Prima di tutto permettetemi di presentarmi e di contestualizzare il mio intervento. Mi occupo a vario titolo di internet dal 2000 e in questi anni ho avuto modo di lavorare su progetti di varie dimensioni, alcuni lillipuziani, altri grandi e altri ancora enormi, alcuni di questi gestiti da grandi gruppi editoriali. Non tutti hanno avuto successo, molti si sono rivelati delle catastrofi ma tutti indistintamente mi hanno dato modo di imparare.
Quello che ho in mente come contesto per l’articolo fiume, ovvero un articolo lungo almeno 1000 parole, è un progetto web architettato, pensato e gestito per essere redditizio. Con questo termine non mi riferisco in modo esclusivo al vile denaro, vorrei usare il termine “redditizio” in senso esteso, ognuno potrà poi misurare la redditività calandola nel proprio sito e traducendola secondo la propria sensibilità. Che questo criterio sia espresso in euro, in prestigio dell’autore, visite, miglioramento personale che può derivare da commenti o in pura soddisfazione personale, in ogni caso il parametro fondamentale sarà dato dalla visibilità, dal numero dei lettori e dalla loro qualità dagli accessi, dall’audience.
Quei blogger che “scrivono per se stessi” e usano il proprio sito solo per sfogarsi troveranno questo articolo totalmente inutile. Chi invece è alla ricerca di lettori, utenti, accessi, commentatori, iscritti o è in qualsiasi modo interessato ad aumentare l’audience del proprio sito potrà trovare qualche spunto su cui riflettere.
Chi vuole avere visibilità sul web deve fare i conti con i motori di ricerca il che, per la lingua italiana, significa avere a che fare con google. La buona notizia è che oggi, per avere un buon numero di visitatori dal principale motore di ricerca usato in Italia non è necessario essere degli informatici e neppure costruire il proprio sito progettandolo esclusivamente per il motore di Mountain View. La cattiva notizia è che in nessun caso è pensabile ignorare totalmente google: se si vogliono accessi bisogna un po’ andargli incontro ed adattarsi ai suoi voleri.
Proviamo ad esaminare rapidamente come funziona google e a calarlo nel contesto del nostro progetto web; per riassumere al massimo il motore di ricerca per funzionare deve eseguire tre distinti processi: che sono lettura, indicizzazione e presentazione dei risultati.
- Spidering: il software di google deve poter leggere il vostro sito. Se per un qualsiasi motivo lo spider non è in grado di leggerlo in tutto o in parte siete nei guai. Anche in questo caso ho una buona notizia: se avete realizzato il sito con un cms come WordPress o non avete avete combinato qualche disastro in configurazione prima o poi google troverà il vostro sito e ne leggerà le pagine. Con che frequenza tornerà e rileggerlo e quanto tempo impiegherà per indicizzarlo (fase 2) dipenderà dall’importanza del vostro sito. In questo contesto la fase 1 ci riguarda poco.
- Indicizzazione: dopo aver letto una pagina google deve indicizzarla, ovvero capire in che lingua è scritta e di cosa parla. Questa pagina che state leggendo per esempio potrebbe finire nell’indice per la chiave “scrittura creativa” e questo può succedere per un discreto numero di fattori, guarda caso il fatto che le due parole compaiano all’interno del testo ma non è l’unico criterio adottato, tanto per fare un esempio google considera anche le ancore usate per collegare questa pagina contando sia i link da questo stesso sito sia quelli da siti esterni.
- Presentazione dei risultati ovvero posizionamento: la pagina che state leggendo è all’interno dell’indice per la chiave “scrittura creativa” ma in quale posizione verrà presentata? Essere al primo posto o all’undicesimo cambia drasticamente il numero di accessi che si possono ottenere, come decide google in che posizione mettere questa pagina? Gli ingegneri del motore di ricerca ripetono spesso che ci sono più di 200 “ingredienti” necessari per questa decisione e non ci sono motivi per dubitare di questo numero; nessuno conosce esattamente la ricetta ma questi ingredienti sono più o meno conosciuti. Nella realtà anche se i fattori sono molto numerosi, ce ne sono una ventina che contano molto più degli altri e in molti casi basta concentrarsi su questi per ottenere risultati discreti.
Queste tre fasi del meccanismo di funzionamento di Google nel tempo si sono evolute e gli algoritmi si continuano a modificare, dal punto di vista del gestore di un sito non tutte le novità sono sempre positive. I motori di ricerca tra i vari problemi che si trovano quotidianamente ad affrontare hanno quello dell’immensa mole di pagine di scarso valore, quelle create automaticamente tramite software, quelle duplicate… in poche parole devono riuscire a trovare delle perle in un oceano di spazzatura, indicizzarle correttamente e presentare dei risultati buoni. Combattono una lotta senza quartiere contro gli spammer e chi cerca di manipolare i risultati, non sempre ci riescono perfettamente e ogni tanto qualche vittima innocente viene fulminata dal fuoco amico ovvero qualche valido sito viene trattato come spazzatura.
Gli algoritmi di google non sono infallibili, in questo momento sono i migliori che esistano, se vogliamo avere popolarità per i nostri siti dobbiamo imparare a conviverci e, nei limiti del possibile e delle decenza, aiutarli a non sbagliare.

Google è una macchina. Gli algoritmi sono scritti da esseri umani e ci sono delle persone (i temutissimi quality rater) che ogni tanto visionano e valutano manualmente i siti ma il nostro sito e le nostre pagine vengono valutate da un insieme di hardware e software che, almeno allo stato attuale della tecnologia, non sono in grado di prendere quelle decisioni tipiche del cervello umano quindi è giusto che quando progettiamo il nostro sito consideriamo i lettori (umani), ma quando pensiamo a google non dobbiamo dimenticare di avere a che fare con una macchina e dobbiamo cercare di dargli una mano.
Un pilastro fondamentale nella maggior parte dei meccanismi di funzionamento di google sono i link: per valutare l’importanza di un sito e con che frequenza andare a rileggerlo (punto 1) e per decidere il posizionamento di un risultato (punto 3) è basilare la quantità e la qualità dei link che un sito riceve, è per questo che google combatte da anni una crociata contro i link artificiali ed ha via via abbattuto gli scambi link, le directory, i link sponsorizzati, i comunicati stampa, l’article marketing e, secondo me, si appresta a dare una bastonata ai guest post…
Molti degli ultimi aggiornamenti degli algoritmi del motore di ricerca sono battaglie nell’ambito di questa guerra, hanno fatto molte vittime innocenti e altre ce ne saranno in futuro. Senza entrare in dettagli che ci porterebbero lontano diciamo che i cambiamenti che si sono sviluppati nel corso del 2012 (sia pure con alcune eccezioni) hanno tendenzialmente complicato la vita ai siti piccoli, nuovi.

