ConfiniUna delle cose belle di internet è che le distanze, culturali e geografiche, sono drasticamente ridotte. Questa rete di computer è estesa a livello mondiale (per la precisione in alcuni paesi sono attive delle forme di censura ma sono eccezioni che difficilmente sopravviveranno a lungo). Un cittadino di Teheran può scrivere quello che sta succedendo sotto la finestra di casa sua e tutto il mondo ne viene informato. Il contadino di Benevento può mettere in vendita le sue marmellate sul suo sito e può quindi venderle in tutto il mondo.

Questa eliminazione delle distanze sta creando qua e là qualche problema, in tema di legislazione e di tasse. In un mondo in cui i confini son ben delineati, netti e precisi, è facile stabilire la territorialità del fisco e della legge. Se un medicinale in Francia e legale e in Giappone no è chiaro che nel primo paese lo posso avere e nel secondo non è permesso. Se guadagno dei soldi in Francia pago le tasse in Francia, se compro qualcosa in Giappone pago le tasse in Giappone. Che succede quando i confini non sono più così netti? Facciamo un esempio semplice, diciamo che mi collego a uno dei tanti siti, perfettamente legali, di scommesse sportive e vinco dei soldi, dove devo versare le tasse? E se compro un software o un disco? Posso scaricarlo direttamente dalla rete senza necessità di spedizione fisica del disco, dove pago l'IVA?
Ci sono paesi che stanno cogliendo al volo questo aspetto della nuova era con politiche legislative e fiscali lungimiranti (qualcuno dice avventate, altri dicono furbe...) stanno incentivando questo tipo di attività, giusto per fare un esempio una grande percentuale di siti di scommesse online (ripeto, perfettamente legali) ha sede e Malta e nessuno si sognerebbe di aprirne uno in Italia. Il dissolversi delle frontiere è un fatto, non è qualcosa che può essere arrestato o controllato e i vari governi nazionali dovranno imparare a gestire questo fatto, finchè cercheranno di limitarlo, rallentarlo, controllarlo andranno incontro a grandi delusioni.

Non è soltanto una questione di tasse, la libera circolazione delle informazioni e delle idee crea delle problematiche nuove. Sai che esiste una corrente di pensiero che si chiama “negazionismo”? In sostanza questi signori dicono che la Shoà non è mai avvenuta. Queste teorie dal mio punto di vista sono semplicemente aberranti, idiote e vergognose ma in alcuni paesi il negazionismo è un reato (in Germania e Austria, ad esempio). Ora un tedesco dal computer di casa sua può gestire un sito in cui farnetica di negazionismo violando la legge tedesca ma se il suo sito si trova fisicamente in un altro paese sta ancora commettendo un reato? Potrei fare anche altri esempi ma preferisco fermarmi qui per stare alla larga da potenziali polemiche dato che, oltre a te, un'altra dozzina di persone leggerà quello che sto scrivendo e non ho voglia di mettermi a litigare.

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