La città dell'innovazione Appuntamento autunnale a Milano allo
SMAU 2005, esposizione internazionale di ICT e elettronica di consumo. Appuntamento atteso con ansia da orde di studenti e ragazzini e temuto ormai da tutti gli esperti del settore, o quasi .... Marinare la scuola per andare a fare un giro allo SMAU ai miei tempi era una tappa obbligata di tutti gli studenti sani di mente, quasi una parte fondamentale del curriculum. Il top era riuscire a trovare gli ambitissimi biglietti operatore per poi riuscire ad entrare nelle giornate non aperte al pubblico. Il massimo. Col passare degli anni la fiera ha perso però molto del suo fascino, non solo perchè sono invecchiato e ho provato l'esperienza della fiera dal punto di vista del rivenditore, ma anche perchè ha subito negli ultimi tempi ha subito dei colpi mortali inferti da internet, dai gadget e dalle demo.
Per i professionisti e per gli appassionati del settore informatico andare allo
SMAU era l'unico modo per tenersi aggiornati. Moltissime aziende presentavano realmente le ultime novità al salone milanese, c'era la possibilità di incontrare esperti e si riusciva a scambiare quattro chiacchiere anche con nomi illustri. Lentamente tutto si è trasformato. Gli espositori hanno cominciato una tremenda guerra combattuta a colpi di gadget, di cubiste e di musica tecno col risultato di attirare orde di persone interessate solo ed esclusivamente a questo aspetto della fiera. Professionisti e appassionati hanno quindi dovuto fare i conti con i nuovi agguerritissimi concorrenti: contendere l'ultimo CD con una distribuzione linux a un ragazzino che pensa di poterlo suonare è un'esperienza notevole. Le aziende serie si sono fatte furbe: presentano su internet i loro prodotti e tutto quello che è B2B è di fatto scomparso dallo SMAU. Il protagonista, o meglio, il sopravvissuto è il consumatore, ben venga quindi lo SMAU customer con tanto di cubiste e cappellini ma che lo si chiami tale!