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Avere un lavoro, è una cosa bella. E' farlo, che rompe i coglioni. (Anonimo)

Article Marketing

Nelle ultime settimane mi sono divertito insieme all'amico Daniele a un nuovo progetto, un sito dedicato all'article marketing.
Se vi state chiedendo cosa cavolo è sappiate che siete in ottima compagnia.
Provo a spiegare con un esempio: supponiamo che siate un produttore di vino, molto attivo e pieno di iniziativa, con l'intenzione di promuovere la vostra attività o semplicemente un nuovo prodotto. Avete una preparazione in materia e siete in grado di scrivere in italiano ma non avete un budget sufficiente a pagare una campagna pubblicitaria. Bene, fino a qualche anno fa un'idea era scrivere un articolo su un argomento "tecnico" e spedirlo a giornali e riviste offrendolo gratuitamente per la pubblicazione, il giornale in cambio del materiale ricevuto si sarebbe impegnato a dare visibilità al nome dell'autore e/o all'attività, nell'esempio l'agriturismo, la fattoria, l'enoteca ... quello che è.
Per quanto sorprendente possa sembrare il sistema funzionava. Poi arrivarono l'informatica e internet ...
L'informatica ha molti meriti ma sicuramente un grande demerito, ha creato nella testa di molte persone il falso concetto che se una cosa è immateriale, se si può copiare da un punto di vista tecnico allora non ha valore e tutti sono autorizzati a farlo. Nessuno so sogna di rubare un libro in biblioteca o in libreria ma se si trova in un file allora tutto è lecito. Questo è profondamente falso e non riconosce i meriti di chi ha lavorato per scrivere quel libro o quel testo.
Il secondo "problema" è internet o meglio la caccia al link a tutti i costi che molti siti fanno continuamente. Vediamo nel dettaglio lo scenario.

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L'udeur ammastellato!

La lieta notizia è fresca: Clemente Mastella non è più ministro della giustizia. Sul suo blog riporta il toccante discorso in parlamento con cui ha annunciato le sue dimissioni, Prodi però sarà il guardasigilli ad interim.
Il motivo spero sia nota a tutti: la moglie dell'ex ministro è agli arresti domiciliari, lui stesso è indagato per parecchi reati e la stessa sorte è toccata a parecchi familiari, amici e compagni di partito (che in questo caso specifico sono sinonimi) di Mastella.
In un commento decisamente intelligente Gianantonio Stella (che tanto per intenderci è uno dei due autori de "la casta" un libro che forse contribuirà a cambiare la storia di questo paese) sul corriere spiega molto saggiamente che l'ex ministro è vittima di un comportamento "intollerabile" da parte della magistratura. Senza usare queste parole fa capire che, secondo lui, il magistrato ha abusato dei suoi poteri pur senza commettere nulla di illegale nello scatenare una tempesta di questa portata.
Abusare, senza commettere nulla di illegale. Mi ricorda qualcosa. Qualcosa di cui l'ex ministro è vissuto finora, quell'insopportabile clientelismo che ha fatto sì che paghiamo profumatamente perfino la benzina per il suv del figlio (il quale è un collaboratore del campanile, giornale dell'UDEUR e da noi abbondantemente foraggiato). Mastella rischia di essere vittima di un'ingiustizia in quanto tanti altri politici hanno fatto le stesse cose anche se magari in modo meno palese.
E' un sogno che diventa realtà: vittima di un'ingiustizia, vittima di qualcuno che abusa del proprio potere senza commettere illegalità, proprio come lui e tanti altri hanno fatto. E' quasi troppo bello per essere vero. La prossima volta che entrerò in un ospedale fatiscente pensando che il primario è tale perchè amico di qualcuno e non perchè bravo avrò una piccola consolazione. Quando passerò in mezzo ai cumuli di rifiuti napoletani pensando a chi ha pensato prima al proprio stipendio e a quello dei suoi numerosi amici e parenti che a risolvere veramente i problema ne trarrò un po' di sollievo. La prossima volta che il governo abbasserà un'aliquota fiscale con una operazione fatta "a costo zero per le casse dello stato" mi sentirò un po' meno preso per il culo. Quando sarò costretto a cambiare macchina anche quando funziona benissimo perchè un nuova legge con la scusa dell'ambiente rimpingua le casse delle industrie automobilistiche ne avrò beneficio.
Dante non avrebbe saputo pensare di meglio!
 

Scendo in campo!

Scendo in campo anche io e dichiaro ufficialmente che la mia pagina preferita per l'omonimo è quello della zanzara mannara. Rimando all'anno prossimo post bellicosi e attente analisi della finanziaria 2008 (dal punto di vista della casalinga ovviamente). Sono disposto perfino a lasciare due giorni di tregua a Mastella e a tutto il parlamento, ho voglia di parlare di cazzate.
la gara della zanzara mannara è piuttosto semplice: vince la pagina che risulta prima cercando su google zanzara mannara (appunto) a una certa data, credo che stiamo parlando di aprile.
In linea teorica chiunque abbia un sito o un blog può partecipare ma per vincere la faccenda è diversa.Ci sono state parecchie gare di questo tipo negli ultimi anni e questa non sembra essere una di quelle che chiama a raccolta tutti i mostri sacri del settore eppure si vede già che vincere non sarà una cosa facile: con una semplice ricerchina su google per la chiave della gara si ottengono quasi trentamila risultati, neanche tanto pochi in fondo!
 

Come sei diventato blogger?

Sono stato tirato dal web designer che di più non si può con questa simpaticissima catena di S. Antonio. Ne avrei fatto a meno ma ha detto che interrompere la catena porta sfiga e quindi mi tocca rispondere ...
Devo premettere però di non essere un blogger almeno non consapevolmente visto che ancora non ho capito cosa sia un blogger ...

Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
La fame di denaro, ovviamente. Ho sentito che si guadagnano un sacco di soldi con i blog e allora ho pensato di buttarmi pure io.
Questo e anche il fatto che non posso permettermi un analista.

Il tuo primo post?
In questo ricordo di essere stato originale: invece di tenermi quello di default dell'installazione ho inserito qualcosa di univocamente mio, qualcosa di stupefacente tipo "ciao a tutti".

Il post di cui ti vergogni di più?
Sicuramente questo

Il post di cui vai più fiero?
Quello che non ho ancora terminato ma che pubblicherò nei prossimi giorni. Sarà qualcosa di assolutamente sconvolgente e probabilmente fioccheranno parecchie querele.
Ci saranno rivelazioni piccanti, piccantissime! Foto osè, anteprime dei calendari 2009, intercettazioni telefoniche e l'estratto conto della carta di credito del ministro Mastella. Come se non bastasse rivelerò in anteprima assoluta il giorno esatto della caduta del governo Prodi ... consiglio a tutti di tornare spesso a controllare questo sito!

E tu? Come sei diventato blogger?

Questa è l'unica cosa che mi piace di questi giochini: posso passare la palla ad altri: Lara, Isabella e Junko che sicuramente mi vorranno molto bene per questo! Che soddisfazione poi coinvolgere anche la Wani che se l'è proprio cercata!!!
 

C'è chi dice no!

Curiosando su un articolo di repubblica Milano ho scoperto che i milanesi non vogliono i grattacieli. Ovviamente un sondaggio online senza nessun valore ma probabilmente non così lontano dalla realtà perchè mi pare che da decenni ormai la gente dice no, a prescindere.
Io non sono in grado di entrare nel merito delle diverse questioni ma trovo interessante notare che la gente si opponga sempre alla costruzione di qualcosa di nuovo, qualsiasi cosa. Dalla TAV al ponte sullo stretto di Messina, dalla metropolitana di Monza ai grattacieli della Bicocca (appunto). No a prescindere, no a oltranza. Anche senza entrare nel merito delle diverse questioni è quanto meno statisticamente sospetto che il no sia usato così spesso.
Andando leggermente più a fondo poi si scopre che in realtà c'è una sequenza che si ripete molto spesso: i no non arrivano subito, in un primo momento i politici di turno dimostrano entusiasmo per i nuovi progetti, soprattutto quando c'è da assegnare soldi e posti di lavoro.
Appena si comincia a costruire davvero scattano le proteste e i no.
Non è così che si va avanti. A nessuno fa piacere avere sotto casa una discarica o una centrale nucleare ma se non siamo tutti quanti disposti a rinunciare a qualcosa non andremo da nessuna parte. Il principio è semplice, tutti sembrano condividerlo ma poi alla prova dei fatti non ho mai sentito nessuno dire "ok, io rinuncio a questo, giusto per cominciare".
 

la legge levi prodi

L'attuale presidente del consiglioCominciamo subito con la buona notizia: la levi prodi non è una legge, non ancora almeno, ma un disegno di legge. Si tratta di un disegno di legge preparato il 3 agosto e approvato dal consiglio dei ministri il 12 ottobre 2007.

L'argomento della proposta di legge? Si parla di editoria, di responsabilità e del registro degli operatori per le telecomunicazioni, per qualsiasi dubbio ecco il testo completo della proposta di legge.

Che significa? Significa che chiunque abbia un sito internet avrà gli stessi doveri e le stesse responsabilità di un giornale. Dovrà trovarsi un editore, un direttore responsabile iscritto all'albo dei giornalisti, dovrà rispondere penalmente di quello che viene scritto sul sito. Significa che chi ha un blog, titolare del sito e provider, diventa responsabile dei commenti che vi vengono scritti (un po' come se la telecom fosse responsabile di quello che gli utenti dicono al telefono, vilipendi, minacce, ingiurie e calunnie comprese). In parole povere molti, moltissimi siti chiuderanno, non è una questione di balzello da pagare alla casta dei giornalisti è un chiaro tentativo di mettere a tacere un mezzo di comunicazione che si sta dimostrando troppo potente e troppo pericoloso.

Adesso come funziona? In questo momento soltanto le testate giornalistiche cartacee devono sottostare a tali obblighi. Anche le testate internet possono essere considerate testate giornalistiche ma è una cosa volontaria, attualmente viene fatto da chi vuole i contributi pubblici previsti per la versione online del giornale. Chi vuole aprire un sito internet può farlo e può scrivere quello che vuole nel rispetto della legge. Anche i giornali devono rispettare la legge soltanto che per la stampa si applicano delle pene superiori in caso di reato (come per esempio la diffamazione). Venendo al sodo la diffamazione è punita più severamente se viene fatta a mezzo stampa. Ci tengo a sottolineare comunque che questo non significa che adesso ci sia l'anarchia: ognuno sul proprio sito può fare e scrivere quello vuole, il titolare sarà comunque chiamato a rispondere in caso di reato. Se su un blog compare un commento contenente delle schifezze si andrà a ricercare chi l'ha materialmente scritto senza prendersela col proprietario che potrebbe essere totalmente inconsapevole.

Cosa succederebbe se passasse la legge? Premesso che in Italia tutte le leggi devono essere interpretate (e ora comincio a capire il perchè) teoricamente tutti i siti che offrono informazione dovrebbero comportarsi come se fossero dei giornali cartacei; tutti i forum, i blog, anche i siti personali. Dal punto di vista pratico questo significherebbe la chiusura di decine di migliaia di siti internet soprattutto quelli informativi, ricchi di notizie, approfondimenti. Molto probabilmente i controlli si dimostreranno magnanimi nei confronti dei blog personali ma saranno pronti a colpire tutti i siti fastidiosi.

Che cosa sta succedendo adesso? Anche questo è interessante perchè nel suo piccolo rappresenta il perfetto specchio di come funziona questo paese. Il ministro Di Pietro dal suo blog dichiara che questa legge non passerà mai o meglio che lui farà quanto in suo potere per evitare che passi. Evidentemente doveva essere distratto quando ha firmato, si vede che mancano soldi per pagare qualcuno che faccia un po' di riassunti per spiegare ai ministri quello che stanno per firmare. La maggior parte dei blog e dei forum sta commentando la notizia, ricordando ai nostri politici che la velocità di reazione delle persone e del web in particolare è molto superiore alla loro. Stanno nascendo petizioni e c'è già chi prepara un referendum abrogativo (per la serie non sa mai, non è ancora legge ma noi iniziamo a pararci il culo).

Questa legge è la internet tax? No. Tra gli obblighi necessari per la registrazione di una testata ci sono anche varie marche da bollo e versamenti da fare ma chi non ha un sito non si illuda, stiamo parlando di spiccioli. Il bilancio dello stato considerando il numero di aziende e operatori che dovrebbero trasferirsi all'estero ne avrebbe sicuramente un danno, non caleranno le altre tasse.

Questa legge garantirebbe maggiori controlli sul web? Sì, questo è poco ma sicuro. Ci sarebbero poco meno controlli che in Cina ma più di quanti ne abbia qualunque paese democratico. Tutti i siti web italiani di informazione sarebbero sottoposti a controlli vigorosissimi, ma a rimetterci sarebbero gli operatori che fanno informazione sul web. Chi svolge attività immorali su internet non sarà interessato dal provvedimento in altre parole la pedofilia non scomparirà dal web e neppure lo spam. Onde evitare spiacevoli malintesi torno a ripetere che già adesso chi ha un sito è tenuto a rispettare la legge.

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Si stanno cagando sotto?

Ero un po' rassegnato, lo ammetto. Ormai pericolosamente vicino ai 40 anni pensavo che nulla potesse smuovere questo paese dal suo immobilismo e dalle sue assurde abitudini. Da 60 anni di fatto in Italia non cambia niente e pensavo che le cose sarebbe continuate così, se non in caso di guerre o crisi economiche di livello "argentino". Invece ... incredibilmente noto una cosa che mi lascia un minimo di speranza ovvero mi sembra di intravedere il panico negli occhi dei politici, nei loro discorsi e nei loro tentativi di "fare qualcosa". Perchè?
Secondo me stiamo vivendo una fortunata coincidenza perchè si vanno a combinare due eventi, cominciamo dal primo.
Quest'estate in libreria mi è caduto l'occhio su un titolo interessante. Non conoscevo gli autori, sono stato semplicemente attratto dal titolo e così ho portato a casa la casta. Ho cominciato a leggerlo e sono rimasto semplicemente shockato. E' stato un libro faticosissimo da leggere, un po' per lo stile che è (appunto) quello di un'indagine giornalistica, ricco di numeri e aneddoti ma soprattutto per la grandissima rabbia che scatena nel lettore.
Leggendo il libro si scoprono un sacco di cose che in fondo sappiamo già ma che non possiamo più ignorare.
Stella e Rizzo con il termine "casta" si riferiscono ai politici e nel libro parlano dell'incredibile numero di privilegi che hanno e che si concedono il tutto a spese dei cittadini che lavorano e che (spesso) faticano a pagare l'affitto o il mutuo. Vedere così il politico che con i soldi del povero cristo che paga le tasse si concede l'ennesimo inutile lusso è una cosa che fa male.
Il libro è molto freddo, pieno di numeri. Colpisce allo stesso modo a destra e a sinistra probabilmente perchè destra e sinistra sono unite nel mantenere folli privilegi. Nel libro si parla di stipendi fantastici pagati con le tasse di noi poveracci. Di consulenze profumate pagate, assolutamente inutili e fornite da amici e parenti dei politi di turno. Si parla per esempio della passione del presidente della regione veneto per le auto, una passione pagata da noi cittadini ovviamente, della passione per i viaggi diffusa un po' in tutta la classe politica....
Leggendo tra le righe si capisce anche che la denuncia oltre i politici perchè di caste in realtà ce ne sono tante ma ... una cosa alla volta.
Il secondo evento è stato il vaffanculo day di Beppe Grillo capace di radunare in piazza centinaia di migliaia di persone. I politici sanno che persone = elettori quindi quando vedono qualcuno capace di radunare centinaia di migliaia di voti si fanno prendere dal panico. Destra e sinistra vedono Beppe Grillo come un nemico, un avversario delle prossime elezioni, si comincia a parlare di qualunquismo e fioccano le accuse nei confronti del comico.
Ma c'è panico e si vede. Così come si vede che i nostri politici sono vecchi e incompetenti. Clemente Mastella apre addirittura un blog. Sicuramente molto mal consigliato il nostro ministro della giustizia non conosce le regole del gioco. Probabilmente ha pensato "Grillo becca un sacco di voti con il blog, lo faccio pure io che so bravo buono e bello". e si sta facendo del male ....
Nel blog dice che non solo i politici sono una casta, ce ne sono altre. Grazie al cazzo. Questa è una cosa che sanno tutti ma questa storia deve finire, i privilegi di casta devono essere aboliti. Non tutte le caste possono essere colpite contemporaneamente, vanno attaccate una alla volta. Io propongo
1) i politici
2) i notai
Le altre verranno dopo ...
Tutti gli appartenenti alle altre caste nel frattempo potranno rimettere le cose a posto oppure aspettare che siano i cittadini a farlo.
 

Il wimax

Cosa cavolo è Wimax e perchè ce ne dovrebbe fregare qualcosa dell'assegnazione delle sue frequenze? Sarà la solita roba di internet da sfigati che stanno tutto il giorno davanti al computer ... invece no. Il Wimax riguarda tutti e potrebbe cambiare parecchio la vita, soprattutto in termini di conoscenza e economici.
Partiamo da lontano: da parecchio tempo esistono tecnologie che permettono connessioni ad alta velocità e vengono usate soprattutto in ambito di trasmissioni dati. Per restare terra terra questo significa che posso accendere il mio computer portatile e collegarmi a internet senza bisogno di usare fili. Fin qui tutto chiaro, no?
wireless studenti Esistono parecchi posti in cui il collegamento wireless è offerto gratuitamente, in molti aeroporti è un servizio normalissimo così come in alcuni alberghi e perfino in locali, università.
Perchè qualcuno si mette a regalare una connessione internet?
Facciamo un altro passo passo indietro. Molti di noi hanno una connessione internet a casa. In molti casi si tratta di una connessione adsl di tipo "flat" ovvero si paga un tanto al mese indipendentemente da quanto questa viene utilizzata. E' possibile collegare un solo computer così come 10, 20 ... si può sfruttare la connessione un paio d'ore al mese oppure 24 ore su 24 pagando al provider sempre lo stesso importo. La cifra mensile da pagare è di solito relativamente bassa, si parla di qualche decina euro cioè meno di quanto si deve pagare per il canone della rai.
Se io a casa mia ho una connessione ADSL flat e un router wireless, soprattutto se la connessione non è troppo utilizzata, teoricamente posso "offrirla" anche ai miei vicini, magari dividendo la già piccola spesa. Con il wireless non sarebbe necessario tirare fili, mettere canaline e spaccare muri sarebbe tutto relativamente semplice.
Teoricamente .... infatti in Italia questo ai privati non è consentito dato che il contratto con i provider esclude esplicitamente di usare questa possibilità. I fornitori di accesso a loro volta difendono questa clausola perchè una legge dello stato impone loro di tener traccia di tutti gli accessi effettuati in modo da poter rintracciare un eventuale criminale informatico.
In altre parole, tornando all'esempio di prima, se io regalo la connessione wireless al mio vicino di casa questo a tutti gli effetti è collegato ad internet con la mia adsl quindi se come vicino ho un criminale che usa la rete per fare qualche sporcaccionata illegale il mio provider in caso di indagini da parte di un giudice dovrà poter dire che il crimine è stato commesso dalla mia connessione e quindi unico responsabile sarò io. Teoricamente il ragionamento fila ma il criminale informatico risolve facilmente il problema andando in un internet bar o in un aeroporto appunto quindi la scusa di una presunta sicurezza è quanto meno debole.

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