| In un anno l'Inghilterra beve certo il doppio di vino di Porto di quanto se ne produce in tutto il Portogallo.(Georg Christoph Lichtenberg) |
Dato che ne stanno parlando tutti ormai da mesi voglio divertirmi e dire la mia su italia.it.
Per chi non lo sapesse italia.it doveva essere il portale dei portali, un sito in grado di fornire tutte le informazioni possibili e immaginabili per chi è interessato all'Italia. Senza che ci giriamo attorno il target del sito dovevano essere i turisti (e in particolare gli stranieri) e con questo nuovo strumento bisognava invitarli a visitare l'Italia. Ci dovevano essere informazioni su tutto quello che si può visitare in Italia, tutti gli alberghi, gli orari dei musei, le guide di viaggio ... insomma doveva esserci tutto.
Probabilmente tutte queste cose ci sono ma il sito fa così schifo che io non sono mai riuscito a trovarle.
Fa anche un po' impressione la cifra che è stata stanziata per la realizzazione del tutto. In totale sono 45 milioni di euro il che, per dare un'idea delle proporzioni, è un po' come dire: “mi vai a comprare un chilo di caffè? Ecco 200 euro, tieni pure il resto”.
Battutacce a parte il costo dovrebbe coprire anche i contenuti ed è chiaro che il progetto dovrebbe ruotare proprio intorno a quelli.
Facciamo un passo indietro. Nella giungla delle istituzioni italiani esistono “tanti” enti per la promozione del turismo, non uno solo. Con l'abolizione del ministero del turismo (che abbiamo astutamente eliminato con un referendum, come se l'arabia saudita eliminasse il ministero del petrolio) molte competenze si sono via via rimpallate da una parte all'altra creando un bel ginepraio. Comunque, un sito internet destinato alla promozione dell'Italia, ragionevolmente ricco di contenuti esiste già, è il sito dell'enit. Non metto il link perchè ricordo tempo fa di aver letto su quel sito che ogni link deve essere espressamente autorizzato (e io non ho nessuna voglia di chiedere l'autorizzazione) quindi se volete vederlo digitate a manina nella barra degli indirizzi www.enit.it
Parlavo di giungla. Una giungla di uffici, enti e istituzione che producono a vario titolo materiale informativo per la promozione del territorio e che nella maggior parte dei casi non si parlano tra di loro. Non solo.
Provate a prendere una locandina, una brochure, una guida qualsiasi di una qualsiasi APT, di quelle che vengono ditribuite gratuitamente (in orario d'ufficio) in tutte le principali città turistiche italiane. A chiare lettere troverete i copyright, i trademark e la proibizione totale alla riproduzione in qualsiasi forma dei testi e e delle immagini. Non è logico.
Quelle guide sono fatte per essere distribuite, se qualcuno volesse stamparle gratis le istituzioni dovrebbero essere solo contente. Al massimo bisognerebbe mettere dei vincoli alla possibilità di riproduzione, controllando il contesto e eventualmente raggrannellando una parte di ipotetici utili. In altre parole, se un anonimo stampatore in Cina vuole riprodurre una guida su Roma e declamare nel suo paese le bellezze delle nostra capitale non lo può fare perchè c'è il copyright. Non lo può fare neanche se in un impeto di follia o di amore verso il nostro paese quelle stampe intende distribuirle gratuitamente.
A mio parere il sito italia.it semplicemente non andava fatto. Andavano pubblicati ovunque i contenuti in formato semplicissimo da usare (un banale xml per esempio) e andava tutto distribuito gratuitamente, reso disponibile a tutti i webmaster del pianeta. Si potevano imporre condizioni intelligenti sulla licenza d'uso ma fondamentalmente si sarebbero trovati decine di migliaia di “stampatori” che avrebbero gratuitamente reso disponibili i contenuti. Sarebbero sorti migliaia e migliaia di siti aventi come argomento l'Italia. Certamente qualcuno ci avrebbe guadagnato sopra, magari anche tanto con i banner di adsense ma più di tutti ci avrebbe guadagnato il nostro paese. Non mi riferisco soltanto al risparmio per NON aver realizzato un simile mostro di pseudosito ma soprattutto al fatto che si sarebbe creato un fenomeno quasi virale per cui tutto il mondo web avrebbe parlato dell'Italia.
Dalle migliaia di siti qualcuno probabilmente sarebbe emerso sugli altri, realizzato meglio, più vicino alle aspettative degli utenti, più moderno ... magari molti sarebbero morti dopo poco mesi o anni. E allora?
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