la legge levi prodi

Cosa dice Levi? Ha già risposto a un primo assalto prodotto (come al solito) sul blog di Beppe Grillo e la sue risposta è quanto di più democristiano, astuto e biascicato si possa immaginare. Ne cito soltanto un pezzetto: Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori. Geniale vero? Il testo del disegno di legge lo ha scritto lui però non sa come debba essere applicato, saranno altri a decidere se il blog di Beppe Grillo sia professionale o meno. Si dimentica che in quello stesso testo viene chiaramente precisato che non si fa distinzione tra il tipo di pubblicazione e il suo fine, basta leggere “Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso” (art 2, comma 1). Trasferisce quindi nelle mani di altri il potere (e la responsabilità) di decidere e di far chiudere questo o quel sito, a discrezione dell’autorità garante per le comunicazioni.

Perchè il governo vuole fare questa legge? Ognuno è libero di pensarla come vuole ma io credo che tutto nasca dal fatto che le caste più potenti si stanno cagando sotto e due di loro hanno fatto una coalizione temporanea cercando di correre ai ripari. Una legge del genere farebbe comodo non soltanto all’attuale maggioranza per cui c’è da tenere gli occhi molto ben aperti dato che in parlamento potrebbe anche succedere qualcosa di sorprendente. Favorirebbe giornalisti editori e politici, internet infatti si sta dimostrando pericolosa queste due caste dato che chiunque, con mezzi tutto sommato modesti ha il potere di dire la sua e di farsi ascoltare da un vasto pubblico. Un Beppe Grillo senza internet non sarebbe riuscito a portare in piazza centinaia di migliaia di persone perchè le due caste, togliendolo dalla televisione, lo avrebbero velocissimamente relegato a casa sua. I media tradizionali stanno perdendo audience per quanto riguarda molte notizie in quanto parecchi hanno ormai imparato che se si vuole approfondire veramente una notizia, senza accontentarsi della pappa pronta di trenta secondi presentata in tv o sui giornali, basta fare qualche ricerca sul web e scoprire tutto quello che c’è da sapere. Grazie al web la casta fa sempre più fatica a tenere il popolo all’oscuro e quindi lo scopo di questa legge è quello di limitare la libertà di espressione mettendo a tacere il Beppe Grillo di turno o il personaggio scomodo del momento.

Questa legge potrebbe distruggere internet in italia? No, questo è poco ma sicuro. Come ha spiegato chiaramente Levi si vuole dare all’autorità garante per le telecomunicazioni il potere di mettere a tacere un sito internet scomodo ma difficilmente si andranno a disturbare i blog da 1000 visitatori al giorno, non rappresentano un pericolo. Sarà un brutto colpo (ennesimo) per il web italiano perchè molti operatori di informazione seri si sposteranno all’estero piuttosto che vedere messo a rischio il proprio investimento. Chi infatti sarebbe disposto a investire il proprio tempo, il proprio denaro su un prodotto (un sito) quando da un momento all’altro potrebbe presentarsi questo fantomatico garante alla porta? Torno a ricordare di non si tratta di un obolo da pagare, gli effetti sarebbero ben altri.

Sono veramente così stupidi? Si e no. Secondo me ci hanno provato, sotto i nostri occhi sono passati abominevoli mostruosità per cui tentar non nuoce. Qualcuno pensa che in realtà la legge è fatta per altri scopi, che levi e prodi sono in buona fede ed è stata soltanto scritta male. In questo caso sarebbero degli incompetenti ma non lo credo assolutamente: ci stanno provando.

Un esempio di abominio recente? Facilissimo, si stanno regalando le frequenze wimax alle compagnie telefoniche. Spero di trovare la forza di approfondire prima o poi; in due parole questo significa che sono stati regalati soldi nostri alle compagnie telefoniche, soldi attuali e futuri. Attuali perchè dall’asta si potrebbe ricavare molto (ma molto) di più dei quattro spiccioli di cui si parla e futuri perchè semplicemente tenendone qualcuna di riserva si sarebbe provocata una picchiata dei costi della telefonia cellulare. Last but not least, si poteva dare accesso a costi bassissimi a tutti gli italiani, tutti. Bassissimi nel senso che si poteva fare gratis.

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