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Durante la Grande Depressione del '22 in Central Park i piccioni portavano le briciole di pane ai passanti. (Groucho Marx)
Italia
Cara nonna PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Martedì 22 Dicembre 2009 14:00

Mia nonna cerca su googleCara nonna,

mi chiedi spesso di parlarti di alcuni argomenti, in qualità di “presunto esperto”. Molte delle domande che mi fai non sono semplici, per rispondere adeguatamente devo studiare un po' e cercare, nel mio piccolo, di essere chiaro e semplice senza sottovalutare la tua intelligenza.
Alla tua tenera età mi sembra più che normale che tu ti stanchi con una certa velocità, cercherò quindi di essere il più possibile breve ma, mi conosci, tendo a parlare tanto e alcune delle domande che mi fai richiedono risposte decisamente complesse. Non cercherò di barare o di tirar dritto anche sugli argomenti che mi piacciono meno, non dimenticare mai però che io non sono un esperto di nessuno degli argomenti di cui parleremo, proverò a rispondere al meglio delle mie possibilità.

Quando tu sei nata i fratelli Wright non avevano ancora fatto il loro primo volo a Kitty Hawk e la Prima Guerra Mondiale era di là da venire. Hai vissuto parecchie rivoluzioni tecnologiche/culturali (radio, televisione) e probabilmente è per questo che mi chiedi di parlarti di internet. Eccomi qua.

 Ho pensato di cominciare a Natale, visto che non riesco neanche quest'anno a venire a trovarti. Come sai in questo periodo mi stanno capitando un po' di guai per cui proprio non ce la faccio a venire a passare un giorno con te, considera queste letterine come un modo per fare due chiacchiere.
Se per caso te lo stai chiedendo anche altre persone possono leggere questo testo, teoricamente chiunque ma non preoccuparti, il numero di lettori di questo sito è molto vicino a zero! Ci sei (quasi) solo tu!

 
La casetta e l'uccellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Sabato 22 Agosto 2009 01:08

Tanto tempo fa una ditta venne incaricata di costruire una casetta, in campagna. La ditta non fece un buon lavoro: utilizzò materiali scadenti, un progetto approssimativo e una realizzazione non a regola d'arte al punto che dopo pochi mesi già si vedevano le prime crepe.

Qualche anno dopo ci fu un violento terremoto che danneggiò gravemente la casetta. Già il suo aspetto non era bellissimo a causa della cattiva qualità della costruzione, dopo il terremoto peggiorò ulteriormente, gli ispettori comunali la dichiararono inagibile ma, siccome stava ancora in piedi, i suoi abitati non si decidevano ad abbandonarla.

Anni dopo ci fu un in incendio, probabilmente appiccato da un malfattore che aveva dei vecchi screzi con uno degli occupanti della casetta. Le fiamme fecero danni gravissimi, distruggendo gran parte del tetto e molte delle travi eppure la casetta non si decideva a crollare.

Gli occupanti della casetta a quel punto capirono che c'erano dei lavori urgenti da fare. La casetta non era più soltanto brutta e fatiscente ma era veramente inabitabile, pioggia e vento entravano da tutte le parti e quindi decisero di sistemarla. Non fecero un buon lavoro, invece di agire dalle fondamenta si limitarono a mettere delle toppe aggiungendo delle travi sopra quelle bruciate e una copertura in eternit sulla sommità della casa.

Quella casa che non era mai stata bella adesso era diventata un esempio di bruttezza e di pericolosità: i muri erano pieni di crepe, tutti gli impianti erano fatti in modo amatoriale, la luce saltava continuamente e si sentiva sempre odore di gas ma, nonostante tutto, gli occupanti non si decidevano a lasciare la casetta e neppure a ripararla seriamente un po' per pigrizia, un po' per ignoranza e un po' per mancanza di mezzi economici.

Un giorno di primavera un uccellino si posò su una grondaia della casa, col suo lievissimo peso fece staccare la grondaia da quel che restava del tetto scombussolando così un fragilissimo equilibrio che reggeva miracolosamente l'eternit e le vecchie travi. Il tetto crollò trascinandosi appresso le travi vecchie nuove e le mura sembrarono ripiegarsi su se stesse chiudendo all'interno tutti gli occupanti che morirono all'istante.

A questo punto mi domando: chi è l'assassino in questa storia? Il povero uccellino, il piromane, il terremoto, la ditta costruttrice o quegli irresponsabili degli abitanti?
Così a occhio tenderei a scartare l'uccellino dall'elenco dei sospetti...

 
C'è chi dice no! PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Domenica 25 Novembre 2007 18:55
Curiosando su un articolo di repubblica Milano ho scoperto che i milanesi non vogliono i grattacieli. Ovviamente un sondaggio online senza nessun valore ma probabilmente non così lontano dalla realtà perchè mi pare che da decenni ormai la gente dice no, a prescindere.
Io non sono in grado di entrare nel merito delle diverse questioni ma trovo interessante notare che la gente si opponga sempre alla costruzione di qualcosa di nuovo, qualsiasi cosa. Dalla TAV al ponte sullo stretto di Messina, dalla metropolitana di Monza ai grattacieli della Bicocca (appunto). No a prescindere, no a oltranza. Anche senza entrare nel merito delle diverse questioni è quanto meno statisticamente sospetto che il no sia usato così spesso.
Andando leggermente più a fondo poi si scopre che in realtà c'è una sequenza che si ripete molto spesso: i no non arrivano subito, in un primo momento i politici di turno dimostrano entusiasmo per i nuovi progetti, soprattutto quando c'è da assegnare soldi e posti di lavoro.
Appena si comincia a costruire davvero scattano le proteste e i no.
Non è così che si va avanti. A nessuno fa piacere avere sotto casa una discarica o una centrale nucleare ma se non siamo tutti quanti disposti a rinunciare a qualcosa non andremo da nessuna parte. Il principio è semplice, tutti sembrano condividerlo ma poi alla prova dei fatti non ho mai sentito nessuno dire "ok, io rinuncio a questo, giusto per cominciare".
 
Si stanno cagando sotto? PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Domenica 30 Settembre 2007 15:59
Ero un po' rassegnato, lo ammetto. Ormai pericolosamente vicino ai 40 anni pensavo che nulla potesse smuovere questo paese dal suo immobilismo e dalle sue assurde abitudini. Da 60 anni di fatto in Italia non cambia niente e pensavo che le cose sarebbe continuate così, se non in caso di guerre o crisi economiche di livello "argentino". Invece ... incredibilmente noto una cosa che mi lascia un minimo di speranza ovvero mi sembra di intravedere il panico negli occhi dei politici, nei loro discorsi e nei loro tentativi di "fare qualcosa". Perchè?
Secondo me stiamo vivendo una fortunata coincidenza perchè si vanno a combinare due eventi, cominciamo dal primo.
Quest'estate in libreria mi è caduto l'occhio su un titolo interessante. Non conoscevo gli autori, sono stato semplicemente attratto dal titolo e così ho portato a casa la casta. Ho cominciato a leggerlo e sono rimasto semplicemente shockato. E' stato un libro faticosissimo da leggere, un po' per lo stile che è (appunto) quello di un'indagine giornalistica, ricco di numeri e aneddoti ma soprattutto per la grandissima rabbia che scatena nel lettore.
Leggendo il libro si scoprono un sacco di cose che in fondo sappiamo già ma che non possiamo più ignorare.
Stella e Rizzo con il termine "casta" si riferiscono ai politici e nel libro parlano dell'incredibile numero di privilegi che hanno e che si concedono il tutto a spese dei cittadini che lavorano e che (spesso) faticano a pagare l'affitto o il mutuo. Vedere così il politico che con i soldi del povero cristo che paga le tasse si concede l'ennesimo inutile lusso è una cosa che fa male.
Il libro è molto freddo, pieno di numeri. Colpisce allo stesso modo a destra e a sinistra probabilmente perchè destra e sinistra sono unite nel mantenere folli privilegi. Nel libro si parla di stipendi fantastici pagati con le tasse di noi poveracci. Di consulenze profumate pagate, assolutamente inutili e fornite da amici e parenti dei politi di turno. Si parla per esempio della passione del presidente della regione veneto per le auto, una passione pagata da noi cittadini ovviamente, della passione per i viaggi diffusa un po' in tutta la classe politica....
Leggendo tra le righe si capisce anche che la denuncia oltre i politici perchè di caste in realtà ce ne sono tante ma ... una cosa alla volta.
Il secondo evento è stato il vaffanculo day di Beppe Grillo capace di radunare in piazza centinaia di migliaia di persone. I politici sanno che persone = elettori quindi quando vedono qualcuno capace di radunare centinaia di migliaia di voti si fanno prendere dal panico. Destra e sinistra vedono Beppe Grillo come un nemico, un avversario delle prossime elezioni, si comincia a parlare di qualunquismo e fioccano le accuse nei confronti del comico.
Ma c'è panico e si vede. Così come si vede che i nostri politici sono vecchi e incompetenti. Clemente Mastella apre addirittura un blog. Sicuramente molto mal consigliato il nostro ministro della giustizia non conosce le regole del gioco. Probabilmente ha pensato "Grillo becca un sacco di voti con il blog, lo faccio pure io che so bravo buono e bello". e si sta facendo del male ....
Nel blog dice che non solo i politici sono una casta, ce ne sono altre. Grazie al cazzo. Questa è una cosa che sanno tutti ma questa storia deve finire, i privilegi di casta devono essere aboliti. Non tutte le caste possono essere colpite contemporaneamente, vanno attaccate una alla volta. Io propongo
1) i politici
2) i notai
Le altre verranno dopo ...
Tutti gli appartenenti alle altre caste nel frattempo potranno rimettere le cose a posto oppure aspettare che siano i cittadini a farlo.
 
Il complice del professor M. PDF Stampa E-mail
Scritto da Pieru   
Sabato 08 Settembre 2007 22:23
L'allegro certificatoDa mesi sul corriere della sera leggo le avventure del professor M., un signore dal cognome piuttosto corto, siciliano, che ha avuto la fortuna tanto tempo fa di vincere un concorso pubblico e diventare insegnante di ruolo in una scuola superiore di Milano.
Le avventure del personaggio sono estremamente intriganti, la voce narrante è spesso costituita da qualcuno dei suoi studenti, dal preside o da qualche statistico che prova tener traccia dei record del professore. Già perchè il "professore" detiene numerosi primati,
si parla del 72% di assenze nel 2006 con percentuali simili negli anni precedenti qualche presenza in più nel 2007.
I suoi studenti parlano spesso della sincerità di quest'uomo che ammette candidamente di non aver nessuno interesse per l'insegnamento. Qualcuno dice che le rare volte che viene a lezione pur essendo presente in aula si guarda bene dall'insegnare e si mette a leggere il giornale.
Quest'anno è successo qualcosa di particolare dato che gli studenti del professor M. hanno ottenuto pessimi risultati agli esami di maturità con bocciature da record. Il caso strano è che la preparazione degli studenti era particolarmente carente nella materia che il nostro professor M con tanta energia si rifiuta categoricamente di insegnare.
Gli studenti hanno fatto ricorso al TAR (il vero potere forte italiano) che ha dato loro ragione e potranno quindi ripetere gli esami alla fine di settembre, speriamo che abbiano sfruttato l'estate per prepararsi meglio!
Torniamo al professor M., questa figura mitologica che appare e scompare a piacimento ha l'incredibile dono di ammalarsi di lunedì per poi guarire il venerdì. Si ammala il giorno del rientro dalle ferie per poi guarire immediatamente prima del nuovo periodo di vacanza.Come fa? Qual è il segreto dell'invisibile professor M.? Il nostro infatti da solo non potrebbe riuscire in cotali imprese. La risposta è semplice: il suo partner (neanche troppo segreto in verità) è il suo medico, colui che prepara certificati di malattia col ciclostile, l'uomo con la penna nella fondina.
Sul corriere qualcuno si indigna per la disinvoltura nel comportamento di M. (mi sono stancato di chiamarlo professore, mi pare che non abbia nessun diritto di fregiarsi di quello che dovrebbe essere un titolo onorifico). Qualcuno timidamente osa parlare di licenziamento (il minimo dei provvedimenti da prendere secondo me), altri additano al preside o ai mancati controlli come colpevoli dell'impreparazione degli studenti. A mio modesto parere preside e controllori non hanno tutto questo potere ma sarebbe interessante andare a guardare chi ha rilasciato questa montagna di certificati medici così incredibilmente fortunati, quasi magici. Statisticamente è impossibile riuscire ad ammalarsi per anni in modo così perfetto per cui probabilmente con qualche controllo un po' serio si potrebbero tirar fuori anche le responsabilità del medico. A questo punto secondo me il provvedimento dovrebbe essere semplice: licenziamento (e denuncia per truffa) per M. e radiazione dall'albo dei medici per l'uomo dal certificato facile.
Se fosse possibile una cosa del genere anche in Italia, come avviene in tutti i paesi civili di fronte a casi di questa gravità, probabilmente in un colpo solo guarirebbe non solo M. ma tutti i suoi colleghi, più o meno spudorati, insegnanti, salariati del pubblico impiego, dalle poste, dall'alitalia o dai privati.... Le statistiche dicono che gli Italiani sono più cagionevoli delle persone degli altri paesi, secondo me sono i medici italiani che hanno il certificato più facile...

Come andrà a finire? Del medico dalla firma più veloce del west non parlerà nessuno, il signor M. dato che si è così tanto parlato di lui verrà messo a "lavorare" in qualche segreteria dove potrà continuare a brillare per la sua assenza ma almeno non farà danni agli studenti. Farà danni principalmente al portafoglio mio e vostro (sì, proprio quello di voi che leggete) dato che viene pagato anche coi soldini delle mie e delle vostre tasse.
 
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