Brigitte Nielsen

Secondo ritratto della serie, e dal bianco e nero degli anni Cinquanta saltiamo in pieno technicolor: Brigitte Nielsen, un metro e ottantatre di Danimarca, capelli platino tagliati a spigoli e la faccia di chi non ha mai chiesto il permesso. Se gli anni Ottanta fossero una persona, avrebbero il suo passaporto.

Nata Gitte Nielsen nel 1963, comincia da modella con gente come Helmut Newton, poi nel 1985 il cinema se la prende tutta insieme: Red Sonja con Schwarzenegger, Rocky IV nel ruolo della glaciale Ludmilla, e già che c’è il matrimonio con Stallone – celebrato nel 1985, archiviato nel 1987, durata complessiva paragonabile a un tour promozionale. Sempre del 1987 sono la cattivissima di Beverly Hills Cop II, la copertina di Playboy e perfino un duetto con Falco, perchè negli anni Ottanta si faceva tutto, e lei più di tutti.

Ma è il capitolo italiano quello che ce la rende parente: Brigitte ha condotto una valanga di programmi nostrani, ha co-presentato Sanremo 1992, e soprattutto è stata la Strega Nera di Fantaghirò – e chiunque sia cresciuto davanti alla TV italiana dei primi anni Novanta, a quel nome, ha appena sentito un brivido lungo la schiena. Per l’America è la moglie di Ivan Drago; per noi è la regina del male con gli zigomi migliori del fantasy.

E poi c’è la testardaggine, che è la qualità che me la rende più simpatica di tutte: cinque matrimoni, carriere reinventate a ogni decennio, un reality vinto in Germania, il ritorno in Creed II ancora nei panni di Ludmilla, e nel 2018, a 54 anni, la quinta figlia – quando i giornali le spiegavano che non era il caso, lei ha fatto come sempre: quello che le pareva. Una filosofia che su questo sito non possiamo che rispettare.

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