Le poste in Giappone

akka_post_office_iwaizumi_iwate_japanTOKYO – Il primo ministro Junichiro Koizumi ha detto oggi al Parlamento che è determinato a passare le leggi necessarie alla privatizzazione del sistema postale entro il primo novembre, affermando che la grande vittoria elettorale gli ha dato mandato per iniziare la riforma.

“Non c’è domani senza riforme”, ha detto Koizumi in un discorso consegnato alla stampa.

Il partito Liberal democratico (Lpd) ha conquistato 296 seggi alla Camera bassa nelle elezioni dello scorso 11 settembre, indette dopo che membri dell’Lpd si sono schierati con l’opposizione per bocciare i progetti di riforma delle poste.

Il discorso di Koizumi ha affrontato anche la possibilità di riformare le istituzioni finanziarie semi-governative e il sistema delle pensioni, mentre il Giappone affronta le sfide di una società con più anziani.

Ha anche ribadito che il governo dovrebbe portare avanti riforme fiscali, compresi i tagli degli stipendi governativi. Ci sono due cose che mi sconvolgono in questa notizia. Prima di tutto i tempi: Koizumi è appena stato rieletto e dice che vuole privatizzare le poste entro novembre. Si riferisce al novembre di quest’anno non a quello del 2026. Mi chiedo che cosa verrà realizzato in Italia da qui a novembre. Mi chiedo anche cosa realizzerà il prossimo governo nei primi tre oppure anche nei primi sei mesi della legislatura.
La seconda cosa è che le poste giapponesi funzionano benissimo lato utente, ve lo posso assicurare, tra l’altro sono anche molto più economiche di quelle italiane. Entrare in un ufficio postale giapponese è abbastanza sconvolgente: non ci sono file interminabili, gli impiegati sono gentili e competenti, la maggior parte degli sportelli è aperta…

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