Willie Dee

Pomeriggio del 14 novembre 1943, Atlantico. La corazzata Iowa sta portando il presidente Roosevelt verso la conferenza di Teheran quando dal cacciatorpediniere di scorta, lo USS William D. Porter, parte il segnale che nessun comandante vorrebbe trasmettere mai: un siluro – vero, armato – sta correndo dritto verso la corazzata. L’hanno lanciato loro. Per sbaglio. Durante un’esercitazione.

L’Iowa accostò in emergenza e il siluro esplose nella sua scia; pare che il presidente si sia fatto portare al parapetto per godersi la scena. L’intero equipaggio del Porter finì agli arresti – si dice sia l’unico caso del genere in tutta la storia della marina americana – e il sottufficiale responsabile si prese quattordici anni di lavori forzati, poi cancellati dalla grazia dello stesso Roosevelt, che evidentemente aveva il senso dell’umorismo.

USS William D. Porter (DD-579)

Il bello è che il siluro non fu un episodio: fu uno stile. Il Porter aveva già combinato un disastro in porto per un’ancora dimenticata giù, aveva perso una carica di profondità che esplodendo mise in allarme mezzo convoglio, e più tardi, in Alaska, un marinaio brillo riuscì a sparare una cannonata da 127 millimetri nel bel mezzo di un ricevimento ufficiale, centrando un giardino. Leggenda vuole che nella flotta lo salutassero con «non sparate, siamo repubblicani».

Il gran finale, giugno 1945, al largo di Okinawa: un kamikaze abbattuto cadde in mare ed esplose sott’acqua proprio sotto la sua chiglia. Il Porter affondò così, per colpa di un aereo già abbattuto, in tre ore e senza perdere un solo uomo: nemmeno la sfortuna, alla fine, ebbe il coraggio di fargli davvero del male.

La storia completa, con tutti gli incidenti raccontati per bene, sta sul mio sito serio: La nave più pazza del mondo. Ai lettori convinti di essere sfortunati ne consiglio una doppia lettura.

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