| Il segreto del mio lungo matrimonio? Andiamo al ristorante due volte a settimana. Ceniamo a lume di candela, musica romantica e qualche passo di danza... Lei ci va il martedì e io il venerdì. (Henny Youngman) |
Cominciamo subito con la buona notizia: la levi prodi non è una legge, non ancora almeno, ma un disegno di legge. Si tratta di un disegno di legge preparato il 3 agosto e approvato dal consiglio dei ministri il 12 ottobre 2007.
L'argomento della proposta di legge? Si parla di editoria, di responsabilità e del registro degli operatori per le telecomunicazioni, per qualsiasi dubbio ecco il testo completo della proposta di legge.
Che significa? Significa che chiunque abbia un sito internet avrà gli stessi doveri e le stesse responsabilità di un giornale. Dovrà trovarsi un editore, un direttore responsabile iscritto all'albo dei giornalisti, dovrà rispondere penalmente di quello che viene scritto sul sito. Significa che chi ha un blog, titolare del sito e provider, diventa responsabile dei commenti che vi vengono scritti (un po' come se la telecom fosse responsabile di quello che gli utenti dicono al telefono, vilipendi, minacce, ingiurie e calunnie comprese). In parole povere molti, moltissimi siti chiuderanno, non è una questione di balzello da pagare alla casta dei giornalisti è un chiaro tentativo di mettere a tacere un mezzo di comunicazione che si sta dimostrando troppo potente e troppo pericoloso.
Adesso come funziona? In questo momento soltanto le testate giornalistiche cartacee devono sottostare a tali obblighi. Anche le testate internet possono essere considerate testate giornalistiche ma è una cosa volontaria, attualmente viene fatto da chi vuole i contributi pubblici previsti per la versione online del giornale. Chi vuole aprire un sito internet può farlo e può scrivere quello che vuole nel rispetto della legge. Anche i giornali devono rispettare la legge soltanto che per la stampa si applicano delle pene superiori in caso di reato (come per esempio la diffamazione). Venendo al sodo la diffamazione è punita più severamente se viene fatta a mezzo stampa. Ci tengo a sottolineare comunque che questo non significa che adesso ci sia l'anarchia: ognuno sul proprio sito può fare e scrivere quello vuole, il titolare sarà comunque chiamato a rispondere in caso di reato. Se su un blog compare un commento contenente delle schifezze si andrà a ricercare chi l'ha materialmente scritto senza prendersela col proprietario che potrebbe essere totalmente inconsapevole.
Cosa succederebbe se passasse la legge? Premesso che in Italia tutte le leggi devono essere interpretate (e ora comincio a capire il perchè) teoricamente tutti i siti che offrono informazione dovrebbero comportarsi come se fossero dei giornali cartacei; tutti i forum, i blog, anche i siti personali. Dal punto di vista pratico questo significherebbe la chiusura di decine di migliaia di siti internet soprattutto quelli informativi, ricchi di notizie, approfondimenti. Molto probabilmente i controlli si dimostreranno magnanimi nei confronti dei blog personali ma saranno pronti a colpire tutti i siti fastidiosi.
Che cosa sta succedendo adesso? Anche questo è interessante perchè nel suo piccolo rappresenta il perfetto specchio di come funziona questo paese. Il ministro Di Pietro dal suo blog dichiara che questa legge non passerà mai o meglio che lui farà quanto in suo potere per evitare che passi. Evidentemente doveva essere distratto quando ha firmato, si vede che mancano soldi per pagare qualcuno che faccia un po' di riassunti per spiegare ai ministri quello che stanno per firmare. La maggior parte dei blog e dei forum sta commentando la notizia, ricordando ai nostri politici che la velocità di reazione delle persone e del web in particolare è molto superiore alla loro. Stanno nascendo petizioni e c'è già chi prepara un referendum abrogativo (per la serie non sa mai, non è ancora legge ma noi iniziamo a pararci il culo).
Questa legge è la internet tax? No. Tra gli obblighi necessari per la registrazione di una testata ci sono anche varie marche da bollo e versamenti da fare ma chi non ha un sito non si illuda, stiamo parlando di spiccioli. Il bilancio dello stato considerando il numero di aziende e operatori che dovrebbero trasferirsi all'estero ne avrebbe sicuramente un danno, non caleranno le altre tasse.
Questa legge garantirebbe maggiori controlli sul web? Sì, questo è poco ma sicuro. Ci sarebbero poco meno controlli che in Cina ma più di quanti ne abbia qualunque paese democratico. Tutti i siti web italiani di informazione sarebbero sottoposti a controlli vigorosissimi, ma a rimetterci sarebbero gli operatori che fanno informazione sul web. Chi svolge attività immorali su internet non sarà interessato dal provvedimento in altre parole la pedofilia non scomparirà dal web e neppure lo spam. Onde evitare spiacevoli malintesi torno a ripetere che già adesso chi ha un sito è tenuto a rispettare la legge.
Cosa dice Levi? Ha già risposto a un primo assalto prodotto (come al solito) sul blog di Beppe Grillo e la sue risposta è quanto di più democristiano, astuto e biascicato si possa immaginare. Ne cito soltanto un pezzetto: Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori. Geniale vero? Il testo del disegno di legge lo ha scritto lui però non sa come debba essere applicato, saranno altri a decidere se il blog di Beppe Grillo sia professionale o meno. Si dimentica che in quello stesso testo viene chiaramente precisato che non si fa distinzione tra il tipo di pubblicazione e il suo fine, basta leggere "Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" (art 2, comma 1). Trasferisce quindi nelle mani di altri il potere (e la responsabilità) di decidere e di far chiudere questo o quel sito, a discrezione dell'autorità garante per le comunicazioni.
Perchè il governo vuole fare questa legge? Ognuno è libero di pensarla come vuole ma io credo che tutto nasca dal fatto che le caste più potenti si stanno cagando sotto e due di loro hanno fatto una coalizione temporanea cercando di correre ai ripari. Una legge del genere farebbe comodo non soltanto all'attuale maggioranza per cui c'è da tenere gli occhi molto ben aperti dato che in parlamento potrebbe anche succedere qualcosa di sorprendente. Favorirebbe giornalisti editori e politici, internet infatti si sta dimostrando pericolosa queste due caste dato che chiunque, con mezzi tutto sommato modesti ha il potere di dire la sua e di farsi ascoltare da un vasto pubblico. Un Beppe Grillo senza internet non sarebbe riuscito a portare in piazza centinaia di migliaia di persone perchè le due caste, togliendolo dalla televisione, lo avrebbero velocissimamente relegato a casa sua. I media tradizionali stanno perdendo audience per quanto riguarda molte notizie in quanto parecchi hanno ormai imparato che se si vuole approfondire veramente una notizia, senza accontentarsi della pappa pronta di trenta secondi presentata in tv o sui giornali, basta fare qualche ricerca sul web e scoprire tutto quello che c'è da sapere. Grazie al web la casta fa sempre più fatica a tenere il popolo all'oscuro e quindi lo scopo di questa legge è quello di limitare la libertà di espressione mettendo a tacere il Beppe Grillo di turno o il personaggio scomodo del momento.
Questa legge potrebbe distruggere internet in italia? No, questo è poco ma sicuro. Come ha spiegato chiaramente Levi si vuole dare all'autorità garante per le telecomunicazioni il potere di mettere a tacere un sito internet scomodo ma difficilmente si andranno a disturbare i blog da 1000 visitatori al giorno, non rappresentano un pericolo. Sarà un brutto colpo (ennesimo) per il web italiano perchè molti operatori di informazione seri si sposteranno all'estero piuttosto che vedere messo a rischio il proprio investimento. Chi infatti sarebbe disposto a investire il proprio tempo, il proprio denaro su un prodotto (un sito) quando da un momento all'altro potrebbe presentarsi questo fantomatico garante alla porta? Torno a ricordare di non si tratta di un obolo da pagare, gli effetti sarebbero ben altri.
Sono veramente così stupidi? Si e no. Secondo me ci hanno provato, sotto i nostri occhi sono passati abominevoli mostruosità per cui tentar non nuoce. Qualcuno pensa che in realtà la legge è fatta per altri scopi, che levi e prodi sono in buona fede ed è stata soltanto scritta male. In questo caso sarebbero degli incompetenti ma non lo credo assolutamente: ci stanno provando.
Un esempio di abominio recente? Facilissimo, si stanno regalando le frequenze wimax alle compagnie telefoniche. Spero di trovare la forza di approfondire prima o poi; in due parole questo significa che sono stati regalati soldi nostri alle compagnie telefoniche, soldi attuali e futuri. Attuali perchè dall'asta si potrebbe ricavare molto (ma molto) di più dei quattro spiccioli di cui si parla e futuri perchè semplicemente tenendone qualcuna di riserva si sarebbe provocata una picchiata dei costi della telefonia cellulare. Last but not least, si poteva dare accesso a costi bassissimi a tutti gli italiani, tutti. Bassissimi nel senso che si poteva fare gratis.
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