Le piume di Report

BD3524-Questione-di-piumeNelle scorse settimane si è parlato moltissimo di Moncler e di piume, tutto è nato da una trasmissione di Report andata in onda il 2 novembre è che è visibile anche sul web sul sito della rai. Da premettere che personalmente adoro Report e trovo che sia una delle poche trasmissioni veramente utili della televisione italiana. Mi piace, credo sia utile, una vera televisione di servizio, ma non è il Vangelo, a volte fa incazzare. Per esempio finchè parla delle magagne che combinano i politici, i banchieri, i grandi industriali e gli imprenditori evasori va tutto bene ma quando tocca l’uomo comune, il pizzaiolo o il barista ad esempio, la trasmissione viene un po’ meno apprezzata. Insomma è una trasmissione che piace finchè parla delle schifezze che combinano gli altri, non delle nostre o quelle dei nostri amici, parenti o conoscenti.

La trasmissione del 2 novembre non mi è piaciuta per niente perchè partiva con tre tesi pre costruite e poi ha piegato la prosecuzione della trasmissione per avallarle:

  1. Le piume d’oca vengono prodotte in Ungheria maltrattando malamente gli animali, in violazione della legge
  2. Per risparmiare 50 euro a piumino ditte come Moncler non esitano a spostare la produzione i paesi dove la manodopera costa meno
  3. I piumini Moncler e i capi di altre famose e prestigiose case di moda sono fatti con materiali di merda
  4. La quarta è una tesi bonus: alla fine della trasmissione hanno inserito un intervento di Renzi per dimostrare che non sa di cosa parla

Ora proverei ad esaminarle una alla volta per spiegare perchè la trasmissione non mi è piaciuta per niente

La produzione di oche in Ungheria

Il servizio ha mostrato come in Ungheria le piume vengono strappate alle oche ancora vive. In questo paese è concentrata una gran parte della produzione di piume, almeno a livello europeo, e Report ha mostrato alcuni allevatori che non rispettano nè gli animali nè le leggi: le normative infatti, anche in Ungheria, prevedono che le piume possano essere prelevate dalla oche solo da morte in modo da risparmiare aagli uccelli inutili sofferenze ed in effetti la ripresa ha mostrato una spiumatura, ripresa con una telecamera nascosta, che è sembrata veramente crudele.
Hanno dimostrato che quelle piume finiscono nei piumini Moncler? No.

Gli avidi capitalisti della moda italiana

Hanno mostrato un po’ di capi in vendita nei negozi di alta moda italiani. Ad esempio c’era un piumino che costava quasi duemila euro, questo per far capire allo spettatore quando gretti possono essere i capitalisti della moda, disposti a tutto pur di risparmiare due euro sulla produzione di un capo che viene messo in vendita con margini astronomici. Sinceramente questa è la parte della trasmissione che più mi ha fatto incazzare perchè ingannevole, pura demagogia, non hanno fatto altro che mostrare allo spettatore quello che voleva vedere, proviamo ad analizzare un po’ meglio quanto detto.

Cominciamo dal prezzo di vendita: premesso che io non spenderei mai 1000 o 2000 euro per un piumino, nemmeno se fosse confezionato con il cotone della Sindone, il primo inganno è sul prezzo. Il piumino mostrato costa al pubblico 1.055 euro ma da questi togliamo subito l’IVA che non va a Moncler o agli altri avidi capitalisti della moda, scendiamo subito a 864 euro, questo è il vero prezzo di vendita per Moncler, è questo il numero da confrontare con i costi.
Nell’analisi dei costi Report ha giocato veramente sporco, le due sotto-tesi sono che per guadagnare ancora di più su questi vergognosi margini, come se non bastassero i maltrattamenti sulle oche, Moncler e compagnia bella usano materiali di merda e non esitano a lasciare in mezzo alla strada centinaia se non migliaia di famiglie italiane per trasferire la produzione all’estero. Tutto questo per risparmiare qualche decina di euro.
Cominciamo dai materiali scadenti: la trasmissione ha mostrato dei produttori che usavano materiali di bassa qualità, per esempio delle piume di basso livello. Hanno forse comprato dei piumini in negozio per aprirli e controllare i materiali usati? No, niente affatto: si sono limitati a delle riprese in queste fabbriche inquadrando le etichette (mi vengono in mente Prada e Moncler ma ce ne erano anche altre) ma resta da dimostrare se questi prodotti finiscono nei negozi ufficiali o sulle bancherelle dei prodotti tarocchi. Mi dispiace ma Report mi aveva abituato a un analisi molto più circostanziata, manca un pezzo essenziali per dimostrare la tesi precostituita.
Stesso discorso per quanto riguarda i risparmi sulla mano d’opera: per risparmiare una cinquantina, al massimo un centinaio di euro a capo hanno trasferito la produzione in Romania,Moldavia o addirittura in Transnistria! Anche in questo caso la trasmissione non si è preoccupata di dimostrare che quei capi erano gli stessi messi in vendita nei negozi del quadrilatero della moda, le uniche due cose certe che io ho capito sono che la Transnistria è un posto da cui è meglio stare alla larga e che le etichette, nonostante tutto il lavorio mentale dei cervelloni di Bruxelles sono incomplete.

Quello che manca, il buco, è un’analisi un po’ men grossolana dei costi, qualcosa che vada un po’ oltre la demagogia. Abbiamo detto che uno dei capi mostrati viene messo in vendita a 846 euro, risparmiare sulle piume permette di tagliare i costi di una trentina di euro, spostare la produzione fuori dall’Italia ne fa risparmiare altri 50, forse 100. Sono così pochi? Hanno forse fatto un minimo di analisi su quanto prende la commessa del negozio, di quanto rimane al negoziante? Costi di trasporto? Magazzino? Vogliamo parlare della produzione del catalogo e della pubblicità? Già perchè per vendere dei piumini a quel prezzo se non si vuole usare la Sindone bisogna farne parecchia di pubblicità, finire sulle varie riviste di moda farsi recensire. Probabilmente occorre anche un design di un certo tipo e magari c’è qualche soldo da dare  anche agli stilisti.
Intendiamoci: così a occhio restano comunque dei bei margini, vorrei avere io un prodotto da vendere con un simile margine di contribuzione ma dire che viene messo in vendita a 1050 euro un prodotto che ne cosa 100 non solo è disonesto ma è proprio falso!

La tesi bonus: nel video viene mostrato il premier mentre parla della Moncler e di come il suo presidente, Remo Ruffini, ne abbia rilanciato il marchio con grande gloria del made in Italy. Peccato che Ruffini abbia più volte detto che a lui del made in Italy non frega niente e che i prodotti Moncler non siano made in Italy, se volevano dimostrare che, almeno in questa occasione, Renzi ha parlato senza conoscere l’argomento ma limitandosi a dei luoghi comuni ci sono riusciti. Non è la prima volta e ci sono state situazioni più gravi ma questo discorso ci porterebbe lontano, riguarda la politica e quindi soprassiedo.

Ecco, mi sono sfogato, spero che domenica Report torni a presentare un servizio di qualità!

La vignetta che illustra questo post è tratta da bastardidentro.

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