Inventate, sognate… ma non troppo

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Nella puntata odierna del prestigioso corso di “come fare i soldi con il web” vi racconto di un caso di insuccesso che ha parecchio in comune con tanti altri di cui ho sentito e sento parlare ogni giorno.

L’episodio risale ad alcuni anni fa, diciamo una decina, prima che la cosiddetta crisi economica si abbattesse come un maglio sulla vita quotidiana della maggior parte di noi. All’epoca lavoravo come project manager in una agenzia che si occupava di software e di contenuti per il web, specializzati prevalentemente per il turismo. La bolla della new economy era già passata eppure mi è capitato di incontrare un signore, una persona molto interessante per certi aspetti, che viveva ancora nel mondo dei sogni. Aveva una buona idea da proporre, peccato che…

Dopo aver insisto per settimane questo signore è riuscito a far mettere nella nostra affollata agenda un appuntamento e si è presentato in sala riunioni a spiegarci la sua idea perchè per realizzarla aveva bisogno di partner.
Per i non addetti ai lavori traduco questo concetto: quando qualcuno dice di cercare un partner significa che non ha una lira da spendere ma che è disposto a condividere una parte dei futuri guadagni.
Era un signore di una certa età, diciamo sulla settantina, una di quelle persone che emanano bontà e cultura come solo il nonno di Heidi sapeva fare. Si è presentato da due giovani accompagnatrice che, come abbiamo scoperto poi, erano due guide turistiche.
Dopo un po’ di presentazioni e di supercazzole preliminari si è deciso ad arrivare al punto e ci ha spiegato a sua idea: il suo progetto era di radunare un certo numero di guide turistiche, di preparare delle audioguide tradotte in molte lingue, di caricarle su un sito e di metterle a disposizione degli utenti a prezzi modici, estremamente modici, dell’ordine dei centesimi di euro. Nella sua testa c’era già il nome del sito e il suo aspetto grafico, doveva avere l’aspetto di una pompa di benzina in grado di erogare cultura on demand. Meraviglioso.

Puntava su due specifiche tipologie di audioguide: le “evergreen”, ad esempio quelle pensate per illustrare le bellezze di una città con un tour e quelle legate ad una mostra o ad un evento specifico, in questo secondo caso era pronto a mettere a disposizione del progetto una vasta rete di gallerie, musei e pinacoteche pronte ad offrire gratuitamente visibilità al progetto. Ho già detto che era un uomo di cultura no?

In pratica un visitatore poteva decidere di scaricare l’audioguida da casa oppure all’entrata della pinacoteca e farsi accompagnare dalle parole della guida nel corso della visita. L’audioguida poteva infatti essere ascoltata sul telefono o sull’ipod all’interno della pinacoteca o nel corso della visita alla città. Oppure ancora poteva essere ascoltata in poltrona accompagnata da una serie di immagini sul computer a rendere il viaggio un po’ meno virtuale.

I tablet erano di là da venire e gli smartphone erano agli albori ma i lettori di mp3 cominciavano ad essere diffusi ed erano alla portata di (quasi) tutte le tasche. Insomma una buona idea peccato che non avesse nessuna speranza di avere successo.

Se state pensando a un progetto per guadagnare con internet è fondamentale introdurre degli elementi innovativi, il sogno è un ingrediente fondamentale ma con i sogni non si paga il mutuo e anche il droghiere fatica ad accettare la moneta onirica preferendo il ben più vile e concreto euro.

Questa idea non aveva (e non ha) nessuna speranza di successo perchè l’idea si incastra con un problema che, ancora oggi, a 10 anni di distanza, nessuno è ancora riuscito a risolvere: quello dei micropagamenti. Non si riescono a vendere i giornali su internet ma si vendono ancora in edicola perchè non si sa come pagarli. Forse non tutti sanno come funziona il sistema dei pagamenti con carta di credito ma, per farla breve e per semplificare al massimo, per accettare un pagamento bisogna riconoscere alla banca o in generale al fornitore del servizio una commissione che è formata da un X% più una cifra fissa per ogni transazione. Se facciamo riferimento a paypal (che non è certo il più caro, soprattutto in fase iniziale dato che non prevede dei canoni di abbonamento) le cifre sono 0.35€ +3.4% il che distrugge immediatamente il progetto e la fantastica idea prima ancora della sua nascita.

Ipotizzando di proporre al pubblico una audioguida al prezzo di 50 centesimi infatti solo per incassare la somma si dovrebbero riconoscere a paypal 35 centesimi, arrotondiamo a 36 per tener conto della percentuale. Altri 9 vanno allo stato sotto forma di IVA e siamo arrivati a 45 abbondanti. Ci restano 5 centesimi con cui pagare tutto, compensare chi ha realizzato la guida, chi ha avuto la geniale idea e i partner (già perchè i partner prima o poi in qualche modo bisogna pur pagarli, no?), il commercialista, le scrivanie, i bolli, la corrente elettrica, i telefoni e tutto il resto.  Con 5 centesimi.
Da notare che mi sono tenuto alla larga da discorsi riguardarti la SIAE che sicuramente avrebbe allungato le sue adunche mani sul progetto ma non ho la benchè minima competenza a riguardo per cui mi tengo alla larga da quella palude tanto credo di essere già riuscito a dimostrare il problema di questa geniale idea di successo: non sta in piedi!

Ricordo la faccia incredula che si è dipinta sul volto di questo interessante settantenne quando gli ho spiegato le mie obiezioni. Era una faccia incredula e un po’ schifata: lui veniva a condividere il suo genio con un plebeo e io mi dimostravo così ingrato da disprezzare il suo genio! Era stupito e deluso e anche un po’ schifato da quelle obiezioni da contabili, come se i numeri fossero una faccenda per uomini rozzi e di basso livello.

Non è così: un progetto di successo deve avere delle solide fondamenta basate su numeri credibili!

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