I Borboni e i siti pirata

pirateriaPer quanto assurde siano le norme antipirateria create dai borboni queste vanno rispettate, per questo motivo quando ho letto su Repubblica la notizia di un maxisesequestro di siti pirata mi è sembrata una buona notizia, peccato che le cose non siano così semplici…

Mettiamo le carte in tavola: non sono un esperto di pirateria, siae e diritti d’autore ma credo che la pirateria sia sbagliata e vada combattuta. Si potrebbe aprire un lunghissimo dibattito e disquisire dei prezzi del cinema, della musica, del software e dei libri e chiedersi se non ci siano parecchie cose da mettere a posto.
Personalmente credo che lo stato dovrebbe levare le sue adunche mani dalla cultura, smetterla di erogare sussidi di ogni genere (a partire da tutti i finanziamenti al cinema, diretti e indiretti), vedrei con favore la cancellazione della siae, trovo sproporzionate alcune pene previste dall’ordinamento giuridico italiano per cui chi scarica film pirata rischia la stessa pena di chi si tiene in casa un missile terra aria, credo che il cosiddetto equo compenso sia un abominio, dal punto di vista della logica, del buon senso e della modalità con cui enormi somme di denaro vengono sfilate da molte tasche per rimpinguarne poche altre ma, questo non toglie che uno dei principi cardine della democrazia sia il rispetto delle regole.
Ci sono delle regole e vanno rispettate. Se riteniamo che le regole sono sbagliate non siamo liberi di ignorarle, abbiamo il dovere di provare a farle cambiare questo sì.
La notizia riporta da Repubblica non è esatta, la guardia di finanza non ha sequestrato un bel niente. Quello che hanno fatto è stato inviare ad alcuni provider un elenco dei siti da “oscurare” chiedendo di togliere quegli indirizzi dai loro DNS. Se non avete capito una mazza di questo discorso provo a spiegarlo meglio: non hanno sequestrato niente, i server sono attivi e raggiungibili non solo dall’estero ma anche dall’Italia, basta cambiare una impostazione di rete e si accede tranquillamente a tutti quei siti.
Non sto parlando di un’operazione da hacker, (quasi) chiunque è in grado di modificare questa impostazione sul suo computer ed è una cosa perfettamente legale che tanti già fanno per svariati motivi. Io, per esempio, non mi ero neanche accorto di questo “blocco” perchè uso i dns di google, avevo cambiato le impostazioni mesi fa quando i server della telecom facevano più capricci del solito e me ne ero dimenticato.

Ci sono due conclusioni che si possono trarre esaminando questo provvedimento: la prima è che i giornalisti non riescono a riportare una notizia esatta. Se questo sia dovuto a una propaganda di regime che, in questo periodo e per certi giornali, tende ad approvare l’operato del governo oppure sia imputabile alla solita superficialità italiana non sono in gradi di dirlo.
La seconda è che i borboni non sono neanche in grado di fare una cosa così semplice come sequestrare un sito.

A ben guardare qualcuno ci ha guadagnato con questa operazione: chi vuole infischiarsene della legge ha a disposizione una lista di ottimi siti pirata dove trovare film da scaricare o da guardare in streaming, gratis e illegalmente e questo mi fa arrabbiare non poco: tutte le recensioni di cinema che scrivo sono frutto del sudore delle mie dita sulla tastiera e del mio portafogli dato che pago per vedere i film di cui scrivo. Temo di avere molti agguerritissimi e bravissimi concorrenti ma anche alcuni concorrenti sleali che approfitteranno della possibilità di vedersi un po’ di film a sbafo. Sicuramente è un aspetto marginale e poco importante però questa cosa mi fa incazzare: sto lavorando da anni a un progetto totalmente amatoriale che prima o poi mi deciderò a finire ovvero un sito a tema, una directory che raccolga film erotici e pornografici (dalla commedia sexy anni ’70 ai porno creati in serie negli Stati Uniti, da Giovannona Coscialunga a Gola Profonda) e uno dei problemi che ho dovuto affrontare è stato procurarmi in modo legale tutti i film necessari. Stiamo parlando di alcune migliaia di film…

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