Tiziano e Ligabue: altri due capolavori assoluti alla mostra "L'inquietudine del Volto". Conferenza di Sgarbi per presentare le opere.

La mostra L'inquietudine del volto riserverà alla città un'importante sorpresa culturale, dopo la già annunciata ricollocazione - presso la cappella di San Paolo del Tempio civico dell'Incoronata - delle quattro tavole restaurate del ciclo del Bergognone dedicato alle "Storie della Vergine".
Proprio a partire da giovedì 19 gennaio, presso la mostra promossa dalla Provincia di Lodi in collaborazione con la Banca Popolare Italiana e il comune, in corso al Bipitalia City di via Polenghi Lombardo fino al 12 febbraio, verranno infatti mostrate finalmente al pubblico due straordinarie opere che per motivi tecnici erano rimaste escluse dall'allestimento iniziale della mostra (e non sono neppure contemplate nel catalogo della stessa). Si tratta del Ritratto di Pietro Aretino di Tiziano Vecellio (un olio su tela di 81,5 X 70 cm, proveniente dalla collezione Luigi Koelliker di Milano) e dell'Autoritratto con gilé di Antonio Ligabue (un olio su tela di 50 x 40 cm, in arrivo da una collezione privata bresciana), due capolavori assoluti che completeranno in modo ideale la galleria di volti curata da Vittorio Sgarbi (per la sezione nazionale, mentre quella lodigiana è stata predisposta da Tino Gipponi, ricostruendo la storia del ritratto lungo l'arco di cinque secoli di espressione dell'arte visiva.
 La circostanza offre lo spunto a quanti non si sono ancora recati alla sala espositiva della BPI per programmare una visita in questo ultimo mese di apertura, nonché un valido "pretesto" per chi c'è già stato ma desidera accostarsi nuovamente e approfondire questa stimolante esperienza.
A sottolineare ulteriormente il significato dell'arrivo delle due nuove opere, che conferiscono alla mostra ancor più prestigio, è la decisione di organizzare un incontro pubblico di presentazione, per spiegarne nel dettaglio le caratteristiche e favorirne una "lettura" consapevole e informata.
A guidare gli appassionati in questo momento di conoscenza sarà ovviamente Vittorio Sgarbi, che venerdì 20 gennaio, alle 18, presso il Salone dei Notai della Biblioteca Laudense, terrà una conferenza, dal titolo , in cui parlerà ovviamente di Tiziano e di Ligabue, della mostra in generale ma anche dell'arte di ieri, oggi e domani.
L'opera di Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1490 ca -Venezia 1576) in arrivo a Lodi sostituisce il Giulio Romano che regge la pianta della Cappella Palatina di Mantova, che avrebbe dovuto entrare nella galleria della Bpi, ma che per ragioni tecniche (dovute ad un necessario restauro) non è stato possibile spostare. Lo stesso dicasi per il capolavoro di Antonio Ligabue (Zurigo, 1899  Gualtieri, Reggio Emilia, 1965), che prende il posto dell'Autoritratto con Palazzo Bentivoglio di Gualtieri, indicato in mostra e incluso nel catalogo, anch'esso non disponibile per gli stessi motivi, ma adeguatamente sostituito con un altro capolavoro che permetterà ai Lodigiani di apprezzare la mostra nella sua interezza.
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