| E' stato un deputato di un partito di cui non faccio il nome, sennò dicono sempre che me la prendo con i socialisti. (Walter Veltroni) |
Qualche volta mi capita di guardare
forum, la trasmissione che si ostinano a trasmettere su rete4. Mi
diverte anche se mi hanno detto che molti dei casi che vengono
presentati sono finti. Ci sono tre tipologie di casi che mi
piacciono: quelli cominci e chiaramente finti (madre e figlio che si
fanno causa per decidere se il cane può salire o meno sul
letto), quelli utili (tipicamente liti condominiali o altre cose che
possono veramente capitare anche a me) e i casi del diritto al
lavoro. A ben guardare sono forse questi ultimi quelli più
comici eppure sono tristemente veri; probabilmente rappresentano una
fetta di Italiani scampati all'estinzione e che continua a fare
danni. Vi faccio un paio di esempi per rendere l'idea.
1° caso: “se gli dà 1000 euro vuol dire che ci guadagna: glie ne dia 1200”. E' il caso tipico, una dipendente fa causa al lavoro di lavoro e il mitico Santi Licheri conclude con una delle sue proverbiali sentenze per riuscire finalmente a colpire questa classe di padroni. Ne avrei mille esempi ma uno memorabile: lavoratrice al centralino che per ore (stiamo parlando di ore) utilizza il telefono aziendale per chiamare la madre malata. Usa il telefono aziendale quindi ma il controllo è illegittimo e il datore di lavoro deve sospenderlo immediatamente, nessuno si pone il problema della truffa ai danni dell'azienda, delle decine di ore di lavoro sottratte e compensate ingiustamente (altro che gli spiccioli della telefonata). La lavoratrice ha diritto a stare vicino alla madre. Sacrosanto. Mi chiedo però chi si preoccupa di tutelare questi diritti, cioè i clienti dell'azienda saranno tanto generosi da accettare senza lamentele un aumento dei prezzi corrispondente? Il datore di lavoro è sempre un aguzzino e il dipendente la vittima dell'azienda. Non nego che possano esserci veramente situazioni di questo tipo ma finchè ogni lavoratore avrà la sensazione di essere sfruttato e considererà l'azienda in cui lavora come un covo di vampiri e inetti dubito che riusciremo a fare qualcosa.
2° caso: “il diritto al lavoro”.
Questo è più grave perchè più subdolo. Un
dirigente si separa dalla moglie, rimase in casa da solo con la
domestica. Il tizio fa orari assurdi e spesso lavora anche il sabato,
ha bisogno di un aiuto in caso per tener pulito l'appartamento,
lavare la biancheria, la spesa e la cena. E' un uomo non indipendente
ma ha il grave handicap di essere un dirigente. Bene la domestica si
assenta per quattordici giorni consecutivi perché il figliolo
ha la febbre. Stiamo parlando di un'influenza, non della peste
bubbonica o della meningite, stiamo parlando di 14 giorni
consecutivi. Se qualcuno ha provato a vivere da solo e lavorare fino
a mezzanotte capisce la gravità della situazione, significa
tornare a casa quando i ristoranti sono già chiusi, significa
passare la notte a stirare invece che dormire ... semplicemente la
situazione non è gestibile. Morale: il dirigente si trova
un'altra domestica, l'orco immondo ha l'ardire di licenziare la
vecchia domestica pagandole tutto il dovuto, liquidazione, ferie non
godute e tutto (avevo dimenticato di dire che la domestica era
assunta in modo perfettamente regolare) ma per fortuna la
giustizia italiana rimette le cose a posto: il licenziamento non è
valido! Il giudice motiva chiaramente la sentenza: sono necessari 15
giorni di preavviso per cui il datore di lavoro può
licenziarla in qualsiasi momento pur di dare i 15 giorni, senza
necessità di una giusta causa.
Il giudice naturalmente spiega che la costituzione sancisce chiaramente il diritto al lavoro e a una retribuzione dignitosa, quasi con disgusto commenta la situazione di precarietà in cui vivono le collaboratrici familiari. Che schifo: questo ricco dirigente può licenziare quando vuole la povera lavoratrice ... In questo caso ci sono parecchie cose non vanno, la prima, piccola se vogliamo, è che nessuno si è ricordato della seconda domestica neo assunta. Ma lei è carina, straniera poi ... cazzi suoi. La seconda è che la costituzione italiana sancisce il diritto al lavoro e a una retribuzione decorosa ma si è dimenticata di sancire il diritto alla nutrizione alle camicie pulite, il legislatore ha stranamente dimenticato il diritto delle aziende di imporre ai clienti gli aumenti di prezzo necessario a garantire ai propri lavoratori questi sacrosanti diritti costituzionali! Una svista.
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