Il rasoio di Occam è un principio metodologico che impone di usare il più possibile della semplicità. Aldilà dei paroloni significa che, nella maggior parte dei casi, la spiegazione più semplice è quella giusta.
Il telaio di Elvis è esattamente il suo opposto, ovvero il principio umano, italiano e molto poco scientifico che impone il rifiuto della spiegazione più semplice e la caccia all’intrigo, al complotto, alla spiegazione più complicata.
Non sto parlando di due principi scientifici usati in barbosissimi trattati universitari, in testi sacri citati nei discorsi per l’assegnazione del premio Nobel ma di un qualcosa che riguarda la vita di tutti i giorni, qualcosa che rende lo scienziato, il politico e l’uomo della strana nuovamente uguali.
Tendenzialmente infatti il rasoio di Occam viene applicato in tutte le cose che riguardano gli altri. Un amico ci racconta un suo problema? Dargli il consiglio giusto è semplicissimo perchè i suoi problemi sono banali, la soluzione è evidente. Azzeccare la formazione giusta per vincere la finale dei mondiali di calcio è facilissimo, abbiamo in tasca la soluzione, ognuno di noi è in grado di fare una legge finanziaria migliore del governo attuale, tutti i problemi che non siamo realmente incaricati di risolvere sono semplici.
La cose si complicano terribilmente quando si parla di ciò che ci riguarda più da vicino. I nostri problemi sono unici, articolati, non c’è una soluzione facile e alla portata. Se qualcuno ci offre su un piatto d’argento la via d’uscita è un imbecille che non riesce neanche a capire che ci sono molte variabili in gioco: questo è il telaio di Elvis.
Il telaio di Elvis entra in gioco tutte le volte in cui è coinvolta la nostra sfera personale e le eccezioni sono rarissime. Potrei fare mille esempi in cui ho visto verificarsi questo ma il massimo è rappresentato da medicine e terapie e in particolare dalle diete: se una amica è sovrappeso abbiamo pronta la dieta adatta per lei. Se la dieta non funziona significa che non la sta applicando a dovere. Se si verifica la situazione opposta, cioè se non riusciamo a dimagrire con la dieta che ci ha passato una amica è chiaro che non colpa nostra: quella dieta non è adatta alla nostra fisiologia …
Quello che mi ha colpito è che mi sono reso conto che questo tipo di ragionamento vale anche per la nostra sfera personale estesa e che non è un fatto esclusivamente italiano. Noi italiani siamo sicuramente i maestri del telaio di Elvis ma anche gli americano (giusto per fare un esempio) sono degli assi e la definizione di telaio di Elvis non è casuale.
la sfera personale estesa va a comprendere tutti quei casi in cui ci sentiamo coinvolti direttamente anche se il coinvolgimento non è poi così diretto. Un esempio per tutti: l’attentato dell’11 settembre ha coinvolto tutti ed è entrato nella nostra sfera personale, tutti ci siamo sentiti più vulnerabili, senza eccezioni. Elvis Presley era nelle case di tutti gli Americani, praticamente tutti lo conoscevano, era entrato di diretto nella sfera dei familiari.
Io credo che sia semplicemente molto difficile accettare di essere così personalmente vulnerabili, per questo ci rifiutiamo di accettare la spiegazione più semplice: abbiamo bisogno di credere in un complotto anche a costo di costruirne uno.
Nel caso di Elvis un concetto semplicissimo come la morte non è accettabile: è chiaro che Elvis non può morire così facilmente, si trova in un’isola del mar dei Caraibi insieme a Marilyn Monroe, Che Guevara e un sacco di altri personaggi che in realtà non sono assolutamente morti.
Per quanto l’11 settembre è chiaro che una dozzina di terroristi con qualche ora di addestramento e poche decine di migliaia di dollari a disposizione non possono da soli aver creato un simile disastro, è semplicemente inaccettabile. Anche in questo caso quindi andiamo a seguire le teorie più strampalate, pronti a mandar giù favole come aerei radiocomandati, kamikaze al soldo della CIA e le più grandi fesserie che la mente umana possa credere.
Quello che mi fa rabbia è che c’è gente che lucra questo tipo di vulnerabilità della gente, e non mi riferisco ai giornalisti (o presunti tali) che pubblicano libretti e articoli con teorie strampalate, purtroppo c’è chi fa di molto peggio ….