La pena di morte in Giappone

hands_spifForse non tutti sanno che in Giappone la pena di morte è ancora in vigore. Senza troppo clamore e non troppo frequentemente le condanne a morte vengono emesse e eseguite. Si parla sempre di America e quando si pensa ai condannati a morte si pensa al braccio della morte delle carceri statunitensi ma …. anche in Giappone non scherzano.
C’è addirittura un condannato a morte che ieri ha compiuti 84 anni! Oggi, 13 dicembre, Tomizo Ishida, il condannato a morte più anziano del Giappone, compie 84 anni e Amnesty scrive una lettera a Ciampi. Gli ultimi trenta li ha trascorsi nel braccio della morte della prigione di Tokio, in attesa di un’ esecuzione che come e’ caratteristico in questo paese può avere luogo da un giorno all’altro, senza preavviso.
Ishida e’ stato giudicato colpevole dell’omicidio di due donne, una delle quali era la sua compagna, commessi nel 1973. Arrestato l’8 ottobre 1974, e’ stato condannato a morte dalla Corte distrettuale di Urawa nel 1980. La sentenza e’ stata confermata dall’Alta corte nel 1983 e dalla Corte suprema nel 1989.
Ishida si e’ dichiarato colpevole solo dell’omicidio non premeditato della sua compagna, del secondo continua a proclamarsi innocente. La confessione è giunta dopo 148 giorni di interrogatorio svoltosi in una stazione di polizia, durante i quali l’uomo non e’ stato informato del diritto di poter essere assistito da un avvocato. Lo stato di salute di Ishida continua a peggiorare dopo trent’anni trascorsi nel braccio della morte, in condizioni detentive molto dure.
La mancanza di cure adeguate per una banale cataratta lo ha reso ormai quasi cieco. Al suo avvocato e’ concessa soltanto una visita l’ anno; il figlio e la figlia non possono recarsi a trovarlo perchè entrambi affetti da disturbi psichici. A causa del silenzio che circonda il processo la domanda di grazie è presentata nel 1991 e respinta il 30 marzo 2004, dopo ben 13 anni.

Nonostante questo, il condannato a morte ha espresso, tramite il suo avvocato, chiara volontà di presentarne un’altra. Il Gruppo di Napoli di Amnesty International segue il caso di Ishida da oltre dieci anni, organizzando raccolte di firme, inviando periodicamente lettere alle autorità giapponesi e, da qualche anno, organizzando una mobilitazione annuale in occasione del compleanno del prigioniero.

Quest’anno, l’organizzazione per i diritti umani si e’ rivolta al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, chiedendogli di farsi portavoce presso le autorità giapponesi della richiesta, sostenuta ormai da migliaia di cittadine e cittadini italiani, di commutare la condanna a morte di Ishida. Inoltre, oggi i gruppi di Amnesty International parteciperanno a una e-mail day con l’obiettivo di far giungere il maggior numero di appelli alle autorità giapponesi in favore di Ishida.

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