
Creare nuovi posti di lavoro è importante, molto importante.
Assicurarsi che questi siano realmente utili e produttivi a mio parere lo è ancora di più!
Avete mai pensato ai veri danni creati dalla cattiva politica italiana? Dai nostri dipendenti come li chiama Beppe Grillo sul suo pregevolissimo blog?
Abbiamo in Italia un migliaio di politici regolarmente eletti in parlamento. Se consideriamo sottosegretari e compagnia bella, aggiungiamo tutti i politici delle regioni, delle province e dei comuni viene fuori un numero da far girare la testa. Poi ci sono i ministeri, nei cui uffici si svolgono “lavori” non meglio identificati e tutti gli enti statali o parastatali. Che danno fanno tutti questi figuri al paese?
State pensando che rubano lo stipendio? Che i 20 milioni al mese che guadagna un parlamentare europeo sono forse un po’ troppi? Che hanno troppi privilegi? Risposta sbagliata!
Come dicono gli americani: pensate in grande! Non sottovalutate queste persone!! Non sono tutti pigri, svogliati e stupidi, molto di loro sono in gamba e (purtroppo) paurosamente attivi. Non si accontentano di stare nel loro ufficetto al caldo a giocare al solitario di windows e sono troppo onesti per passare la giornata altrove e allora che fanno? Pensano. Creano. Emanano circolari e alcune di queste diventano leggi dello stato. Leggi che alcuni di noi sono tenuti a rispettare ma che tutti (indistintamente) dobbiamo pagare. Nella loro creatività guardano, scrutano, si indignano e creano nuovi posti di lavoro, smuovono miliardi (di euro). A cosa mi riferisco? Facciamo qualche esempio. Uno a caso: la privacy. Esiste una sacrosanta istituzione, il garante della privacy che, come uno sceriffo, vigila che nessuno possa entrare nelle mutande altrui o che possa farsi gli affari altrui. Bellissimo!
Il Garante per la privacy controlla che i miei dati personali non finiscano in mano a qualche pervertito che ne potrebbe fare un uso onanistico, fa in modo che nessuno possa sapere troppo su di me che nessuna ditta possa disturbarmi quando non voglio ………..
eh ma allora c’è qualcosa che non funziona! Se lo scopo di tutto questo è tutelare la mia privacy allora da dove arriva tutto lo spam cui sono giornalmente sottoposto? Mi riferisco allo spam via email ma anche alla spazzatura nella cassetta della posta e alle telefonate che ricevo (a cena, regolarmente) per propormi il vino, il cellulare nuovo o l’abbonamento adsl. Mi sa questa parte non sta funzionando a dovere.
Però adesso se una ditta qualsiasi vuole esistere deve fare i conti con la privacy, deve redigere il DPS (documento programmatico per la sicurezza). Si rischiano sanzioni e spesso c’è il penale. Se qualcuno vuole mettere su un sitarello per parlare del proprio paese deve fare attenzione perchè se mette l’indirizzo del ristorante dove ha mangiato rischia di essere denunciato. Anche se sul sito ne parla bene. Probabilmente rischia anche se pubblica la foto della facciata del Duomo.
Chi guadagna in tutto questo? Il privato cittadino mi pare di no. A meno che qualcuno non mi smentisca non ci sono stati sensibili miglioramenti nella salvaguardia dei cazzi miei. Di sicuro però stanno guadagnando tutte quelle fantomatiche società di certificazione che forniranno consulenza in materia 196/2003. Ditte che sorgeranno e nel breve volgere di qualche mese spariranno. Perchè? Perchè le norme sono insensate. Inadeguate, sproporzionate ai mezzi. Sono come i messaggi di windows o le introduzioni flash, in un caso si cerca il pulsante next (dopo aver flaggato I agree senza leggere un tubazzo), nell’altro caso si corre alla disperata ricerca del tasto skip intro. Vogliamo creare nuovi posti di lavoro? Allora perchè invece di “aggiungere” norme senza senso non ne togliamo qualcuna? Vi rendete conto che viola la privacy il netturbino che cerca di capire chi non rispetta le regole della raccolta differenziata dei rifiuti? Ma siamo impazziti? Forse no. Posti di lavoro modello “fuoco di paglia” (creati velocemente e altrettanto velocemente spariti) fanno tanto bene. Alle elezioni. Ma fanno tanto male al paese e ai cittadini.
Una legge sulla privacy con pochissime direttive ma chiare, logiche e comprensibili con un po’ d buonsenso avrebbero avuto ben altro effetto. Ma questo è troppo, no?

