Omicidio sul blog

OmicidioOmicidio sul blog. “Da ieri mamma sta male, con esantemi su tutto il corpo”. E ancora: “Da tre giorni le cedono le gambe. Alla fine non potrà più muoversi”. Queste sono due frasi tratte dal blog di una ragazza giapponese di sedici anni che stava avvelenando sua madre. La giovane liceale, molto dotata per la chimica, aveva comprato del topicida per alcuni esperimenti scolastici, lo aveva somministrato alla madre e ne stava studiando meticolosamente gli effetti. Usava il blog per prendere piccole note e descrivere le sofferenze della donna e l’aggravarsi del suo stato di salute. La madre è salva, lei in cura psichiatrica. I blog della morte.

“Otaku” in lingua giapponese è un termine che indica gli ossessionati. Ossessionati dai film, dallo shopping, dal sesso… e ora anche dai blog della morte.

Sì, perché in Giappone c’è anche chi uccide in diretta e ne racconta i fatti, la sequenza e le proprie emozioni come se fosse un film dell’orrore. Il racconto dei delitti via Internet e l’uso della Rete come sostegno criminale sono in crescita. In Giappone la Rete serve anche per siglare patti di morte. Patti che fungono agli aspiranti suicidi per trovare coraggio e “collaborazione”: ogni tipo di “collaborazione”. Secondo le stime della polizia giapponese, nell’ultimo anno si sono registrati oltre 34 mila suicidi. Almeno 55 sono stati pattuiti tramite appuntamento virtuale: i blog dei suicidi sono in aumento ed è quasi impossibile (i provider registrati in Giappone sono oltre 12mila) controllare chi ne fa parte, identificarli e provare a fermarli, nonostante un impegno preciso del Ministero dell’Interno.Antonella Olivia(Foto e News: Mediazione)

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