La legge e la politica

La leggeLeggi i giornali, segui i telegiornali e senti spesso parlare di internet, sai che stanno facendo delle leggi per cercare di mettere internet sotto controllo e mi hai chiesto di spiegarti cosa sta succedendo, ci provo.

Cominciamo dalle cattive notizie: hai sentito che su internet ci sono i pedofili, che ci sono pirati che scaricano film e musica illegalmente, che i terroristi usano internet per diffondere i comunicati, che ci sono smanettoni che si divertono a vandalizzare i siti o i server delle istituzioni, hai sentito parlare dei virus informatici… la cattiva notizia è che è tutto vero.

E’ possibile trovare film e dischi pirata, ci sono i virus e i vandali informatici e purtroppo da qualche parte ci sono pedofili che usano internet per le loro schifose nefandezze. Però, nonna, internet non è questo e questi personaggi sono pochissimi, i poliziotti sono molto più competenti di quanto si creda, ci sono già le leggi che proteggono i cittadini onesti e chi commette un crimine viene ricercato e spesso preso. Quando sento certi discorsi fatti soprattutto al telegiornale mi viene da ridere, internet viene spesso presentata come un covo di pedofili o un regno di anarchia in cui tutti possono commettere i crimini peggiori impunemente, molti chiedono una regolamentazione di internet sottolineando queste cose e la cosa mi lascia perplesso. I telefoni sono sempre stati usati per fare gli scherzi, per minacciare o ricattare e i terroristi li usavano per rivendicare i loro attentati ma questo non significa che il telefono sia il regno dell’illegalità. Le leggi ci sono, basterebbe farle applicare anche su internet e invece…

Quello che sta succedendo realmente è uno scontro tra poteri e un’economia che deve necessariamente evolversi se non vuole estinguersi ma non vuole farlo. Internet sta mettendo in crisi giornali e televisioni che, soprattutto in Italia, sono un potere fortissimo. Le potenti compagnie telefoniche, le case cinematografiche e discografiche per ragioni diverse sono terrorizzate dal web e, se potessero, farebbero chiudere subito tutto, sono i luddisti del 2000 nonna, non dicono soltanto sciocchezze ma la maggior parte delle loro argomentazioni in realtà tende a difendere lo status quo e a fargli mantenere il potere che hanno acquisito. Posso farti alcuni esempi concreti così ti annoio un po’ meno?

I giornali italiani campano con tre tipi di ricavi: i soldini che paghiamo in edicola, la pubblicità e i finanziamenti pubblici. Di quello che paghiamo in edicola ai giornali in realtà non arriva poi molto, il 40% credo rimanga all’edicolante, con il resto si devono sostenere i costi di stampa (inchiostro e carta) e di distribuzione fisica dei quotidiani, sono sicuramente più importanti le altre due voci di bilancio. Sorvoliamo per un momento sulla pubblicità, gli introiti derivanti dai finanziamenti statali non sono affatto trascurabili al punto che ci sono giornali che vengono stampati solo per ricevere questi finanziamenti senza neanche arrivare in edicola, le copie vengono mandate direttamente al macero. Perchè  lo stato, paga i giornali? Sia ben chiaro, quando dico stato in realtà dico “noi” quindi la domanda è perchè noi paghiamo i giornali, anche quando non li leggiamo?

Credo che il principio fosse giusto, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e il fascismo, in cui l’informazione era sotto controllo, si voleva avere certezza di una indipendenza dell’informazione dai partiti e dai poteri economici ed ecco quindi nascere questi finanziamenti che ora, secondo me, andrebbero aboliti sia per lasciare un po’ più di soldi nelle tasche dei contribuenti, sia perchè oggi finanziare l’informazione non serve più a garantire l’indipendenza ma ottiene l’effetto opposto. Tornerò anche su questo argomento.

Ci sono altri protagonisti dell’economia che, se potessero, distruggerebbero internet dalle fondamenta, case discografiche e cinematografiche (in Italia affiancate dalla SIAE) lamentano perdite miliardarie. Non hanno tutti i torti, nonna, è inutile nascondersi dietro un dito, con internet in effetti è possibile scaricare illegalmente musica e anche film, così come è possibile comprare DVD e dischi pirata sulle bancarelle ma in realtà, secondo me, in questo stanno cercando di resistere a un cambiamento del sistema legato anche (ma non solo) alla tecnologia. Facciamo l’esempio di un disco, un cantante prepara il disco e lo vende, il cliente finale compra il disco ma solo una fettina dei suoi soldi finisce nelle tasche del cantante, con la vendita tradizionale devono guadagnare anche il negoziante, la casa discografica, la SIAE e altri che con la produzione o l’uso della musica c’entrano solo indirettamente, un po’ come succede per le zucchine che il contadino vende a 10 centesimi al chilo ma che al supermercato costano qualche euro. Ci sono in gioco forti interessi, non solo economici perchè in questo momento case editrici, cinematografiche e discografiche sono così potenti da decidere quale autore mandare avanti e quale fermare. Probabilmente in questo caso siamo di fronte a un cambiamento epocale dato che un autore (scrittore, cantante o regista) può vendere mettere direttamente in vendita il suo prodotto saltando tutti gli intermediari, ovvio che questa cosa a molti non piace.

Di cosa parlano quindi quando si dice “regolamentare internet”? Di arrestare la pedofilia, la diffamazione e gli altri reati che vengono commessi sul web? Anche ma non solo. Le leggi infatti ci sono già, secondo me tutto questo vociare sulla necessità di nuove leggi nasce dal tentativo di difendere lo status quo e lasciare il controllo dell’informazione e il potere economico così com’è. A livello mondiale questo tentativo è destinato sicuramente a fallire, in Italia potrebbero farcela, potrebbero resistere ancora qualche anno creando dei danni che verranno poi pagati dalle prossime generazioni.

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