I contenuti antibiotici

biohazardIl termine virale è usato e abusato in internet e nei miei non pochi anni di frequentazione della rete ne ho sentite di tutte. Un contenuto virale è un video, un testo o un’immagine che si diffonde spontaneamente, che viene ri-pubblicato gratuitamente sui blog e sui social network ed è l’Eldorado di tutte le agenzie di Marketing. L’idea è di racchiudere nel contenuto un messaggio che può essere legato a un prodotto, a un marchio, a un evento e fare in modo che la rete lo diffonda spontaneamente. Fin qui niente di nuovo, giusto?

Forse non tutti sanno che esistono in rete anche i contenuti antibiotici (o antivirali se preferite) ovvero immagini, testi e video con contenuti interessanti fatti per NON essere diffusi anche quando lo dovrebbero.

Fatte queste premesse vengo al concreto: il turismo in Italia. Ci sono eventi sparsi per tutta la penisola interessantissimi di cui nessuno sa niente, luoghi da visitare, spettacoli cui assistere, fiere, sagre, manifestazioni, monumenti, musei… potrei continuare all’infinito ma credo che il succo sia chiaro: di posti e di eventi da promuove in Italia ce ne sono tantissimi e non per niente abbiamo un ministero che si occupa esclusivamente di questo no? C’è il Ministero dei Beni Artistici e delle Attività Culturali (per gli amici MIBAC).

Entriamo ancora più nel concreto per esaminare un caso specifico: le giornate europee per il patrimonio. Per riassumere al massimo si tratta di una iniziativa comunitaria cui aderiscono volontariamente alcuni paesi e che prevede l’apertura gratuita di musei, mostre, archivi e gallerie in determinati giorni. L’Italia, manco a dirlo, aderisce e per il 2013 le giornate sono il 28 e il 29 settembre.

L’adesione è volontaria, non tutto è aperto al pubblico gratuitamente, ma si tratta di una iniziativa lodevole e interessante no? Chi vuole visitare un museo probabilmente non si farà fermare dal costo del biglietto di ingresso ma risparmiare qualche soldino non fa esattamente schifo e poi potrebbe essere una buona occasione per visitare una mostra, un museo, una galleria anche per chi di solito non frequenta gli ambienti cosiddetti culturali.
Dal punto di vista economico poi se una struttura (nel 99% dei casi è una struttura pubblica) aderisce significa che i costi sono già pagati, sarà qualche ente che si farà carico di pagare gli stipendi, la corrente, il riscaldamento, le pulizie e tutto il necessario, insomma una volta che una struttura ha deciso di partecipare è bene che lo si faccia sapere il più possibile no? Se è stato deciso di far entrare in pubblico gratuitamente lo si fa solo per partecipare all’iniziativa europea e farsi belli a Bruxelles oppure il fine è quello di avvicinare la gente alla cultura, di farla entrare?

Se il fine ultimo è far partecipare la gente a queste iniziative c’è qualcosa di seriamente sbagliato. Se il fine ultimo del MIBAC è la diffusione della cultura si stanno facendo degli errori piuttosto gravi (e costosi), mi riferisco a due paragrafi molto, molto chiari che si trovano alla pagina note legali del sito ovvero:

I contenuti (testi, immagini, suoni, filmati, grafiche, marchi, loghi, audiovisivi, ecc.) del presente sito sono di proprietà esclusiva del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e/o di terzi e sono protetti dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941 e successive modifiche ed integrazioni. La riproduzione, la comunicazione al pubblico, la messa a disposizione del pubblico, il noleggio e il prestito, e la diffusione senza l’autorizzazione del titolare dei diritti è vietata.
Alle violazioni si applicano le sanzioni previste dagli art. 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della suddetta legge n.633/1941.
Sui contenuti possono essere apposte misure tecnologiche di protezione ai sensi e per gli effetti degli artt. 102 quater ss. della legge n.633/1941, consistenti nei dispositivi e/o componenti che sono destinati a impedire o limitare atti non autorizzati dal titolare dei diritti; sugli stessi possono essere altresì presenti informazioni elettroniche sul regime dei diritti indicanti i termini e le condizioni d’uso delle opere e/o dei materiali, l’autore dell’opera o qualsiasi altro titolare, nonché numeri o codici che rappresentano tali informazioni o altri elementi di identificazione. La riproduzione, su qualsiasi supporto, dei materiali pubblicati sul presente sito, ove espressamente consentita, può essere effettuata, comunque, per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di protezione.

Ricapitolando: in Italia abbiamo una marea di cose che meritano di essere viste e un ministero fatto apposta per custodirle, proteggerle e promuoverle. L’Italia partecipa a una iniziativa che è fatta apposta e ci si investono dei soldi dal momento che davvero ci saranno dei luoghi di cultura aperti al pubblico gratuitamente ma questo non deve essere diffuso, meglio tenerlo nascosto.

Posso già immaginare quello che sta pensando qualcuno dei miei 8 lettori: tu in realtà vuoi soltanto dei contenuti da copiare sui tuoi siti e guadagnare con quei contenuti dato che i tuoi siti hanno la pubblicità. In altre parole vuoi lucrare sul lavoro altrui.

Non provo neanche ad entrare nel merito degli spiccioli che un sito potrebbe guadagnare ripubblicando quei contenuti e nemmeno a ribadire che non mi occupo più di scrivere per il turismo dato che in questo periodo sono diversamente occupato perchè non è questo il punto, le questioni in ballo sono due e sono alla base, a mio modesto parere, di alcuni gravissimi errori che si commettono in Italia

  1. Il denaro non è lo sterco del demonio. Se una società, un privato o un’istituzione qualunque pubblica un sito e ci mette i banner per guadagnare non sta facendo niente di male. Se il sito si occupa di turismo e quindi parla di quello che c’è da vedere in Italia i redattori del sito non sono degli eroi, dei martiri o dei volontari, alla fine del mese anche loro hanno i conti da pagare, non c’è niente di sbagliato nel guadagno e un’azienda non malvagia per il solo fatto di esistere, una srl non può produrre il denaro stampandolo, se lo deve guadagnare e se lo fa con una testata online non c’è niente di sbagliato.
  2. Non si può confrontare solo parzialmente pubblico e privato. Il MIBAC di cui sopra e una rivista privata che si occupa di turismo hanno due scopi diversi. Il principale motivo che giustifica l’esistenza del Ministero della Cultura è la promozione della cultura, non il lucro. Sappiamo tutti che il turismo in Italia dovrebbe essere un centro di ricavo molto più remunerativo ma al Ministero gli stipendi sono pagati con i soldi delle tasse non con quelli degli ingressi ai musei. Lo scopo primario del MIBAC quindi è (o dovrebbe essere) la promozione della cultura. Questa promozione è potenzialmente in grado di creare molto denaro, il turismo in Italia potrebbe crescere fino a diventare la principale fonte di reddito nazionale ma questo è lo scopo indiretto del ministero.
    Lo scopo primario di una testata online gestita da un soggetto privato è invece quello di generare ricchezza o, detto in altre parole, guadagnare a sufficienza per pagare i conti e gli stipendi. Che si occupi di gossip, di moda o di cultura poco importa per quanto riguarda lo scopo primario. E’ più che legittimo quindi che la testata online proibisca la copia dei contenuti prodotti così come uno scrittore si tiene (giustamente) stretto il copyright del suo lavoro dato che deve vivere coi proventi delle vendite del libro.
    Se un ente pubblico vuole confrontarsi con il privato e perdere così di vista il suo scopo primario, se il MIBAC vuole guiadagnare mettendo la pubblicità sul sito e proponendo in vendita le sue pubblicazioni allora che lo faccia completamente, non solo parzialmente. Si pubblichi un suo bilancio e paghi costi e stipendi con i ricavi delle vendite delle pubblicità, delle brochure e degli accessi ai musei e non con quelli delle tasse.

Secondo me il ministero dovrebbe rimuovere al più presto quella pagina e fare il possibile perchè i contenuti vengano diffusi il più possibile. Dovrebbe ricordare meglio qual è il suo scopo primario e non copiare (parzialmente) strategie e tattiche del privato.

So benissimo che le cose non sono così semplici e che non sono a costo zero come potrebbe sembrare: quei testi e quelle immagini che vedete sul sito del MIBAC infatti sono spesso comprate con licenze limitate per cui gli autori concedono a enti e ministeri la possibilità di pubblicarle solo a certe condizioni, tra queste la non diffusione. Comprare gli stessi contenuti con licenza illimitata potrebbe costare un po’ in più ma potete immaginare l’effetto che avrebbe?

Torniamo a bomba sull’esempio citato: il blogger di campagna scopre per caso che c’è un’iniziativa interessante nella sua città, ne vuole dare notizia, la vuole pubblicare sul suo blog ma non può perchè il ministero gli proibisce di fare copincolla. Che danno avrebbe fatto allo stato? Nessuno. Che danno ha fatto il ministero con quella pagina intimidatoria? Un piccolo danno lo ha fatto perchè i pochi lettori di quel blog non verranno a conoscenza dell’evento e tra di loro magari ce n’era uno che avrebbe partecipato all’iniziativa.

Vogliamo tornare al titolo del post e immaginare cosa potrebbe succedere permettendo la diffusione di quei contenuti? Proviamo a immaginare cosa potrebbe succedere se quella notizia venisse ripresa non da uno ma da 1000, 10.000 blogger diventando “virale”?

Provo ad anticipare una ulteriore potenziale obiezione: quei contenuti non interessano nessuno, sono noiosi e non hanno nessuna speranza di diventare virali. Sbagliato.
Sul sito del MIBAC si dà notizia anche delle mostre di lepidotteri, delle conferenze in cui ci si interroga sulle setole dei pennelli usate dal Caravaggio insomma è pieno di zeppo di cose di una noia mortale ma ci sono anche cose fighissime che meriterebbero di essere conosciute e sono sicuro che molti sarebbero interessati a partecipare. Non ci credete? Che ne dite di una gita in un castello della Val d’Aosta gratis? Per le giornate europee del patrimonio di castelli aperti gratuitamente ce ne sono parecchi solo che lo sanno in pochi. Vi interessa mangiare? Siete tra quelli che amano lo slow food e i sapori della tradizione italiana? Ottimo, sapete cos’è in wine food festival? Sapete che in Emilia Romagna per 4 mesi con una serie di eventi, festival e sagre sparse per tutta la regione in cui si può conoscere (e assaggiare) il meglio della tradizione en-ogastronomica italiana? Sapete cos’è il festival del Prosciutto di Parma? Magari avete visto il film, non pensate che sarebbe interessantissimo visitare un museo di notte, magari coi vostri figli? Esageriamo: volete visitare un museo, di notte e senza pagare l’ingresso? Avete letto tutti i libri di Dan Brown non siete curiosi di sapere tutto sul misterioso affresco perduto di Leonardo da Vinci che rappresenta la Battaglia di Anghiari? Non siete affascinati dalla possibilità che un simile capolavoro non sia perduto ma soltanto nascosto?

La risposta a tutte queste domande è sul sito del ministero. Mi raccomando, non diffondiamo queste cose, non si sa mai, magari a qualcuno potrebbero interessare!

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