci sono pirati che scaricano film e musica illegalmente, che i terroristi usano internet per diffondere i comunicati, che ci sono smanettoni che si divertono a vandalizzare i siti o i server delle istituzioni, hai sentito parlare dei virus informatici... la cattiva notizia è che è tutto vero.

E' possibile trovare film e dischi pirata, ci sono i virus e i vandali informatici e purtroppo da qualche parte ci sono pedofili che usano internet per le loro schifose nefandezze. Però, nonna, internet non è questo e questi personaggi sono pochissimi, i poliziotti sono molto più competenti di quanto si creda, ci sono già le leggi che proteggono i cittadini onesti e chi commette un crimine viene ricercato e spesso preso. Quando sento certi discorsi fatti soprattutto al telegiornale mi viene da ridere, internet viene spesso presentata come un covo di pedofili o un regno di anarchia in cui tutti possono commettere i crimini peggiori impunemente, molti chiedono una regolamentazione di internet sottolineando queste cose e la cosa mi lascia perplesso. I telefoni sono sempre stati usati per fare gli scherzi, per minacciare o ricattare e i terroristi li usavano per rivendicare i loro attentati ma questo non significa che il telefono sia il regno dell'illegalità. Le leggi ci sono, basterebbe farle applicare anche su internet e invece...

Quello che sta succedendo realmente è uno scontro tra poteri e un'economia che deve necessariamente evolversi se non vuole estinguersi ma non vuole farlo. Internet sta mettendo in crisi giornali e televisioni che, soprattutto in Italia, sono un potere fortissimo. Le potenti compagnie telefoniche, le case cinematografiche e discografiche per ragioni diverse sono terrorizzate dal web e, se potessero, farebbero chiudere subito tutto, sono i luddisti del 2000 nonna, non dicono soltanto sciocchezze ma la maggior parte delle loro argomentazioni in realtà tende a difendere lo status quo e a fargli mantenere il potere che hanno acquisito. Posso farti alcuni esempi concreti così ti annoio un po' meno?

I giornali italiani campano con tre tipi di ricavi: i soldini che paghiamo in edicola, la pubblicità e i finanziamenti pubblici. Di quello che paghiamo in edicola ai giornali in realtà non arriva poi molto, il 40% credo rimanga all'edicolante, con il resto si devono sostenere i costi di stampa (inchiostro e carta) e di distribuzione fisica dei quotidiani, sono sicuramente più importanti le altre due voci di bilancio. Sorvoliamo per un momento sulla pubblicità, gli introiti derivanti dai finanziamenti statali non sono affatto trascurabili al punto che ci sono giornali che vengono stampati solo per ricevere questi finanziamenti senza neanche arrivare in edicola, le copie vengono mandate direttamente al macero. Perchè  lo stato, paga i giornali? Sia ben chiaro, quando dico stato in realtà dico “noi” quindi la domanda è perchè noi paghiamo i giornali, anche quando non li leggiamo?

Credo che il principio fosse giusto, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e il fascismo, in cui l'informazione era sotto controllo, si voleva avere certezza di una indipendenza dell'informazione dai partiti e dai poteri economici ed ecco quindi nascere questi finanziamenti che ora, secondo me, andrebbero aboliti sia per lasciare un po' più di soldi nelle tasche dei contribuenti, sia perchè oggi finanziare l'informazione non serve più a garantire l'indipendenza ma ottiene l'effetto opposto. Tornerò anche su questo argomento.

Ci sono altri protagonisti dell'economia che, se potessero, distruggerebbero internet dalle fondamenta, case discografiche e cinematografiche (in Italia affiancate dalla SIAE) lamentano perdite miliardarie. Non hanno tutti i torti, nonna, è inutile nascondersi dietro un dito, con internet in effetti è possibile scaricare illegalmente musica e anche film, così come è possibile comprare DVD e dischi pirata sulle bancarelle ma in realtà, secondo me, in questo stanno cercando di resistere a un cambiamento del sistema legato anche (ma non solo) alla tecnologia. Facciamo l'esempio di un disco, un cantante prepara il disco e lo vende, il cliente finale compra il disco ma solo una fettina dei suoi soldi finisce nelle tasche del cantante, con la vendita tradizionale devono guadagnare anche il negoziante, la casa discografica, la SIAE e altri che con la produzione o l'uso della musica c'entrano solo indirettamente, un po' come succede per le zucchine che il contadino vende a 10 centesimi al chilo ma che al supermercato costano qualche euro. Ci sono in gioco forti interessi, non solo economici perchè in questo momento case editrici, cinematografiche e discografiche sono così potenti da decidere quale autore mandare avanti e quale fermare. Probabilmente in questo caso siamo di fronte a un cambiamento epocale dato che un autore (scrittore, cantante o regista) può vendere mettere direttamente in vendita il suo prodotto saltando tutti gli intermediari, ovvio che questa cosa a molti non piace.

Di cosa parlano quindi quando si dice “regolamentare internet”? Di arrestare la pedofilia, la diffamazione e gli altri reati che vengono commessi sul web? Anche ma non solo. Le leggi infatti ci sono già, secondo me tutto questo vociare sulla necessità di nuove leggi nasce dal tentativo di difendere lo status quo e lasciare il controllo dell'informazione e il potere economico così com'è. A livello mondiale questo tentativo è destinato sicuramente a fallire, in Italia potrebbero farcela, potrebbero resistere ancora qualche anno creando dei danni che verranno poi pagati dalle prossime generazioni.

 
Il ministero del turismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Martedì 12 Maggio 2009 23:25
Premesso che io non ho niente contro la Brambilla e che credo che una persona capace e intelligente non debba essere necessariamente brutta non capisco bene una cosa. Leggo che è stata nominata Ministro del Turismo. Ottimo. Però mi pare che nel 1993 questo ministero era stato abolito, con un referendum popolare. Anzi, ne sono sicuro!
Dal 1993 in poi il turismo in Italia è stato promosso poco e male, su questo non ci sono dubbi. Le presenze di turisti stranieri sono continuamente calate e il bel paese è stato superato da altri, Francia, Stati Uniti e Hong Kong sono quelli che ricordo a memoria.
Senza nulla toglere alle capacità della Brambilla sono pronto a scommettere che le cose non cambieranno. Sopravviveranno gli enti che avrebbero dovuto promuovere il turismo in questi anni, dal referendum ad oggi, e si andranno ad aggiungere altri posti di lavoro anzi, altri stipendi e altri conti da pagare per noi contribuenti, senza migliorare la situazione.
Scommettiamo? Scommettiamo che una delle prime cose che verranno fatte sarà riprendere il maledetto progetto www.italia.it? Scommettiamo che verranno spesi altri fantastilioni di euri per ottenere un sito migliore ma comunque esageratamente costoso, inutile e macchinoso? E' una scommessa che, da cittadino, vorrei perdere ma le quotazioni sono tutte a mio favore.
 
L'udeur ammastellato! PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Venerdì 18 Gennaio 2008 01:11
La lieta notizia è fresca: Clemente Mastella non è più ministro della giustizia. Sul suo blog riporta il toccante discorso in parlamento con cui ha annunciato le sue dimissioni, Prodi però sarà il guardasigilli ad interim.
Il motivo spero sia nota a tutti: la moglie dell'ex ministro è agli arresti domiciliari, lui stesso è indagato per parecchi reati e la stessa sorte è toccata a parecchi familiari, amici e compagni di partito (che in questo caso specifico sono sinonimi) di Mastella.
In un commento decisamente intelligente Gianantonio Stella (che tanto per intenderci è uno dei due autori de "la casta" un libro che forse contribuirà a cambiare la storia di questo paese) sul corriere spiega molto saggiamente che l'ex ministro è vittima di un comportamento "intollerabile" da parte della magistratura. Senza usare queste parole fa capire che, secondo lui, il magistrato ha abusato dei suoi poteri pur senza commettere nulla di illegale nello scatenare una tempesta di questa portata.
Abusare, senza commettere nulla di illegale. Mi ricorda qualcosa. Qualcosa di cui l'ex ministro è vissuto finora, quell'insopportabile clientelismo che ha fatto sì che paghiamo profumatamente perfino la benzina per il suv del figlio (il quale è un collaboratore del campanile, giornale dell'UDEUR e da noi abbondantemente foraggiato). Mastella rischia di essere vittima di un'ingiustizia in quanto tanti altri politici hanno fatto le stesse cose anche se magari in modo meno palese.
E' un sogno che diventa realtà: vittima di un'ingiustizia, vittima di qualcuno che abusa del proprio potere senza commettere illegalità, proprio come lui e tanti altri hanno fatto. E' quasi troppo bello per essere vero. La prossima volta che entrerò in un ospedale fatiscente pensando che il primario è tale perchè amico di qualcuno e non perchè bravo avrò una piccola consolazione. Quando passerò in mezzo ai cumuli di rifiuti napoletani pensando a chi ha pensato prima al proprio stipendio e a quello dei suoi numerosi amici e parenti che a risolvere veramente i problema ne trarrò un po' di sollievo. La prossima volta che il governo abbasserà un'aliquota fiscale con una operazione fatta "a costo zero per le casse dello stato" mi sentirò un po' meno preso per il culo. Quando sarò costretto a cambiare macchina anche quando funziona benissimo perchè un nuova legge con la scusa dell'ambiente rimpingua le casse delle industrie automobilistiche ne avrò beneficio.
Dante non avrebbe saputo pensare di meglio!
 
la legge levi prodi PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Sabato 20 Ottobre 2007 23:53
L'attuale presidente del consiglioCominciamo subito con la buona notizia: la levi prodi non è una legge, non ancora almeno, ma un disegno di legge. Si tratta di un disegno di legge preparato il 3 agosto e approvato dal consiglio dei ministri il 12 ottobre 2007.

L'argomento della proposta di legge? Si parla di editoria, di responsabilità e del registro degli operatori per le telecomunicazioni, per qualsiasi dubbio ecco il testo completo della proposta di legge.

Che significa? Significa che chiunque abbia un sito internet avrà gli stessi doveri e le stesse responsabilità di un giornale. Dovrà trovarsi un editore, un direttore responsabile iscritto all'albo dei giornalisti, dovrà rispondere penalmente di quello che viene scritto sul sito. Significa che chi ha un blog, titolare del sito e provider, diventa responsabile dei commenti che vi vengono scritti (un po' come se la telecom fosse responsabile di quello che gli utenti dicono al telefono, vilipendi, minacce, ingiurie e calunnie comprese). In parole povere molti, moltissimi siti chiuderanno, non è una questione di balzello da pagare alla casta dei giornalisti è un chiaro tentativo di mettere a tacere un mezzo di comunicazione che si sta dimostrando troppo potente e troppo pericoloso.

Adesso come funziona? In questo momento soltanto le testate giornalistiche cartacee devono sottostare a tali obblighi. Anche le testate internet possono essere considerate testate giornalistiche ma è una cosa volontaria, attualmente viene fatto da chi vuole i contributi pubblici previsti per la versione online del giornale. Chi vuole aprire un sito internet può farlo e può scrivere quello che vuole nel rispetto della legge. Anche i giornali devono rispettare la legge soltanto che per la stampa si applicano delle pene superiori in caso di reato (come per esempio la diffamazione). Venendo al sodo la diffamazione è punita più severamente se viene fatta a mezzo stampa. Ci tengo a sottolineare comunque che questo non significa che adesso ci sia l'anarchia: ognuno sul proprio sito può fare e scrivere quello vuole, il titolare sarà comunque chiamato a rispondere in caso di reato. Se su un blog compare un commento contenente delle schifezze si andrà a ricercare chi l'ha materialmente scritto senza prendersela col proprietario che potrebbe essere totalmente inconsapevole.

Cosa succederebbe se passasse la legge? Premesso che in Italia tutte le leggi devono essere interpretate (e ora comincio a capire il perchè) teoricamente tutti i siti che offrono informazione dovrebbero comportarsi come se fossero dei giornali cartacei; tutti i forum, i blog, anche i siti personali. Dal punto di vista pratico questo significherebbe la chiusura di decine di migliaia di siti internet soprattutto quelli informativi, ricchi di notizie, approfondimenti. Molto probabilmente i controlli si dimostreranno magnanimi nei confronti dei blog personali ma saranno pronti a colpire tutti i siti fastidiosi.

Che cosa sta succedendo adesso? Anche questo è interessante perchè nel suo piccolo rappresenta il perfetto specchio di come funziona questo paese. Il ministro Di Pietro dal suo blog dichiara che questa legge non passerà mai o meglio che lui farà quanto in suo potere per evitare che passi. Evidentemente doveva essere distratto quando ha firmato, si vede che mancano soldi per pagare qualcuno che faccia un po' di riassunti per spiegare ai ministri quello che stanno per firmare. La maggior parte dei blog e dei forum sta commentando la notizia, ricordando ai nostri politici che la velocità di reazione delle persone e del web in particolare è molto superiore alla loro. Stanno nascendo petizioni e c'è già chi prepara un referendum abrogativo (per la serie non sa mai, non è ancora legge ma noi iniziamo a pararci il culo).

Questa legge è la internet tax? No. Tra gli obblighi necessari per la registrazione di una testata ci sono anche varie marche da bollo e versamenti da fare ma chi non ha un sito non si illuda, stiamo parlando di spiccioli. Il bilancio dello stato considerando il numero di aziende e operatori che dovrebbero trasferirsi all'estero ne avrebbe sicuramente un danno, non caleranno le altre tasse.

Questa legge garantirebbe maggiori controlli sul web? Sì, questo è poco ma sicuro. Ci sarebbero poco meno controlli che in Cina ma più di quanti ne abbia qualunque paese democratico. Tutti i siti web italiani di informazione sarebbero sottoposti a controlli vigorosissimi, ma a rimetterci sarebbero gli operatori che fanno informazione sul web. Chi svolge attività immorali su internet non sarà interessato dal provvedimento in altre parole la pedofilia non scomparirà dal web e neppure lo spam. Onde evitare spiacevoli malintesi torno a ripetere che già adesso chi ha un sito è tenuto a rispettare la legge.

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La nuova classe nobile PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Domenica 22 Luglio 2007 22:16

Qualche giorno fa ho sentito a radio 24 una interessante intervista al senatore Selva, eletto nelle fila di Alleanza Nazionale. Per chi non lo sapesse il personaggio è stato protagonista di una poco edificante vicenda: durante la visita a Roma del presidente americano George Bush il senatore era da qualche parte in città a presenziare qualche cosa. La città era blindata, muoversi con la macchina non era semplicissimo ma lui doveva recarsi agli studi televisivi di la7 quindi il senatore, una vecchia volpe del giornalismo, abituato a trucchi e trucchetti cosa pensa bene di fare? Di farsi accompagnare in ambulanza, superando così tutti i blocchi di sicurezza cittadini. Candidamente si vanta in televisione della scorciatoia utilizzata; giustamente qualcuno si incazza, gli viene fatto notare che c'è molto poco da essere fieri della bravata e il senatore si dimette. Fin qui tutto liscio, solo che con le dimissioni il senatore Selva avrebbe lasciato il posto a un successore con simpatie non celate verso l'attuale maggioranza quindi la direzione di alleanza nazionale, il partito del senatore lo “convince” a ritirare le dimissioni.

Torniamo alla trasmissione, il senatore Selva spiega di aver ritirato le dimissioni perchè molti cittadini gli hanno mandato email di solidarietà ma pressato dall'abile giornalista ammette di averlo fatto principalmente per ragioni di partito.

Dopo questa lunga premessa arrivo al fatto che mi ha colpito. Della vicenda in sé c'è molto poco da dire, come giustamente hanno detto molti ascoltatori intervenuti in diretta forse i politici pensano che gli elettori siano tutti stupidi. Nel corso dell'intervento il senatore Selva spiegava che quella ambulanza da lui trasformata in taxi non era a disposizione dei cittadini ma riservata ai politici, alla presidenza del consiglio, ai membri del parlamento insomma ai VIPs. Il senatore spiega che sia alla camera che al senato sono sempre presenti ambulanze che non sono riservate ai comuni mortali, devono essere presenti in caso di malore di un parlamentare, anche volendo non potrebbero intervenire a prestare soccorso a un comune cittadino.

Dico, stiamo scherzando? Più di due secoli sono passati dalla rivoluzione francese e siamo tornati esattamente al punto di partenza? Abbiamo creato con le nostre mani una nuova classe nobile, con diritti superiori e doveri inferiori a quelli dei comuni mortali? Se è così come si torna indietro? Occorre una nuova rivoluzione? Una nuova ghigliottina? Mi piacerebbe che dopo tanti anni non fossero necessari mezzi così sanguinosi ma se necessario, forse ...

 
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