I progetti titanici

wondersForse un giorno riprenderò a pubblicare qualcosa sul tema di “come fare i soldi con il web”. Ho parecchie idee in proposito, sono in grado di dimostrare (conti alla mano) che è effettivamente possibile vivere con il reddito generato da un sito internet, sia pure con alcune avvertenze e controindicazioni.

E’ il sogno di molti: non avere un capo, non avere un orario, svegliarsi felici del proprio lavoro e poter lavorare da casa e ho una buona notizia a proposito: questo sogno è realizzabile e sono in grado di dimostrarlo. Purtroppo per riuscirci c’è da tener conto di numerose controindicazioni ma non voglio aggiungere altro, forse comincerò a scrivere qualcosa di serio su questo argomento l’anno prossimo, adesso non ho nè il tempo nè la voglia per mettermi ad affrontare seriamente questa rubrica.

Questo articolo comunque riguarda un po’ l’argomento dato che è l’esempio di cosa non si dovrebbe fare nell’affrontare un progetto in grado di garantire la pagnotta ovvero non ci si dovrebbe mai imbarcare in progetti faraoinici e irrealizzabili.

L’esempio perfetto di cosa non si dovrebbe fare per riuscire a vivere con il web è il mio sito sulla Seconda Guerra Mondiale. E’ un progetto titanico che comincerà ad avere un suo senso soltanto tra qualche anno.

La sua unica fonte di reddito è adsense e, nonostante le centinaia di ore già investite nel progetto, per ora i ricavi sono fermi a un paio di euro al mese. Il numero dei lettori è proporzionale e raramente superano il centinaio per ogni giorno. Perchè?

L’argomento è troppo grande, voler parlare in un solo sito di tutto quello che riguarda la Seconda Guerra Mondiale richiede centinaia di migliaia di articoli e quindi numerosi autori al lavoro oppure decine di anni di tempo prima di prendere forma. Questo sito è il mio hobby, il mio divertimento e quindi non sono particolarmente interessato ad avere un ritorno economico immediato, eppure credo sia interessante studiarlo e fare delle ipotesi su come si dovrebbe affrontare l’argomento tenendo d’occhio meglio i ricavi perchè è teoricamente possibile.

Quando ho progettato il sito ho costruito il sito prevedendo già la sua forma definitiva e creando la struttura capace di contenere le centinaia di migliaia di articoli previsti. Questo è un errore perchè, di fatto, ci sono decine di categorie completamente vuote oppure che contengono solo un paio di articoli.

Alcune idee credo siano interessanti, per esempio quella di dedicare una categoria ai film sulla guerra e un’altra ai musei tematici, creando delle connessioni con le schede dei mezzi bellici che si vedono nel film o al museo. L’idea è buona ma la sua realizzazione, almeno per il momento, è pessima e i motori di ricerca se ne accorgono e il sito ne risente.

Una delle sezioni migliori del sito è quella dedicata agli aerei, in particolare la Regia Aeronautica, l’aviazione dell’Unione Sovietica e quella francese cominciano ad avere un loro perchè. Ma delle migliaia di pagine del sito di fatto il 90% contiene un numero limitato di parole, gli aerei della Luftwaffe per esempio contengono per il momento solo un paio di righe di descrizione.

I motori ricerca non sono esseri umani ma i loro algoritmi sono in grado di valutare la qualità di un contenuto mettendola a confronto con altre pagine di altri siti: una scheda dedicata al Messerschmitt 109 con 200 parole, ad esempio, quanto potrà essere utile all’utente quando altrove se ne trovano altre, sullo stesso argomento, molto più ricche e approfondite?

La struttura stessa del sito è problematica e al momento, dal punto di vista dei motori di ricerca, caotica e confusionaria. Di che cosa parla il sito? Gli algoritmi dei motori valutano quello che trovano sul sito e cercano di infilarlo nel “cluster” giusto. Trovano alcune schede ben fatte sugli aerei della Regia Aeronautica, d’accordo. Poi ne trovano una mezza dozzina sui musei aeronautici, bene. Poi trovano un paio di recensioni di film storici o comunque ambientati nella seconda guerra mondiale. Di cosa parla il sito? Di musei, di cinema o di aerei?

Il numero di backlink ricevuti è – giustamente – ridicolo e insufficiente a creare un numero multiplo di argomenti, il risultato è che l’argomento del sito non è nè carne nè pesce.

Volendo affrontare un argomento faraonico ci si deve muovere diversamente se si vuole avere un ritorno economico in tempi decenti, è possibile affrontare un progetto titanico basta scegliere con cura il piano editoriale e la tabella di marcia affrontando un argomento alla volta.

L’errore in questo progetto non è tanto la sua ambizione quando la presentazioni: tante belle promesse ma pochissima sostanza, troppe categorie vuote e troppi argomenti affrontati in modo superficiale. Se volete fare i soldi con il web progettate pure qualcosa di titanico ma tenete conto delle reali forze disponibili e pensate a una struttura che si possa ampliare del tempo, affrontate un argomento alla volta e fatelo bene, in modo approfondito.

E’ necessario essere i migliori per prevalere, la mediocrità non serve a nulla, in termini concreti si finisce nelle “pagine successive” di google che non guarda nessuno. E’ meglio essere i primi per un argomento preciso e di nicchia che essere trecentesimi per un argomento vastissimo è molto seguito, molto meglio essere in prima pagina per “Regia Aeronautica” che trecentesimi per “seconda guerra mondiale” nel caso specifico.

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