La comunità europea e le lampadine

Lampadina a risparmio energeticoSono felice che esista la Comunità Europea. Ricordo quando non c’era, ricordo quando per andare in Francia bisognava passare la dogana e farsi controllare i documenti. A 17 anni ho fatto un viaggio in treno in giro per l’Europa, al ritorno avevo una quantità di monetine tutte diverse tra loro (e tutte inutili) dato che ogni paese aveva la sua valuta. Ricordo anche quando, da bambino, mia madre mi spiegava che sulle etichette dei cibi cominciavano a comparire delle strane sigle da cui era bene tenersi alla larga. Iniziavano tutte per “E” e indicavano coloranti e conservanti.

Dicono che al parlamento Europeo lavorano poco. Secondo me lavorano troppo ed è arrivato il momento che si prendano una bella pausa, c’è qualche struttura da smontare. Già perchè nella mia fantasia l’iter con cui vengono costruite certe strutture è questo: un politico si alza alla mattina e trova qualcosa che non va, per esempio una merda di cane sul marciapiede. La pesta e, tutto incazzato arriva in aula e ne parla col vicino di banco. Se il caso vuole che anche il suo vicino sia stato recentemente vittima di una merda di cane il caso comincia a montare, se riescono a coinvolgere un altro po’ di gente ecco che nel breve volgere di qualche mese viene istituito il “Garante per la merda di cane”.

Si sa come ragionano i politici quindi si preoccupano di due cose nell’istituire questa figura: stanziare un budget e metterci dentro un po’ di gente a lavorare. Il Garante per la merda di cane prende forma, vengono stanziati un paio di fantastilioni di euro, si prende una figura di prestigio, di indubbio spessore morale e di elevato profilo culturale e lo si mette a capo dell’Ente. Poi si prendono un paio di migliaia di persone, si fanno assumere dal costituendo ente, ecco che si son pure creati un po’ di posti di lavoro.

A questo punto si aprono due possibili scenari: se il Garante è uno che non voglia di lavorare le cose vanno ragionevolmente bene per noi cittadini; certo ogni mese bisogna pagare gli stipendi, gli affitti, le auto blu e tutte queste belle cose ma il danno si limita a questo.

I problemi veri cominciano se il Garante della merda di cane ha voglia di lavorare, se poi è addirittura intelligente e capace potrà fare dei danni tremendi non soltanto sfracellando le palle della gente ma anche con danni economici reali al punto che rimpiangeremo un Garante fannullone. Non ci credete? Ok, proviamo a immaginare lo scenario del Garante in gamba.

Il Garante della merda di cane è una persona di grande spessore morale (e questo l’avevo già detto), lautamente pagato (e questo se non già detto era sottinteso). Dopo aver rilasciato interviste per qualche mese, aver partecipato a Mixer, Porta a Porta, essersi seduto sul trono della de Filippi eccetera comincia a chiedersi come fare per risolvere l’annoso problema delle merde di cane sui marciapiedi. Abbiamo già detto che è uno in gamba no? Quindi dopo pochi mesi di lavoro quello che produce è un disegno di legge di 180 pagine in cui le prime quattro sono una sfilza di “visti gli articoli X e il regio decreto y”.

Dato il carattere d’urgenza il provvedimento passa come decreto legge ma non senza essere stato preventivamente discusso in parlamento ed aver incorporato quindi qualche migliaio di richieste, da tutti gli schieramenti e anche da parte dei non eletti (una vera democrazia deve saper ascoltare tutti).

Il decreto legge sulla merda di cane viene riassunto dal sole 24 ore in un sintetico articoletto di 40 pagine. Vediamo quale potrebbe essere il riassunto del riassunto:

  • Tutti i possessori di cani devono munirsi di paletta. Le palette devono essere omologate, non basta una paletta qualsiasi (la lobby dei fabbricanti di palette ringrazia).
  • Oltre alla paletta dovranno dotarsi di un congruo numero di sacchetti. Omologati, ovviamente.
  • Tutti i possessori di cani dovranno munirsi di mocio, detersivo e disinfettante. Anche i cani, si sa, ogni tanto hanno la sciolta.
  • A tutti i cani dovrà essere fatto l’esame del DNA, la mappa genetica dovrà essere memorizzata in un microchip da impiantare nell’animale. I cani non ringraziano.
  • I proprietari non potranno più allontanarsi da una merda di cane fischiettando e fingendo indifferenza, a tutte le merde trovate sui marciapiedi verrà fatto l’esame genetico (i laboratori ringraziano), verrà così rintracciato il canide defecatore e multato il relativo proprietario.
  • Verrà istituita una Banca Merda per la raccolta e lo stoccaggio della merda di cane che non potrà essere più smaltita in altro modo. I proprietari dovranno raccogliere tutta la cacca depositata dal proprio animale e conferirla alla Banca della Merda.
  • Siccome c’è una proporzione tra la taglia di un cane, la sua dieta, e la merda che produce, la quantità di feci portata allo smaltimento non potrà discostarsi più del 5% dalle tabelle di produzione della merda ministeriali. Ci sarà insomma uno studio di settore della merda dei cani, si dovrà giustificare un eventuale apporto di merda insufficiente perchè sarebbe indice di uno smaltimento abusivo.
  • I proprietari dei cani sono diffidati dall’aggiungere la propria merda a quella dei cani per falsificare la pesa che viene effettuata alla Banca della Merda.

Mi fermo qui ma potrei proseguire, non credo di esagerare perchè lo hanno già fatto e lo stanno facendo. Parliamo di risparmio energetico, parliamo delle stramaledette lampadine a risparmio energetico.

Qualche anno fa un genio deve aver pensato che consumiamo troppa energia, inutilmente. Questo non va bene perchè si produce anidride carbonica, si consuma il gas russo o il petrolio arabo, non va bene. Facciamo cambiare tutte le lampadine esistenti, facciamo mettere agli europei delle lampadine che consumano meno!

Fino a qui sarebbe tutto molto bello se non fosse per qualche “piccola” controindicazione delle nuove lampadine:

  • costano un capitale (i produttori di lampadine ringraziano)
  • sulla scatola c’è scritto “equivalente a una lampadina a incandescenza a XX Watt”. Chi ha approvato le tabelle con queste equivalenze andrebbe castrato, non chimicamente.
  • cominciano a fare un po’ di luce dopo 10 secondi, per andare a regime ci vogliono 10 minuti col risultato che queste lampadine non bisogna mai spegnerle (alla faccia del risparmio energetico)

Devo essere sincero: nonostante tutte queste controindicazioni questa delle lampadine continua a sembrarmi una buona idea. Ho perso il conto di quante volte sono cascato per le scale prima di abituarmi, adesso lo so che dopo aver schiacciato l’interruttore devo aspettare prima di affrontare la rampa, niente come il dolore fisico può velocizzare l’apprendimento.
Mi sembra una buona idea perchè se penso ai milioni, forse miliardi di lampadine installati in tutta Europa in effetti immagino fiumi di petrolio non bruciati. E questo è sicuramente un bene. Il risparmio economico non lo vedo, le bollette mi sembrano identiche a prima ma è anche vero che non posso sapere cosa sarebbe successo continuando a usare le vecchie lampadine. Già che ci siamo mi chiedo quando verranno sostituite anche tutte le lampadine di strade e autostrade ma questo è un altro discorso.
Insomma questa delle lampadine è stata una buona idea, il Garante del risparmio energetico in fondo ha fatto un buon lavoro, mi tocca ammetterlo. Il problema è che non l’hanno licenziato e che è in gamba.

Dopo aver fatto fuori le lampadine a incandescenza, assetato di sangue il Garante del risparmio energetico si aggira famelico a caccia di altre vittime, l’anno prossimo toccherà agli aspirapolvere, che non potranno superare i 600Watt di potenza e poi? Poi cosa? Usque tandem, Garante, abutere patientia nostra? Vuoi farci cambiare le radiosveglie? I televisori non hai coraggio di toccarli neanche tu ma quanto credi di risparmiare con questa menata degli aspirapolvere? Se succhieranno meno dovremo tenerli accesi più a lungo (questo principio in realtà vale anche per altre cose ma restiamo in tema). E’ stata fatta realmente la prova di quanto si risparmierebbe, a parità di pulizia di pavimento? Risparmio stimato in tutta Europa? Vogliamo essere generosi, facciamo due litri di petrolio? Garante del risparmio energetico, potresti smetterla? Queste tue idee sono costose, basta! Lascia stare! Ti propongo un patto: continuiamo a pagare a te e a tutti i tuoi sottoposti lo stipendio ma tu e tutti gli altri dovete promettere di non occuparvi di altro che della settimana enigmistica.

Questa storia degli aspirapolvere è vera, ma è futura. Sono sicuro che volete un altro esempio e io sono felice di porvelo perchè riguarda uno dei miei enti preferiti, un ente che non è inutile (magari lo fosse), uno che ha già causato il disboscamento di mezza Amazzonia facendo stampare montagne di inutile carta, sto parlando del Garante per la Privacy.

Navigando in  giro per il web avrete probabilmente notato, nelle ultime settimane, la fioritura di una nuova rotturina di cazzo. Stavolta non si tratta di banner o pubblicità, molto peggio, si tratta degli avvisi previsti da una nuova geniale legge del nostro Garante. Cosa dice questa legge? Qui sopra abbiamo parlato del decreto legge per la merda dei cani, quello dei cookie è un po’ più corto ma ci somiglia tantissimo! Senza avere la competenza del Sole24ore provo a riassumere: in ogni sito che ha della pubblicità dovrete cliccare su un coso con su scritto “accetto” o qualcosa del genere.

Già che ci siamo un paio di precisazioni: tutti i cosi che avete visto finora sono fuorilegge perchè troppo piccoli e troppo poco fastidiosi: dovrebbero infatti essere così e in teoria c’è tempo fino al 2015 per mettersi in regola.
Volete sapere cosa sono i cookie e cosa state accettando premendo il pulsante sul coso? Ahahahahahah. Ma voi le leggete tutte le informative sulla privacy? Quando installate un app sul telefonino leggete davvero condizioni e permessi? E quando installate un software studiate con cura tutta la licenza d’uso? Ecco, la legge dice che bisogna mettere un coso e che voi dovete cliccarci sopra, punto L’effetto per la tutela della privacy è nullo, per mettersi in regola le aziende dovranno spendere per farsi aggiungere il coso al sito (i programmatori ringraziano), dovranno farsi scrivere un testo che nessuno leggerà mai (gli studi legali ringraziano) e tutti dovranno perdere tempo.

Questa storia dei cookie è una stronzata, non serve a niente se non a sprecare tempo e denaro. Qui sotto vi mostro il “coso” migliore che ho trovato finora, sul sito di vbullettin

vbullettin

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