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Scritto da Pieru
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Domenica 20 Giugno 2010 00:00 |
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Leggi i giornali, segui i telegiornali e senti spesso parlare di internet, sai che stanno facendo delle leggi per cercare di mettere internet sotto controllo e mi hai chiesto di spiegarti cosa sta succedendo, ci provo.
Cominciamo dalle cattive notizie: hai sentito che su internet ci sono i pedofili, che ci sono pirati che scaricano film e musica illegalmente, che i terroristi usano internet per diffondere i comunicati, che ci sono smanettoni che si divertono a vandalizzare i siti o i server delle istituzioni, hai sentito parlare dei virus informatici... la cattiva notizia è che è tutto vero.
E' possibile trovare film e dischi pirata, ci sono i virus e i vandali informatici e purtroppo da qualche parte ci sono pedofili che usano internet per le loro schifose nefandezze. Però, nonna, internet non è questo e questi personaggi sono pochissimi, i poliziotti sono molto più competenti di quanto si creda, ci sono già le leggi che proteggono i cittadini onesti e chi commette un crimine viene ricercato e spesso preso. Quando sento certi discorsi fatti soprattutto al telegiornale mi viene da ridere, internet viene spesso presentata come un covo di pedofili o un regno di anarchia in cui tutti possono commettere i crimini peggiori impunemente, molti chiedono una regolamentazione di internet sottolineando queste cose e la cosa mi lascia perplesso. I telefoni sono sempre stati usati per fare gli scherzi, per minacciare o ricattare e i terroristi li usavano per rivendicare i loro attentati ma questo non significa che il telefono sia il regno dell'illegalità. Le leggi ci sono, basterebbe farle applicare anche su internet e invece...
Quello che sta succedendo realmente è uno scontro tra poteri e un'economia che deve necessariamente evolversi se non vuole estinguersi ma non vuole farlo. Internet sta mettendo in crisi giornali e televisioni che, soprattutto in Italia, sono un potere fortissimo. Le potenti compagnie telefoniche, le case cinematografiche e discografiche per ragioni diverse sono terrorizzate dal web e, se potessero, farebbero chiudere subito tutto, sono i luddisti del 2000 nonna, non dicono soltanto sciocchezze ma la maggior parte delle loro argomentazioni in realtà tende a difendere lo status quo e a fargli mantenere il potere che hanno acquisito. Posso farti alcuni esempi concreti così ti annoio un po' meno?
I giornali italiani campano con tre tipi di ricavi: i soldini che paghiamo in edicola, la pubblicità e i finanziamenti pubblici. Di quello che paghiamo in edicola ai giornali in realtà non arriva poi molto, il 40% credo rimanga all'edicolante, con il resto si devono sostenere i costi di stampa (inchiostro e carta) e di distribuzione fisica dei quotidiani, sono sicuramente più importanti le altre due voci di bilancio. Sorvoliamo per un momento sulla pubblicità, gli introiti derivanti dai finanziamenti statali non sono affatto trascurabili al punto che ci sono giornali che vengono stampati solo per ricevere questi finanziamenti senza neanche arrivare in edicola, le copie vengono mandate direttamente al macero. Perchè lo stato, paga i giornali? Sia ben chiaro, quando dico stato in realtà dico “noi” quindi la domanda è perchè noi paghiamo i giornali, anche quando non li leggiamo?
Credo che il principio fosse giusto, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e il fascismo, in cui l'informazione era sotto controllo, si voleva avere certezza di una indipendenza dell'informazione dai partiti e dai poteri economici ed ecco quindi nascere questi finanziamenti che ora, secondo me, andrebbero aboliti sia per lasciare un po' più di soldi nelle tasche dei contribuenti, sia perchè oggi finanziare l'informazione non serve più a garantire l'indipendenza ma ottiene l'effetto opposto. Tornerò anche su questo argomento.
Ci sono altri protagonisti dell'economia che, se potessero, distruggerebbero internet dalle fondamenta, case discografiche e cinematografiche (in Italia affiancate dalla SIAE) lamentano perdite miliardarie. Non hanno tutti i torti, nonna, è inutile nascondersi dietro un dito, con internet in effetti è possibile scaricare illegalmente musica e anche film, così come è possibile comprare DVD e dischi pirata sulle bancarelle ma in realtà, secondo me, in questo stanno cercando di resistere a un cambiamento del sistema legato anche (ma non solo) alla tecnologia. Facciamo l'esempio di un disco, un cantante prepara il disco e lo vende, il cliente finale compra il disco ma solo una fettina dei suoi soldi finisce nelle tasche del cantante, con la vendita tradizionale devono guadagnare anche il negoziante, la casa discografica, la SIAE e altri che con la produzione o l'uso della musica c'entrano solo indirettamente, un po' come succede per le zucchine che il contadino vende a 10 centesimi al chilo ma che al supermercato costano qualche euro. Ci sono in gioco forti interessi, non solo economici perchè in questo momento case editrici, cinematografiche e discografiche sono così potenti da decidere quale autore mandare avanti e quale fermare. Probabilmente in questo caso siamo di fronte a un cambiamento epocale dato che un autore (scrittore, cantante o regista) può vendere mettere direttamente in vendita il suo prodotto saltando tutti gli intermediari, ovvio che questa cosa a molti non piace.
Di cosa parlano quindi quando si dice “regolamentare internet”? Di arrestare la pedofilia, la diffamazione e gli altri reati che vengono commessi sul web? Anche ma non solo. Le leggi infatti ci sono già, secondo me tutto questo vociare sulla necessità di nuove leggi nasce dal tentativo di difendere lo status quo e lasciare il controllo dell'informazione e il potere economico così com'è. A livello mondiale questo tentativo è destinato sicuramente a fallire, in Italia potrebbero farcela, potrebbero resistere ancora qualche anno creando dei danni che verranno poi pagati dalle prossime generazioni.
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Scritto da Pieru
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Giovedì 20 Maggio 2010 00:00 |
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Una delle cose belle di internet è che le distanze, culturali e geografiche, sono drasticamente ridotte. Questa rete di computer è estesa a livello mondiale (per la precisione in alcuni paesi sono attive delle forme di censura ma sono eccezioni che difficilmente sopravviveranno a lungo). Un cittadino di Teheran può scrivere quello che sta succedendo sotto la finestra di casa sua e tutto il mondo ne viene informato. Il contadino di Benevento può mettere in vendita le sue marmellate sul suo sito e può quindi venderle in tutto il mondo.
Questa eliminazione delle distanze sta creando qua e là qualche problema, in tema di legislazione e di tasse. In un mondo in cui i confini son ben delineati, netti e precisi, è facile stabilire la territorialità del fisco e della legge. Se un medicinale in Francia e legale e in Giappone no è chiaro che nel primo paese lo posso avere e nel secondo non è permesso. Se guadagno dei soldi in Francia pago le tasse in Francia, se compro qualcosa in Giappone pago le tasse in Giappone. Che succede quando i confini non sono più così netti? Facciamo un esempio semplice, diciamo che mi collego a uno dei tanti siti, perfettamente legali, di scommesse sportive e vinco dei soldi, dove devo versare le tasse? E se compro un software o un disco? Posso scaricarlo direttamente dalla rete senza necessità di spedizione fisica del disco, dove pago l'IVA?
Ci sono paesi che stanno cogliendo al volo questo aspetto della nuova era con politiche legislative e fiscali lungimiranti (qualcuno dice avventate, altri dicono furbe...) stanno incentivando questo tipo di attività, giusto per fare un esempio una grande percentuale di siti di scommesse online (ripeto, perfettamente legali) ha sede e Malta e nessuno si sognerebbe di aprirne uno in Italia. Il dissolversi delle frontiere è un fatto, non è qualcosa che può essere arrestato o controllato e i vari governi nazionali dovranno imparare a gestire questo fatto, finchè cercheranno di limitarlo, rallentarlo, controllarlo andranno incontro a grandi delusioni.
Non è soltanto una questione di tasse, la libera circolazione delle informazioni e delle idee crea delle problematiche nuove. Sai che esiste una corrente di pensiero che si chiama “negazionismo”? In sostanza questi signori dicono che la Shoà non è mai avvenuta. Queste teorie dal mio punto di vista sono semplicemente aberranti, idiote e vergognose ma in alcuni paesi il negazionismo è un reato (in Germania e Austria, ad esempio). Ora un tedesco dal computer di casa sua può gestire un sito in cui farnetica di negazionismo violando la legge tedesca ma se il suo sito si trova fisicamente in un altro paese sta ancora commettendo un reato? Potrei fare anche altri esempi ma preferisco fermarmi qui per stare alla larga da potenziali polemiche dato che, oltre a te, un'altra dozzina di persone leggerà quello che sto scrivendo e non ho voglia di mettermi a litigare.
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Scritto da Pieru
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Martedì 20 Aprile 2010 00:00 |
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Nonna ti ricordi 10 anni fa quando tutto il mondo sembrava impazzito e si parlava solo e soltanto di questa new economy? Notizia flash: la new economy non esiste! In quel periodo è stato creato un po' per caso un po' ad arte questo mito per cui internet era una specie di lampada di aladino destinata a cambiare in tempi rapidissimi le nostre vite. Che sia un mezzo rivoluzionario è sicuro, che la nascita di internet possa segnare l'inizio di una nuova era (dopo quella industriale) è possibile ma i tempi non saranno così brevi e di sicuro non cambieranno i concetti di base del nostro vivere quotidiano.
In quel periodo di follia collettiva chiunque avesse un sito internet sembrava destinato a fare miliardi, chiunque voleva vendere su internet nuovi o vecchi prodotti, molte ditte spendevano miliardi senza avere ricavi con la certezza profetica di fare fantastilioni in brevissimi tempo e di recuperare tutti gli investimenti. La maggior parte di queste profezie si è dimostrata sbagliata e quasi tutte queste ditte sono fallite. Si è visto di tutto, chi vendeva acqua minerale per cani e gatti (spendendo qualche milione per a costruzione del sito e per la pubblicità), siti giganteschi che offrivano tutto gratis con centinaia di autori da pagare ogni mese. Follia collettiva.
Cosa c'è di “new” in questa economia? Alcune cose si sono effettivamente evolute e sono nati alcuni prodotti che prima non esistevano e molte di queste cose hanno effettivamente un impatto sulla nostra vita quotidiana. Permettimi di fare qualche esempio; a te piace tanto leggere, ci sono librerie su internet che offrono un enorme numero di titoli e spediscono dappertutto, comprare è comodo e la scelta è molto più ampia rispetto alle librerie tradizionali. Ovviamente c'è il fastidio del trasporto e della consegna: quando arriva il pacco qualcuno deve essere a casa a riceverlo. Qualche giorno fa ho convinto la mamma a fare la spesa su internet, ci siamo collegati al sito dell'esselunga, lei ha scelto i prodotti e due giorni dopo ce li hanno portati a casa, puntualissimi.
Se pensi che internet spinga la gente a stare chiusa in casa sbagli, viaggiare è diventato meno costoso dato che ci sono molti siti che si occupano di turismo che, direttamente o indirettamente, costringono alberghi e compagnie aeree a una guerra dei prezzi spietata a tutto vantaggio dei clienti. Comprare musica è diventato molto più semplice ed economico, in questo caso si può scegliere il disco o il singolo brano, pagare e “scaricarlo” per ascoltarlo subito!
Ci sono poi nuove realtà, nuovi prodotti, che non potrebbero esistere senza internet, ad esempio c'è una società (si chiama Skype) che permette di telefonare a costi bassissimi tramite internet. Prima ti avevo detto che telefonare era gratis, non ho mentito, telefonare da computer a computer è gratis, si può anche usare una piccola telecamere per guardarsi in faccia, salutare nonni e nipotini, si paga qualcosa solo per chiamare un telefono fisso o un cellulare. Si paga pochissimo nonna, mia moglie può chiamare i suoi parenti in Giappone spendendo meno di quanto si spende con un interurbana della sip.
Un altro esempio di “nuovo prodotto” è dato dai motori di ricerca, google, che tu conosci bene, senza internet semplicemente non potrebbe esistere!
In Italia si sta perdendo un'opportunità e ho la sensazione che questo sia un altro chiodo che viene piantato sulla bara della nostra economia. La maggior parte delle aziende usa internet poco e male e temo che questo sia vero anche per la maggior parte degli utenti. Internet poteva essere un'occasione per recuperare molto del terreno perduto da questo paese, invece è andata male. In sostanza per funzionare e diffondersi bene internet non ha bisogno della costruzione di costosi ponti, autostrade, ferrovie, centrali elettriche... niente di tutto questo, basta mettere dei fili, non molto più costosi di quelli telefonici eppure non si sta facendo niente. Si dice che gli italiani sono creativi, sono bravi, sono intelligenti... credo che ci sia del vero ma vedo che la maggior parte di quelli bravi se ne va all'estero in cerca di migliori opportunità ed è anche questa una dimostrazione di intelligenza, no? Nel mio piccolo anche io, se ne avrò la forza, tra un po' mi imbarcherò in cerca di un posto meno peggiore.
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Scritto da Pieru
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Sabato 20 Marzo 2010 00:00 |
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Internet è un mezzo di comunicazione, nonna, tutto qui. Ti risparmio i dettagli tecnologici e noiosi ma in sostanza ci sono milioni di computer in tutto il mondo uniti da una gigantesca rete e chiunque, dal proprio computer di casa, può accedere alla rete. C'è un canone da pagare per accedere, una specie di bolletta telefonica, dopodichè basta configurare il computer e si è in rete.
In rete per fare cosa? Ecco, appunto, questa è una delle cose belle di internet e una delle sue cose più potenti, sostanzialmente si possono fare tutte le cose permesse dai precedenti mezzi di comunicazione. Si possono mandare email, ovvero delle lettere scritte col computer, che vengono consegnate al destinatario gratuitamente e in pochissimo tempo (di solito pochi secondi). Insieme alle mail si possono mandare fotografi e filmati.
Con internet si può anche parlare, di solito si usa una cuffietta col microfono e poi si può parlare gratuitamente con una persona che sta dall'altra parte del mondo, senza altri costi a parte il canone di cui sopra. Ci sono software che permettono di scambiare file ovvero programmi, libri, film, musica ma veniamo al punto secondo me principale, con internet si può navigare.
Che significa navigare? Nonna, in realtà lo sai benissimo, si usa un software fatto apposta, si scrive l'indirizzo del sito che si vuole visitare e si accede a un mondo di informazioni. Ci sono siti dei giornali, enciclopedie, radio, blog, gallerie di immagini e tante altri siti. Come ti dicevo internet ricomprende tutti i mezzi di comunicazione precedenti, si può ascoltare la radio, leggere e guardare la televisione con una differenza (non piccola): puoi guardare un filmato quando ti pare, non all'orario stabilito dall'emittente e lo stesso vale per la radio. I siti dei giornali sono spesso aggiornati in tempo reale o quasi e sei tu a scegliere cosa vedere e quando vederla.
Ho usato la parola blog, non so se tu la conosci e quindi approfitto per una breve spiegazione. Un blog è una specie di diario che chiunque può pubblicare e fare leggere a chiunque. Logicamente nel 99,9% dei casi questi blog sono di una noia mortale ma ce sono alcuni assolutamente eccezionali: scrittori e autori di talento con costi ridicoli possono far conoscere il proprio pensiero e il proprio lavoro a tutto il mondo. Questa è una delle componenti che rende internet così rivoluzionario, creare un sito e pubblicare contenuti è una operazione decisamente semplice ed economica, ci sono addirittura molti spazi gratuiti. Non sottovalutare questo aspetto che è uno dei più interessanti e potenti, è una cosa che la maggior parte delle aziende italiane sta sottovalutando ed è anche una delle cose che i nostri politici temono.
L'altra novità è che la comunicazione è bidirezionale. I giornali scrivono ma i lettori commentano, protestano, concordano, contestano, smentiscono e controllano l'informazione, la vita di chi fa informazione ha subito un salto di qualità, non dico che è diventata più difficile ma è cambiata.
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Scritto da Pieru
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Lunedì 18 Gennaio 2010 00:00 |
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 Mi hai chiesto, nonna, di spiegarti cos'è internet. Ti dico subito che a mio modo di vedere internet è “solo” un mezzo di comunicazione, forse un po' più evoluto degli altri ma sostanzialmente è tutto qui. Adesso però permettimi di dilungarmi per spiegarti perchè questo è così diverso dagli altri.
Senza spacciarmi per antropologo mi chiedo: che differenza c'è tra gli uomini e le scimmie? Perchè l'uomo è diventato la specie dominante di questo pianeta?
Più che le caratteristiche fisiche direi che è il linguaggio quello che ci distingue, la possibilità di comunicare concetti complessi che agli altri uomini manca. La parola è un mezzo di comunicazione e quando i primi cavernicoli hanno imparato a parlare e a insegnare agli altri concetti non banali deve esserci stato il primo salto di qualità.
La scrittura, se ci pensi, è un potenziamento della parola, talmente potente che convenzionalmente distinguiamo “preistoria” e “storia” discriminando quello che è successo prima che imparassimo a scrivere rispetto a tutto quello che è successo dopo. Con la scrittura abbiamo imparato a trasmettere conoscenza nel tempo e nello spazio, ancora oggi possiamo conoscere il pensiero di Aristotele e Platone e già anticamente potevano comunicare spedendo da una parte all'altra del mondo lettere e manoscritti. Non è una differenza da poco e non è un caso che la tecnologia sviluppata dall'uomo abbia cominciato a progredire a una velocità nettamente maggiore; studiando i libri scritti nel passato gli uomini e gli studenti hanno imparato a salire sulle spalle dei loro maestri, non era più necessario partire da zero perchè gli uomini avevano imparato a conservare e tramandare la conoscenza. Con la notevole eccezione del Medio Evo dopo l'invenzione della scrittura l'umanità ha continuato a progredire, sempre più velocemente.
La stampa è l'evoluzione della scrittura, una tecnologia relativamente semplice ha permesso una diffusione della conoscenza impensabile prima, quando i libri dovevano essere pazientemente ricopiati a mano. I libri sono diventati molto meno costosi e questo ha permesso a un numero sempre maggiore di persone di imparare, conoscere e scoprire nuove cose.
Poi è arrivata la radio, che tu conosci particolarmente bene. Non provo neanche a spiegare proprio a te cosa sia la radio ma voglio evidenziare il fatto che è uno strumento che ha permesso una diffusione rapidissima di informazioni in una sola direzione: da un lato c'è l'emittente che parla, dall'altro ci sono migliaia o milioni di persone che ascoltano.
La televisione è un'evoluzione della radio, neanche tanto sofisticata dato che hanno banalmente imparato ad aggiungere immagini all'audio; la direzione della comunicazione è rimasta la stessa, come nella radio e nei giornali c'è una fonte che parla e milioni di persone che ascoltano passivamente.
Nel frattempo hai visto nascere il telefono che, come strumento per la trasmissione di conoscenza è sicuramente meno potente, dato che permette di comunicare a due persone alla volta ma, se non altro, la comunicazione è bidirezionale .
Internet, invece...
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Scritto da Pieru
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Martedì 22 Dicembre 2009 14:00 |
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Cara nonna,
mi chiedi spesso di parlarti di alcuni argomenti, in qualità di “presunto esperto”. Molte delle domande che mi fai non sono semplici, per rispondere adeguatamente devo studiare un po' e cercare, nel mio piccolo, di essere chiaro e semplice senza sottovalutare la tua intelligenza.
Alla tua tenera età mi sembra più che normale che tu ti stanchi con una certa velocità, cercherò quindi di essere il più possibile breve ma, mi conosci, tendo a parlare tanto e alcune delle domande che mi fai richiedono risposte decisamente complesse. Non cercherò di barare o di tirar dritto anche sugli argomenti che mi piacciono meno, non dimenticare mai però che io non sono un esperto di nessuno degli argomenti di cui parleremo, proverò a rispondere al meglio delle mie possibilità.
Quando tu sei nata i fratelli Wright non avevano ancora fatto il loro primo volo a Kitty Hawk e la Prima Guerra Mondiale era di là da venire. Hai vissuto parecchie rivoluzioni tecnologiche/culturali (radio, televisione) e probabilmente è per questo che mi chiedi di parlarti di internet. Eccomi qua.
Ho pensato di cominciare a Natale, visto che non riesco neanche quest'anno a venire a trovarti. Come sai in questo periodo mi stanno capitando un po' di guai per cui proprio non ce la faccio a venire a passare un giorno con te, considera queste letterine come un modo per fare due chiacchiere.
Se per caso te lo stai chiedendo anche altre persone possono leggere questo testo, teoricamente chiunque ma non preoccuparti, il numero di lettori di questo sito è molto vicino a zero! Ci sei (quasi) solo tu!
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Scritto da Pieru
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Sabato 22 Agosto 2009 01:08 |
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Tanto tempo fa una ditta venne incaricata di costruire una casetta, in campagna. La ditta non fece un buon lavoro: utilizzò materiali scadenti, un progetto approssimativo e una realizzazione non a regola d'arte al punto che dopo pochi mesi già si vedevano le prime crepe.
Qualche anno dopo ci fu un violento terremoto che danneggiò gravemente la casetta. Già il suo aspetto non era bellissimo a causa della cattiva qualità della costruzione, dopo il terremoto peggiorò ulteriormente, gli ispettori comunali la dichiararono inagibile ma, siccome stava ancora in piedi, i suoi abitati non si decidevano ad abbandonarla.
Anni dopo ci fu un in incendio, probabilmente appiccato da un malfattore che aveva dei vecchi screzi con uno degli occupanti della casetta. Le fiamme fecero danni gravissimi, distruggendo gran parte del tetto e molte delle travi eppure la casetta non si decideva a crollare.
Gli occupanti della casetta a quel punto capirono che c'erano dei lavori urgenti da fare. La casetta non era più soltanto brutta e fatiscente ma era veramente inabitabile, pioggia e vento entravano da tutte le parti e quindi decisero di sistemarla. Non fecero un buon lavoro, invece di agire dalle fondamenta si limitarono a mettere delle toppe aggiungendo delle travi sopra quelle bruciate e una copertura in eternit sulla sommità della casa.
Quella casa che non era mai stata bella adesso era diventata un esempio di bruttezza e di pericolosità: i muri erano pieni di crepe, tutti gli impianti erano fatti in modo amatoriale, la luce saltava continuamente e si sentiva sempre odore di gas ma, nonostante tutto, gli occupanti non si decidevano a lasciare la casetta e neppure a ripararla seriamente un po' per pigrizia, un po' per ignoranza e un po' per mancanza di mezzi economici.
Un giorno di primavera un uccellino si posò su una grondaia della casa, col suo lievissimo peso fece staccare la grondaia da quel che restava del tetto scombussolando così un fragilissimo equilibrio che reggeva miracolosamente l'eternit e le vecchie travi. Il tetto crollò trascinandosi appresso le travi vecchie nuove e le mura sembrarono ripiegarsi su se stesse chiudendo all'interno tutti gli occupanti che morirono all'istante.
A questo punto mi domando: chi è l'assassino in questa storia? Il povero uccellino, il piromane, il terremoto, la ditta costruttrice o quegli irresponsabili degli abitanti?
Così a occhio tenderei a scartare l'uccellino dall'elenco dei sospetti...
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Scritto da Pieru
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Giovedì 09 Luglio 2009 13:28 |
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Il sito di pieru ha da oggi una nuova veste grafica. In realtà non è cambiata solo grafica ma... tutto. Se state pensando SGC fate benissimo, solo che ci perso un giorno e mezzo e ve lo volevo dire. Approfitto per ringraziare l'amico Daniele che mi ha preparato un header semplicemente fantastico, molto migliore di come lo volevo! Ci sono tutti e 5 i concetti che volevo mettere, perfettamente fusi.
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Scritto da Pieru
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Martedì 12 Maggio 2009 23:25 |
Premesso che io non ho niente contro la Brambilla e che credo che una persona capace e intelligente non debba essere necessariamente brutta non capisco bene una cosa. Leggo che è stata nominata Ministro del Turismo. Ottimo. Però mi pare che nel 1993 questo ministero era stato abolito, con un referendum popolare. Anzi, ne sono sicuro!
Dal 1993 in poi il turismo in Italia è stato promosso poco e male, su questo non ci sono dubbi. Le presenze di turisti stranieri sono continuamente calate e il bel paese è stato superato da altri, Francia, Stati Uniti e Hong Kong sono quelli che ricordo a memoria.
Senza nulla toglere alle capacità della Brambilla sono pronto a scommettere che le cose non cambieranno. Sopravviveranno gli enti che avrebbero dovuto promuovere il turismo in questi anni, dal referendum ad oggi, e si andranno ad aggiungere altri posti di lavoro anzi, altri stipendi e altri conti da pagare per noi contribuenti, senza migliorare la situazione.
Scommettiamo? Scommettiamo che una delle prime cose che verranno fatte sarà riprendere il maledetto progetto www.italia.it? Scommettiamo che verranno spesi altri fantastilioni di euri per ottenere un sito migliore ma comunque esageratamente costoso, inutile e macchinoso? E' una scommessa che, da cittadino, vorrei perdere ma le quotazioni sono tutte a mio favore.
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Scritto da Pieru
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Martedì 31 Marzo 2009 00:40 |
Premessa importante: non ho niente contro i “guru”, neppure quelli che si autodefiniscono tali. Personalmente non ho nessuna pretesa o ambizione di esserlo e neppure di diventarlo. Frequento la rete da qualche anno e con questo articolo vorrei solo dare qualche spunto di riflessione a chi si sta avvicinando ora al mondo del web marketing e della promozione con la speranza di essere un pochino utile.
Dato che ho ancora tantissimo da imparare mi risulta particolarmente facile mettermi nei panni di chi comincia a sentire parlare di web marketing, di seo, per la prima volta, provo a immaginarne i processi mentali.
Il neofita si ritrova a caccia di informazioni, ne ha una fame disperata, probabilmente ha completato uno o più siti di cui è soddisfatto per quanto riguarda le funzionalità e la veste grafica, vorrebbe però più visitatori e più soddisfazione dai motori di ricerca. Si mette a leggere guide, frequenta forum, è letteralmente bombardato di informazioni e deve riuscire a filtrarle a monte: sono talmente tante che non può riuscire a leggere tutto.
Primo consiglio: controllate sempre la data di pubblicazione di un post o di una guida. Molti suggerimenti che potevano avere un senso anni o anche mesi fa potrebbero nel frattempo essere diventati obsoleti per la semplice ragione che l'evoluzione dei motori di ricerca è inarrestabile gli algoritmi cambiano piuttosto spesso.
Secondo consiglio: attenzione alle scorciatoie. Se trovate un trucchetto facile da implementare probabilmente non funzionerà o addirittura produrrà danni, come in tutti i campi anche nel web per raggiungere risultati eccellenti ci vogliono tempo e fatica.
Terzo consiglio: non prendete per oro colato le parole di nessuno. Mettetevi per un attimo nei panni di scrive e provate e chiedervi perchè lo fa. Sgombriamo subito il campo da un falso mito: se qualcuno mai troverà la ricetta magica per essere sempre primo su google molto difficilmente condividerà questo segreto, lo custodirà gelosamente e lo userà solo per i suoi siti o per i suoi clienti. Restano altre due possibilità. Posta per mostrare a tutti la sua competenza e la sua bravura e distribuire saggezza alle “nuove leve” oppure lo fa perchè è consapevole che anche da quella discussione può imparare e continuare a far crescere il proprio bagaglio culturale. In altre parole sa che in questo specifico campo c'è sempre da imparare, in tutti i casi prendete tutti i consigli con beneficio di inventario, sempre, ragionateci sopra non buttatevi a capofitto, fate delle prove, misurate i risultati e poi tirate le vostre conclusioni.
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