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Signori si nasce, e io, modestamente, lo nacqui. (Totò)
Borboni
La provincia di Monza e Brianza PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Domenica 22 Luglio 2007 21:25

Non stiamo parlando di una nuova provincia: in realtà esiste già e già si vedono circolare le prima macchine con la sigla MB. Onde evitare spiacevoli malintesi ci tengo a precisare che vivo a Monza da ormai parecchio tempo e fin da quando ero alle elementari sentivo parlare della necessità di creare la provincia di Monza. Perchè? Già ... perchè? Finchè ero bimbo mi sembrava quasi una causa campanilistica, si faceva il tifo per la squadra di calcio e per avere la provincia, crescendo ho capito che in realtà dietro ci stanno le solite cose: soldini, potere e posti di lavoro inutili.

A mio modo di vedere non solo la provincia di Monza e Brianza è completamente inutile ma tutte le provincie sono inutili. Regioni e comuni sono più che sufficienti, la quantità di parassiti che vengono mantenute da queste istituzioni, la quantità di inutili norme che riescono a creare, la burocrazia, la carta e i timbri sono già sufficienti, sono già più di quanto la collettività possa permettersi di mantenere.
Per creare la provincia di Monza occorrerà spendere, andranno costruiti uffici, assunte persone, pagati stipendi, comprati timbri ... perchè? Perchè diavolo è così necessario sprecare tutti questi soldi? Sono soldi nostri, sono soldi miei se proprio la pubblica amministrazione non sa come spenderli posso fornire volentieri il mio numero di conto corrente e alleggerire i borboni di questi problemi. Pensate che migliorerà qualcosa? Assolutamente no, sono pronto a scommetterci. Nel 2009 la provincia diventerà completamente operativa con l'elezione del presidente e della giunta, subito dopo comincerà la caccia per assegnare posti di lavoro di cui non si sente assolutamente la necessità, a seguire arriveranno nuove norme, nuovi timbri e nuove tasse. Quali saranno i miglioramenti per i cittadini? Nessuno.

 
I vecchi d'Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Domenica 08 Luglio 2007 22:17
Sample ImageRecentemente si parla tanto di scalini e scaloni, di età pensionabile che deve passare a 58 anni. Poi ho visto il nostro presidente della repubblica scendere pesantemente in campo per la nuova 500. Entusiasmo alle stelle, comunicazioni a rete unificate ... la fiat 500 è un'occasione per l'Italia.
Mi manca un pezzo anzi me ne mancano parecchi. Per quanto riguarda il discorso delle pensioni per la prima volta nella storia mi trovo a dover apprezzare l'opinione di Rutelli e per quanto riguarda la fiat 500 .. proprio non ci arrivo.
Cominciamo dalle pensioni: forse perchè ho meno di 40 anni non riesco proprio a vedere la questione ... semplicemente il discorso non sta in piedi, è un fatto di matematica. Sarebbe bellissimo andare in pensione a 60, meglio a 50 ma l'ideale sarebbe a 38 solo che non è possibile nessuna di queste. A meno che ognuno non si impegni a morire piuttosto rapidamente ... è matematica.
I fortunati e privilegiati che hanno un contratto a tempo indeterminato versano circa il 40% del loro stipendio all'INPS. Questi quattrini devono pagare lo stipendio ai lavoratori dell'INPS, le pensioni di vecchiaia e di invalidità e anche quelle di chi non ha mai versato una lira di contributi ma ha comunque maturato il diritto alla pensione. Quanto resta di quel 40%? 20% 30%? Quindi con quello che ha versato quanti anni di pensione riuscirà a pagarsi? Una dozzina al massimo. E poi? Si impegna a morire presto il futuro pensionando oppure vuole essere mantenuto per metà della sua esistenza (che mi auguro sia lunghissima) dalle nuove generazioni?
Veniamo alla fiat 500. Credo che il presidente Napolitano così come il presidente Prodi si ricordi benissimo della prima 500, quella degli anni 50 quando in Italia l'industria di produzione era importante ed effettivamente la fiat rivestiva un ruolo di un certo peso. Adesso la nuova 500 viene prodotta in Polonia, per evidenti motivi di costo. I benefici per la fiat di un successo del nuovo modello mi sembrano evidenti, quelli per il paese meno.

A questo punto la domanda che mi viene è semplice: non è che i nostri amati politici sono troppo vecchi? Forse non si pongono il problema delle pensioni semplicemente perchè non sarà più un loro problema. Forse sono troppo legati a ricordi di un Italia che non esiste più, hanno in mente un'economia che è morta e sepolta.
 
Telecom Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Sabato 24 Marzo 2007 15:17

Succede per la seconda volta in meno di due mesi: il telefono di casa ammutolisce e sparisce l'ADSL. Provo a chiamare casa mia e suona libero (inutile dire che l'apparecchio tace).

Due mesi fa era stato ancora più divertente perchè provando a chiamare casa mia avevo parlato con un signore gentilissimo che non era nè mio amico nè mio parente, evidentemente da qualche parte in qualche armadio della telecom devono aver collegato i fili sbagliati.

Errare è umano ma perserverare è diabolico: due volte in due mesi ... che palle.
Sarò malizioso ma io ho anche il solito dubbio: non è che in bolletta mi vedrò addebitate le chiamate fatte da quel gentilissimo signore che in realtà non conosco? Con la legge sulla privacy non ho modo di saperlo e non ho modo di dimostrare il contrario. Che belle leggi che facciamo in Italia!
Chiamo il 187 (anche se è sabato) e riesco a parlare con un operatore. Lui prende nota di tutto e mi assicura che la linea sarà riparata entro martedì. Speriamo!

 
Il diritto al lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Sabato 16 Settembre 2006 23:26

LavoroQualche volta mi capita di guardare forum, la trasmissione che si ostinano a trasmettere su rete4. Mi diverte anche se mi hanno detto che molti dei casi che vengono presentati sono finti. Ci sono tre tipologie di casi che mi piacciono: quelli cominci e chiaramente finti (madre e figlio che si fanno causa per decidere se il cane può salire o meno sul letto), quelli utili (tipicamente liti condominiali o altre cose che possono veramente capitare anche a me) e i casi del diritto al lavoro. A ben guardare sono forse questi ultimi quelli più comici eppure sono tristemente veri; probabilmente rappresentano una fetta di Italiani scampati all'estinzione e che continua a fare danni. Vi faccio un paio di esempi per rendere l'idea.

1° caso: “se gli dà 1000 euro vuol dire che ci guadagna: glie ne dia 1200”. E' il caso tipico, una dipendente fa causa al lavoro di lavoro e il mitico Santi Licheri conclude con una delle sue proverbiali sentenze per riuscire finalmente a colpire questa classe di padroni. Ne avrei mille esempi ma uno memorabile: lavoratrice al centralino che per ore (stiamo parlando di ore) utilizza il telefono aziendale per chiamare la madre malata. Usa il telefono aziendale quindi ma il controllo è illegittimo e il datore di lavoro deve sospenderlo immediatamente, nessuno si pone il problema della truffa ai danni dell'azienda, delle decine di ore di lavoro sottratte e compensate ingiustamente (altro che gli spiccioli della telefonata). La lavoratrice ha diritto a stare vicino alla madre. Sacrosanto. Mi chiedo però chi si preoccupa di tutelare questi diritti, cioè i clienti dell'azienda saranno tanto generosi da accettare senza lamentele un aumento dei prezzi corrispondente? Il datore di lavoro è sempre un aguzzino e il dipendente la vittima dell'azienda. Non nego che possano esserci veramente situazioni di questo tipo ma finchè ogni lavoratore avrà la sensazione di essere sfruttato e considererà l'azienda in cui lavora come un covo di vampiri e inetti dubito che riusciremo a fare qualcosa.

2° caso: “il diritto al lavoro”. Questo è più grave perchè più subdolo. Un dirigente si separa dalla moglie, rimase in casa da solo con la domestica. Il tizio fa orari assurdi e spesso lavora anche il sabato, ha bisogno di un aiuto in caso per tener pulito l'appartamento, lavare la biancheria, la spesa e la cena. E' un uomo non indipendente ma ha il grave handicap di essere un dirigente. Bene la domestica si assenta per quattordici giorni consecutivi perché il figliolo ha la febbre. Stiamo parlando di un'influenza, non della peste bubbonica o della meningite, stiamo parlando di 14 giorni consecutivi. Se qualcuno ha provato a vivere da solo e lavorare fino a mezzanotte capisce la gravità della situazione, significa tornare a casa quando i ristoranti sono già chiusi, significa passare la notte a stirare invece che dormire ... semplicemente la situazione non è gestibile. Morale: il dirigente si trova un'altra domestica, l'orco immondo ha l'ardire di licenziare la vecchia domestica pagandole tutto il dovuto, liquidazione, ferie non godute e tutto (avevo dimenticato di dire che la domestica era assunta in modo perfettamente regolare) ma per fortuna la giustizia italiana rimette le cose a posto: il licenziamento non è valido! Il giudice motiva chiaramente la sentenza: sono necessari 15 giorni di preavviso per cui il datore di lavoro può licenziarla in qualsiasi momento pur di dare i 15 giorni, senza necessità di una giusta causa.

Il giudice naturalmente spiega che la costituzione sancisce chiaramente il diritto al lavoro e a una retribuzione dignitosa, quasi con disgusto commenta la situazione di precarietà in cui vivono le collaboratrici familiari. Che schifo: questo ricco dirigente può licenziare quando vuole la povera lavoratrice ... In questo caso ci sono parecchie cose non vanno, la prima, piccola se vogliamo, è che nessuno si è ricordato della seconda domestica neo assunta. Ma lei è carina, straniera poi ... cazzi suoi. La seconda è che la costituzione italiana sancisce il diritto al lavoro e a una retribuzione decorosa ma si è dimenticata di sancire il diritto alla nutrizione alle camicie pulite, il legislatore ha stranamente dimenticato il diritto delle aziende di imporre ai clienti gli aumenti di prezzo necessario a garantire ai propri lavoratori questi sacrosanti diritti costituzionali! Una svista.

 
Pubblico e privato PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Sabato 20 Maggio 2006 17:48
Mia moglie è Giapponese e vive in Italia. Se ci pensate bene non è una colpa vivere in Italia, voglio dire: non ha fatto niente di male, è una sua scelta per carità ma non è un comportamento criminale.
Questa sua scelta comunque comporta una discreta limitazione della libertà ed anche in questo si vede come l'Italia abbia scarse possibilità di essere un paese competitivo, anche grazie ai Borboni, pubblici o privatizzati.
In un paese civile e competitivo i servizi sono fondamentali, le poste per esempio sono qualcosa di fondamentale, devono funzionare e funzionare bene. Le poste italiane sono sempre state una schifezza, molte leggende urbane e molte esagerazioni però anche adesso che la posta prioritaria (credo sia una delle più care al mondo) a volte arriva in tempi accettabili, anche adesso che si è privatizzato qualcosa molte cose funzionano male.
La dogana, SDA, il contrabbando ...
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