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Scritto da Pieru
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Domenica 30 Ottobre 2005 00:00 |
Nei giorni scorsi si è parlato molto dell'operazione di trasferimento del sottomarino Enrico Toti, donato dalla Marina Militare Italiana, e del suo arrivo nella sua sede definitiva, il Museo Nazionale della scienza e della Tecnologia di Milano. Effettivamente l'operazione di trasferimento non è stata semplice (il sottomarino pesa qualcosa come 340 tonnellate ed è lungo circa 46 metri). Si temeva lo sfondamento del piano stradale, è stato necessario rimuovere semafari, lampioni e altri ostacoli sul percorso del Toti.
Arrivati al museo abbiamo scoperto di non essere gli unici incuriositi dal nuovo arrivato: abbiamo dovuto fare un paio di minuti di fila prima di poter entrare! La cosa personalmente mi ha piacevolmente sorpreso perchè mi era capitato di fare file soltanto per gli Uffizi o alla Cappella Sistina o magari a qualche mostra particolarmente reclamizzata.
Il sottomarino al momento non è visitabile, lo si può vedere soltanto dall'esterno. Secondo la tabella di marcia preparata dal Museo sarà visitabile per il 7 dicembre 2005 ma anche la vista esterna è impressionante. Ancora più piacevole è stato rivedere il Museo (che non vedevo ormai da tanti anni) e scoprire quanto è diventato bello! Grandi sforzi vengono dedicati ai bambini che possono imparare e giocare in una serie di laboratori attrezzati apposta per loro. Guide e volontari, presenti anche in una calda domenica d'agosto, erano preparati e addirittura entusiasti .... Insomma da vedere!
Una curiosità (giusto perchè sono un rompiballe). Ovunque parlano del Toti come di un sommergibile al museo. In realtà è un sottomarino!
Il sottomarino al momento non è visitabile, lo si può vedere soltanto dall'esterno. Secondo la tabella di marcia preparata dal Museo sarà visitabile per il 7 dicembre 2005 ma anche la vista esterna è impressionante. Ancora più piacevole è stato rivedere il Museo (che non vedevo ormai da tanti anni) e scoprire quanto è diventato bello! Grandi sforzi vengono dedicati ai bambini che possono imparare e giocare in una serie di laboratori attrezzati apposta per loro. Guide e volontari, presenti anche in una calda domenica d'agosto, erano preparati e addirittura entusiasti .... Insomma da vedere!
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Scritto da Pieru
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Giovedì 15 Settembre 2005 00:00 |
Il turismo in Italia era una ricchezza che tanti paesi ci invidiavano. Per la precisione probabilmente ci invidiavano i turisti e le bellezze di cui è infinitamente ricco il nostro paese. L'arte, i paesaggi, la cucina .... fino a qualche tempo fa non c'era lotta. Chi poteva essere interessato a un viaggio a Hong Kong? Con tutto il rispetto: che diavolo ci vado a fare a Hong Kong? Eh beh! probabilmente ancora una volta gli Italiano credevano di essere intoccabili, al di sopra delle parti. Il turismo non è una risorsa autolimentante. Il turista deve essere ricercato, informato, convinto. Durante il suo viaggio deve poter stare tranquillo, visitare posti interessanti, rilassarsi, divertirsi, mangiare bene. In poche parole deve riusciere a trascorrere un periodo piacevole. Mi sembra logico ed è logico: chi di noi si mette in viaggio per andare in un posto in cui sta peggio che in ufficio? Eppure quando si parla di turismo in Italia sembra essere tutto scontato, logico, inattaccabile. I turisti semplicemente "devono" venire in Italia e se non lo fanno è solo perchè sono ignoranti, è colpa del grande fratello di Mac Donald.
Andiamo con ordine. Per prima cosa non è obbligatorio sapere quello c'è da vedere in Italia. Spesso non lo sanno neanche gli Italiani, perchè lo dovrebbero sapere all'estero? Non è obbligatorio sapere dov'è la valle dei templi, come ci si arriva, quando è visitabile. nessuna legge impone di conoscere a memoria gli orari delle visite a Pompei. La cucina italiana è molto nota certamente, ma non è l'unica del mondo ci sono tanti altri paesi in cui si mangia benissimo. Bene nel periodo della pubblicità televisova, nell'epoca del marketing e del telemarketing, nell'era della promozione, delle brochure dei gadget e dei concorsi che facciamo in Italia? Aboliamo il ministero del turismo! Geniale idea: finalmente un po' di inutili burocrati in meno! Certo, sicuramente abbiamo evitato una finanziaria con quel risparmi. Per promuovere l'Italia all'estero non c'è bisogno di un ministero, abbiamo creato l'Enit. In questo caso il ragionamento teoricamente fila. Molto teoricamente. Io vorrei tanto mettere un link al sito dell'ENIT in modo che possiate rendervi conto ma non posso. Sapete perchè? Perchè ci vuole l'autorizzazione. Scritta naturalmente. Ma ci rendiamo conto? L'ente che dovrebbe promuovere l'Italia all'estero crea un sito (tra l'altro bello, almeno per la parte in italiano e in inglese) ma non si può lincare. Non è finita. Quest'anno sono andato alla BIT, la borsa italiana del turismo. Avendo la possibilità di entrare come stampa accedo all'area riservata dove, naturalmente, c'è anche lo stand dell'Enit che distribuisce a piene mani materiale relativo alle iniziative in corso. Mi avvicino al tavolo e chiedo il materiale in giapponese. La ragazza mi guarda come se le avessi chiesto ..... un prestito. Chiedo di parlare col responsabile arriva e gli ripeto la domanda. Risposta: giapponese? Ma no noi non prepariamo materiale in giapponese. Manco avessi chiesto il sansrcito. Ecco bravi! Gran bella mossa. Teniamo tutto ben nascosto, che non si sa mai. Metti che per caso qualcuno invece di andare in Francia viene in Italia? per carità non sia mai!
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